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Trentaquattro anni, diploma di maturità linguistica, imprenditrice, in attesa di un bambino che nascerà tra pochi mesi. Stefania Prestigiacomo, nata a Siracusa il 16 dicembre 1966, è il ministro delle Pari opportunità del secondo governo Berlusconi (10 giugno 2001)
Aria mite e riservata, grinta manageriale e idee chiare (nel 1997 durante un ostruzionismo sul decreto Iva, si rivolse a Romano Prodi: “Onorevole Prodi, direbbe Totò, ci faccia il piacere”), la Prestigiacomo è alla sua terza legislatura. Nel 1994, eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati, fu salutata da colleghi e giornalisti come “Miss Parlamento”.
Enfan prodige della politica, a 23 anni era già presidente dei giovani imprenditori siracusani e nella scorsa legislatura è stata vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera.
Il mondo imprenditoriale e le tematiche femminili sono i poli principali della sua attività parlamentare. Molto impegnata nelle politiche del lavoro, ha sempre partecipato alle iniziative dell’“asse trasversale” delle deputate che, con l’accordo delle parlamentari del centrodestra e centrosinistra, ha determinato l’approvazione di leggi importanti come quelle contro la pedofilia e la violenza sessuale (fece clamore la protesta delle deputate in jeans davanti a Montecitorio per l’annullamento, da parte della Cassazione, di una condanna per stupro). E’ prima firmataria di molte leggi che riguardano tematiche sociali, come le norme di sostegno per i portatori di handicap, l’obbligo del segreto professionale per gli assistenti sociali, le norme contro le molestie sessuali sui luoghi di lavoro, la modifica dell’articolo del codice penale per il reato di corruzione di minorenne.
Ha firmato la legge per il rientro dei Savoia in Italia.
Il 10 giugno 2001, assumendo l’incarico di ministro delle Pari opportunità, commenta la sua nomina: “E’ un premio per tutte le mamme”
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