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Presidente di Telecom Italia, è un classico self made man. Cioè uno che si è fatto da solo. O, meglio, che si è "rifatto" da solo. Il doppio cognome non deve infatti trarre in inganno. I Tronchetti Provera sono sì una famiglia di industriali, ma la crisi economica che segue alla Seconda Guerra Mondiale li getta sul lastrico. Il padre di Marco è quello che i milanesi chiamano un rottamat: uno che ricicla rottami.
Marco studia da manager e punta alla vetta. Si laurea in Economia e commercio presso la Bocconi nel 1971. Si occupa di attività legate ai commerci marittimi e apre una Holding finanziaria. I maligni sostengono che la sua scalata al successo è favorita dalla sua aria di "bel tenebroso". Negli anni Settanta gli vengono attribuiti flirt con importanti signore dell'alta finanza milanese. Sposa poi la figlia di Leopoldo Pirelli, Cecilia, e nel 1986 entra nella società dalla porta principale. Negli anni Novanta il vecchio Pirelli si getta in una campagna di fusioni e acquisizioni che si rivela un fallimento totale. Il tentativo di acquisire la Silverstone si rivela fatale. Leopoldo batte in ritirata e vorrebbe passare la manno al figlio Alberto che però è spaventato dalla montagna di debiti accumulati. Si fa avanti allora il genero Marco che nel 1996 diventa Presidente e Amministratore Delegato.
Una volta al timone, cambia radicalmente la politica dell'azienda. Punta tutto sullo sviluppo teconologico dei cavi e delle fibre ottiche, mettendo in secondo piano il settore dei pneumatici. Investe nella ricerca, avviando collaborazioni con diversi atenei italiani, in particolare con quello di Bologna. E' sostenuto da Mediobanca, prima di allora molto fredda con la Pirelli. In molti vedono in lui il grande manager destinato a raccogliere l'eredità di Giiovanni Agnelli come leader della finanza italiana.
Lascia la moglie (dalla quale ha avuto tre figli) e dopo diverse love story, si lega con Afef Jnifen bellissima modella tunisina. E' un'occasione in più per far parlare di sé. Le cronache mondane parlano delle loro feste e dei loro viaggi a bordo del Kauris II, barca a vela di 24 metri.
Si interessa di politica e prende parte al (fallimentare) progetto di Liberal, la rivista-lobby di Ferdinando Adornato. Accumula cariche: Consigliere di Amministrazione di Mediobanca, della Banca Commerciale Italiana, della Ras assicurazioni e dell'Università Bocconi. E' membro del New York Stock Exchange European Advisory Committee, nonché vicepresidente di Confindustria. Non ha appoggiato l'elezione di D'Amato, ma è fedele al motto inglese:If you can't beat them, join them, "Sostieni chi non puoi sconfiggere". E' stato così anche in politica. Nella primavera del 1997 Tronchetti Provera è il primo a lanciare l'idea di un governo guidato da Massimo D'Alema che rimpiazzi quello di Romano Prodi. Nel 2000 è invece un sostenitore entusiasta del programma economico di Silvio Berlusconi.
E' capace di operazioni spregiudicate. Vende i sistemo ottici terrestri della Pirelli a Cisco e la tecnologia dei componenti ottici ad American Corning. L'operazione gli avrebbe fruttato un introito personale di 500 miliardi, grazie al sistema delle stock option. Il Wall Strett Journal parla di "vergogna per il capitalismo italiano".
Con i settemila miliardi "cash" della Corning, mette a segno, insieme alla Benetton, il blitz alla Telecom. Il 60 per cento della Telecom è di Olivetti e si prospetta una fusione. Per lui si tratta di una "epocale rifondazione che vede la strategia dell'azienda focalizzata sulle telecomunicazioni e basata sulle tecnologie dei cavi, delle fibre dei componenti ottici e sui servizi di telecomunicazione".
Il 22 dicembre 2001 si sposa con Afef Jnifen. La cerimonia viene celebrata dal sindaco di Portofino Giovanni Artioli. Il matrimonio si svolge a Villa La Primula, una dimora che Tronchetti Provera ha comprato sulle alture di Portofino. Al matrimonio sono presenti i tre figli di Tronchetti e il figlio di Afef, Samy.
Hanno detto di lui. Leopoldo Pirelli: "Marco è molto bravo, vi dico che sarà qualcosa più di un nuovo capo".
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