Mohammad Zahir Shah

Mohammad Zahir Shah
Ultimo re dell'Afghanistan, nato nel 1915
 
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Educato in Francia, appassionato di letteratura e di storia romana. Nel 1933 a diciannove anni diventa re di Kabul. Eredita un titolo regale in continuità storica con le satrapie macedoni, le dinastie Mauria e Sassanide e i fasti delle corti Moghul di Timur e Babur. Decide che il suo Paese, arroccato tra le montagne selvagge dell'Hindukush, deve aprirsi al progresso del mondo.

Si rivolge a consulenti stranieri, fonda la prima Università di Kabul, dà il voto alle donne, avvia rapporti commerciali e culturali con l'Europa. Durante la seconda guerra mondiale, mantiene l'integrità nazionale e una difficile neutralità.

Nel 1964, una nuova Costituzione trasforma il regno dell'Afghanistan in una democrazia moderna, con libere elezioni, diritti civili, un Parlamento eletto a suffragio universale, l'emancipazione femminile, la libertà di stampa. Ma Zahir Shah eredita dal passato dell'Afghanistan una turbolenta storia di lotte tra clan e fazioni tribali. Nel luglio del 1973, mentre si trova in Italia ad Ischia, per un trattamento medico agli occhi, un colpo di stato spalleggiato da giovani ufficiali vicini all'Unione sovietica proclama la repubblica. Suo cugino Mohammad Dao Ud si impadronisce della Presidenza della Repubblica.

Dall'estate del 1973, Mohammad Zahir Shah vive a Roma, in una villa in affitto all'Olgiata. E' re di una corte in esilio e di 3 milioni e mezzo di profughi all'estero. Non rinuncia al sogno di ritornare in Afghanistan, ancora conteso tra i Talebani integralisti e i mujaheddin di Massud (ormai orfani del loro capo). Dopo l'attentato dell'11 settembre alle Torri Gemelle nel mondo si fa strada l'idea che l'unica speranza per fermare il terrorismo sia il suo ritorno in Afghanistan.

Ma il vecchio monarca preferisce avere un ruolo super partes di garanzia. Alla conferenza di Bonn sul futuro dell'Afghanistan, i suoi uomini caldeggiano la candidatura di Hamid Karzai per il governo provvisorio che guiderà il Paese fino a nuove e elezioni. E l'accordo raggiunto il 5 dicembre 2001 tra le varie etnie è un suo successo.

Nella primavera del 2002 - esattamente il 18 aprile - riesce a coronare il suo sogno: torna in Afghanistan.

  Grandinotizie.it/ 18/aprile/2001