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Bello, fragile e dannato, il teen-ager per eccellenza, il simbolo dei giovani ribelli, l’eroe del grande schermo. James Dean, o Jimmy per gli amici e i fan, muore a soli ventiquattro anni diventando un mito per tutti le generazioni. Amato oggi come allora, la sua filmografia è breve, ma sufficiente perché l’Empire Magazine lo inserisca tra le cento stelle cinematografiche di ogni tempo.
Il piccolo Jimmy rimane orfano di madre da bambino. Il padre fa il dentista ma sono gli zii a crescerlo in una fattoria dell’Indiana, a Fairmont. Studia prima a Santa Monica e poi a Los Angeles. E’ proprio nella Città degli angeli che inizia la sua carriera. Partecipa, ancora sconosciuto, ad alcuni programmi televisivi, mentre nel 1952 debutta a Broadway nell’opera See the Jaguar . Due anni dopo l’occasione della sua vita: interpreta un giovane arabo nella commedia The Immoralist, adattamento del romanzo di André Gide, e affascina il noto regista Elia Kazan che lo ingaggia per il ruolo di Cal Trask nel colossal cinematografico La Valle dell’Eden.
Giovane, bello, ribelle e infelice il personaggio di Jimmy Dean è l’incompreso per antonomasia. E’ il 1955 e nasce un mito grazie al fascino tenebroso comune sia al personaggio che all’attore, al suo carattere schivo e complesso, problematico, enigmatico che suscita forti emozioni.
James Dean impara a caratterizzare fortemente i suoi protagonisti studiando all’Actor’s Studio dove si impegna a migliorare la gestualità, l’espressione del viso, la comunicazione del corpo.
Oltre la recitazione ha tre grandi passioni: le moto, il brivido della velocità e il cavallo. Sono queste le caratteristiche che lo rendono la scelta più ovvia come interprete del ruvido e sprezzante Jim Stark in Gioventù bruciata (1955).
Ormai Jimmy Dean è una stella di Hollywood, amato da migliaia di fan, proiettato verso una carriera sfavillante. Ma le cose vanno diversamente. Il giovane divo è impegnato nelle riprese delle ultime scene del nuovo film culto Il Gigante. In un tremendo schianto sulle strade di Salinas a bordo della sua Porsche Spyder rimane ucciso scatenando una sorta di isterismo collettivo. I giovani di tutto il mondo perdono un simbolo, un coetaneo in cui identificarsi. E’ il 30 settembre 1955, Il Gigante esce solo l’anno successivo.
La morte di Jimmy Dean è avvolta dal mistero. Si dice che un paio di ore prima dell’incidente una pattuglia di poliziotti l’abbia multato per eccesso di velocità, ma che l’amore per i motori sia stato più forte di lui. Ma quando dopo alcuni anni la Failure Analysis Association ricostruisce la dinamica dello scontro scopre che quel giorno il tenebroso mito non stava affatto viaggiando ad alta velocità.
Ancora oggi centinaia di ammiratori gli rendono omaggio nel cimitero Park Cemetery di Fairmount, nell’Indiana.
Di lui Elizabeth Taylor ha detto che "era molto preoccupato che gli si facesse del male. Era spaventato all’idea di aprirsi per timore che le cose dette fossero stravolte e usate contro di lui". Andy Warhol lo ha definito come "l’anima dannata ma bella del nostro tempo". Natalie Wood ha detto di lui che "tutti siamo stati toccati da Jimmy e lui è stato toccato dalla grandezza" e Martin Sheen ha dichiarato: "Jim Dean ed Elvis sono simboli per un’intera generazione. Quando stavo imparando a recitare in una scuola di New York, anni fa, mi è stato detto che se Marlon Brando ha cambiato il modo di recitare delle persone, James Dean ha cambiato il modo di vivere della gente. E’ stato il più grande attore che sia mai esistito. Era semplicemente un genio".
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