Burhanuddin Rabbani

Burhanuddin Rabbani
Ex presidente dell'Afghanistan, nato a Faizabad nel 1940
 
  INDICE PROTAGONISTI

 

Rabbani è un tagiko originario della regione afghana del Badakhshan. Militare e uomo politico, è un autorevole esponente del movimento islamico. Diviene leader della Jamiat-i-Islami (Società islamica) nel 1971. Da questo partito sarebbe poi nato il gruppo di guerriglieri mujahiddin.

E' proprio nei gruppi della resistenza, nella lunga guerra civile e nell'opposizione ai Talebani che la figura di Rabbani trova la sua naturale collocazione.

Con la destituzione del presidente Mohammad Daud - che a sua volta aveva costretto all'esilio il re Zahir Shah Mohammad nel '73 - si apre un capitolo confuso e difficile nella storia dell'Afghanistan.

E' il 1978 e scoppia la guerra civile. Ai militari "golpisti" favoriti da Mosca si oppongono diversi gruppi della resistenza afghana, tra i quali i moderati di Rabbani e Massud e i radicali di Gulbuddin Hekmatyar. Per aiutare il governo in crisi l'Unione Sovietica nel '79 decide l'invio delle sue truppe in territorio afghano.

La resistenza antisovietica diventa guerra santa contro l’invasore straniero e infedele. I mujaheddin non mollano e l'Armata Rossa nell'89 è costretta alla ritirata.

Dopo tre anni i "ribelli" si riprendono anche l'ultima roccaforte filocomunista, Kabul.

Siamo nel '92 e all'interno del movimento di resistenza afghano le differenze già presenti esplodono con violenza. Dura la lotta per la conquista del potere tra Rabbani e Gulbuddin Hekmatyar. Quest'ultimo fonda una propria organizzazione, il Partito islamico (Hezb-i-Islami) che ha l'obiettivo di instaurare una repubblica islamica in Afghanistan.

Rabbani viene eletto presidente. La carica rimane tuttavia più simbolica che reale in virtù della guerra civile che devasta il Paese. Il riconoscimento da parte dell'Onu sembra non bastare a dare forza e legittimità a Rabbani, la cui sovranità è limitata praticamente alla sola capitale.

Resta in carica dal 1992 al 1996. Con Hekmatyar - che assume la carica di primo ministro - stringe in extremis un'alleanza proprio contro i Talebani che stanno conquistando il paese. Quando questi entrano a Kabul il presidente è costretto a fuggire e raggiunge le fazioni in lotta contro i Talebani nell'Afghanistan settentrionale. Nasce così l'Alleanza del Nord. Tuttavia per la comunità internazionale - che non riconosce il governo talebano - resta anche negli anni successivi il legittimo presidente del Paese.

Dopo i fatti dell'11 settembre 2001, la caccia aperta dagli Stati Uniti nei confronti di Osama Bin Laden, i bombardamenti angloamericani sull'Afghanistan dei Talebani - reo di offrire rifugio allo sceicco terrorista - l'Alleanza del Nord torna a conquistare diverse città, compresa Kabul.

E' il 13 novembre 2001. Via i Talebani, viene formato un nuovo governo e, dopo l'esilio, Rabbani assume temporaneamente la carica di presidente. Primo provvedimento: un'amnistia generale. Alla conferenza di Bonn cerca di legittimare il suo rientro alla guida del governo, ma viene sconfitto e dopo giorni di trattative frenetiche gli viene preferito il pashtun Hamid Karzai.

  Grandinotizie.it/ 14/novembre/2001