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Fino al 1994 Giulio Tremonti è un affermato tributarista e un docente universitario di discreta fama a Pavia. Editorialista del Mondo e del Corriere della Sera, avvocato patrocinante in Cassazione e autore di numerosi saggi in materia fiscale, è un personaggio noto negli ambienti accademici, ma sconosciuto ai più.
Alle prime elezioni col sistema maggioritario (1994) si candida con il Patto Segni e viene eletto per la prima volta alla Camera. Ma non fa nemmeno un giorno di opposizione perché Silvio Berlusconi lo arruola nelle proprie file e gli affida il ministero delle Finanze. Il suo primo provvedimento (10 giugno 1994) è un decreto legge a favore delle imprese. Prevede la deduzione dal reddito imponibile del cinquanta per cento degli investimenti realizzati nel biennio 1994-95 per la parte che eccede la media degli investimenti dei cinque anni precedenti. Applaudita da Confindustria, la “legge Tremonti” si rivela utile anche per la Fininvest di Berlusconi. Tre giorni dopo il varo del decreto, si costituisce a Malta la Mediaset International Ltd (proprietà di Berlsuconi) che acquista dalla Fininvest (di Berlusconi) un listino di film per duemila miliardi e lo classifica come nuovo investimento. Il risultato è un bonus fiscale di 242 miliardi. Polemiche a non finire. Della legge Tremonti si continua a parlare per anni e più volte il mondo industriale ha chiesto una sua riapplicazione.
Quando il governo Berlusconi cade, Tremonti comincia un lavoro serrato che ne fa uno dei più autorevoli oppositori del centrosinistra. Nella campagna elettorale del 1996 si confronta spesso con il candidato premier dell’Ulivo Romano Prodi. Attacca ferocemente la gestione prodiana dell’Iri e il programma economico dell’Ulivo. Persa la battaglia elettorale, fino al 2001 rimane il censore più puntuale e severo della politica economica dei governi del centrosinistra.
Per tutta la campagna elettorale del 2001 è il superministro dell’economia in pectore del secondo governo Berlusconi. Promette “cento giorni magici”, una luna di miele tra governo e Paese in grado di portare grossi cambiamenti. Annuncia: “Il nostro nemico è la staticità, il nostro amico è il dinamismo”.
Come previsto, dopo la vittoria del 13 maggio, Berlusconi lo nomina ministro di Economia e finanze.
Dicono di lui. Ottaviano Del Turco (Ministro delle Finanze): “La dichiarazione dei redditi me la fa Tremonti”. Ottaviano Del Turco: “Con Tremonti al governo, il Polo ha combinato solo guai”.
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