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Attrice dalla forte personalità, unisce bellezza mediterranea e austerità anglosassone (il padre è siciliano, la madre inglese). Silvana Mangano si presenta per la prima volta sotto i riflettori nel 1947, quando partecipa al concorso di Miss Italia. Non vince – quell’anno verrà infatti incoronata reginetta Lucia Bosè – ma si fa notare, insieme a Gina Lollobrigida, Gianna Maria Canale ed Eleonora Rossi Drago.
Da allora in poi, quando comparirà sotto le luci dei riflettori sarà sui set cinematografici. Dopo qualche iniziale comparsa, l’esordio come protagonista arriva nel 1949, in Riso Amaro, di Giuseppe De Santis. Il successo è immediato, per l’intensità con cui veste i panni della mondina che lavora nelle valli del Po e che sogna ricchezze e divertimenti, ma anche per la sua bellezza fiera e statuaria, messa in risalto dagli stretti pantaloncini, dalle calze nere a metà coscia e dall’aderente maglietta stretta addosso al giunonico seno.
Dopo il fortunato esordio lavora in pellicole che faranno la storia del cinema italiano, interpretando ruoli d femme fatale, come in Anna (1952, di Alberto Lattuada) e L’Oro di Napoli (1954, di Vittorio De Sica), ruoli di popolana e di donna aristocratica, e ruoli di matrice teatrale e letteraria, come nell’Edipo Re di Pier Paolo Pasolini (che la dirigerà anche in TeoremaLuchino Visconti>, Morte a Venezia (1971), Ludwig (1973) e Gruppo di famiglia in un interno (1974), mentre negli anni ’80 reciterà in produzioni internazionali quali Dune (1984), di David Linch, e Oci Ciornie (1987) di Nikita Michalkov.
Questo sarà l’ultimo film che interpreterà prima di morire, a Madrid, il 16 dicembre 1989. E’ stata sposata al produttore cinematografico Dino De Laurentis, con il quale ha avuto una figlia, Raffaella.
Di lei Alberto Lattuada ha detto: “Era un’attrice di grande stile e credo che nel cinema italiano non ci sarà più una come lei che, anche nei personaggi semplici e popolari, potrà presentarsi con una regalità naturale come la sua”.
Giuseppe De Santis, ricordando il provino di Riso amaro, ha raccontato: “Arrivò una folla enorme di ragazze desiderose di lavorare nel cinema ma non ne selezionai nessuna. Neppure Silvana Mangano che si presentò con i capelli cotonati, molto truccata e vestita in maniera vistosa. Mi colpì solo perché si era conciata in maniera bizzarra, ma non la scelsi perché non la ritenni adatta. Dopo qualche tempo, non avevo ancora trovato l’attrice ideale, era a via Veneto in una giornata di pioggia, non avevo l’ombrello e camminavo rasente il muro per non bagnarmi. All’angolo di un palazzo mi scontrai con una ragazza che aveva una rosa in mano, era vestita in maniera semplice, aveva i capelli completamente bagnati e non era affatto truccata. Rimasi abbagliato perché era proprio la figura che cercavo. Lei mi riconobbe e mi ricordò che pochi giorni prima era venuta negli uffici della Lux Film. Era completamente un’altra. Le feci un provino e fu così che divenne la protagonista di Riso amaro”.
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