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Figlio di un ingegnere edile tedesco e di Luisa Ambron, Vittorio Gassman debutta a teatro nel 1943, anno in cui si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Moderna dopo aver interrotto gli studi in giurisprudenza. Esordisce nella compagnia di Dario Niccodemi a fianco di Alda Borrelli, nella Nemica.
Sposa Nora Ricci una compagna di corso, erede di una grande famiglia d'arte, figlia di Renzo Ricci, nipote di Ermete Zacconi. Sul finire della guerra, nel 1945, diventa padre della futura attrice Paola e scrive il diario-romanzo L'educazione teatrale, la commedia inedita Volo raso e il racconto Luca dè numeri.
Negli anni successivi lavora con Luchino Visconti, Guido Salvini e Luigi Squarzina e nel 1947 fonda una propria compagnia teatrale con Maltagliati e nel 1949 entra nella compagnia di Visconti. In questo periodo interpreta Un Tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, l’Amleto (1952) e l’Otello (1956) di Shakespeare, il Tieste di Seneca nel 1952 e l’Oreste di Alfieri (1960) .
Divorziato dalla prima moglie, Gassman sposa – ma divorzia dopo poco - l’attrice americana Shelley Winters, dalla quale ha una figlia nel 1953.
Nel 1954 Gassman fonda la propria compagnia teatrale e nel 1960 crea il teatro popolare sotto un tendone da circo dove recita l’Adelchi del Manzoni. Tra gli italiani contemporanei allestisce nel 1960 Un marziano a Roma di Flaiano.
Il successo cinematografico arriva con I soliti ignoti - dove interpreta il ruolo di un ladro balbuziente - diretto da Mario Monicelli nel 1958. Nel 1962 interpreta Il sorpasso al fianco di Jean Luis Trintignant e l’anno successivo recita ne I Mostri con Ugo Tognazzi, entrambi diretti da Dino Risi. Tra Gassman e Tognazzi nasce una profonda amicizia e una prolifica collaborazione cinematografica.
Nel 1965 è di nuovo padre: nasce Alessandro, altro attore in famiglia, figlio di Juliette Maynel. Nel 1970 sposa l'ultima moglie, Diletta D'Andrea, dalla quale nascerà dieci anni dopo Jacopo.
Tra le altre grandi interpretazioni nel cinema ricordiamo L’armata Brancaleone sempre di Monicelli del 1966, In nome del popolo italiano del 1971 e Profumo di donna del 1974 di Dino Risi - per cui vince il premio come miglior attore al Festival di Cannes - e C’eravamo tanto amati sempre del 1974 e La terrazza 1980 entrambi diretti da Ettore Scola. E ancora Anima persa (1974) e Caro papà (1979) entrambi di Risi, Un matrimonio e Quintet entrambi del 1978 diretti da Robert Altman; La Famiglia del 1987 firmato Ettore Scola, Lo zio indegno del 1989 diretto da Franco Brusati e Tolgo il disturbo del 1990 di Dino Risi.
Tra i maggiori impegni televisivi è da ricordare la trasmissione del 1959 Il Mattatore, di Daniele D’Anza soprannome con cui viene ancora oggi ricordato Gassman.
Negli ultimi anni l’attore vive momenti di profonda depressione. In questo periodo si dedica soprattutto al teatro, alla scrittura e alla poesia.
Pubblica l’autobiografia Un grande avvenire dietro le spalle, il romanzo Memorie di un sottoscala, i racconti Mal di parola, Bugie sincere, Camper. E ancora Farsa edipica in 2 tempi e 10 rounds, Lettere d’amore sulla bellezza e Vocalizzi. Nel 1996 ha vinto il Leone d’Oro alla carriera al Film Festival di Venezia.
Vittorio Gassman muore nella sua casa a Roma il 29 giugno 2000 a 78 anni.
Hanno detto di sui: Nino Manfredi: “Una notizia terribile... Vittorio era un grande amico, un grande maestro. Un grandissimo attore, un uomo di cultura. Era un grande...Il ricordo di lui è la sua storia, la sua arte, la sua ricerca. Quella ricerca che ha sempre fatto, attraverso i grandi poeti, sull'amore e sulla morte. E' uno dei grandi italiani. Una persona completa, di grandissima cultura".
Alberto Sordi: "Ci legavano un grande affetto, stima e amicizia anche se ci si frequentava poco".
Mario Monicelli: “Mi mancherà non tanto del Gassman attore che, si sa, era grande. ma soprattutto l'amico con cui discutere di un libro, chiacchierare, andare a spasso e sghignazzare un po'".
Claudia Cardinale: “Non riesco a crederci, sembrava immortale... Con Vittorio ho girato il mio primo film, 'I soliti ignoti', anche se non ci frequentavamo tra noi c'era molto affetto che si è manifestato ogni volta che ci siamo incontrati. Anche se era un uomo schivo, riservato, come me, peraltro”
Monica Vitti: “Mi ha insegnato tanto. Confesso che in questo momento è davvero faticoso parlare di un grande attore e un grande amico”.
Paolo Villaggio:“Nessuno lo sa, ma Vittorio è la persona più divertente che abbia conosciuto... Quante risate ci siamo fatti... Vittorio è l'uomo che ho stimato di più nella vita. E' l'attore che stimo di più. Sono sicuro: ne sentirò la mancanza per tutta la mia vita".
Francesco Rosi: “Era unico nella presenza che aveva sulla scena, nei film. In qualsiasi cosa, Gassman affermava la sua presenza in maniera veramente unica”
Gigi Proietti: “Sono un po’ frastornato, è come una pistolettata che abbiamo avuto di colpo...non mi sembra ancora vero. Era una persona di grande onestà intellettuale, di grande curiosità intellettuale, di tenerezza che contrastava con la sua figura apparentemente determinata, forte".
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