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Eletto deputato per la prima volta nel marzo 1994 nelle liste di Forza Italia, Giuliano Urbani entra a far parte del primo governo Berlusconi come ministro per la Funzione pubblica e gli affari regionali. Aveva già elaborato il programma istituzionale di Forza Italia, prospettando un movimento saldamente ancorato al centro, ed era già molto stimato negli ambienti accademici e della cultura laica e liberale.
Laureato in Scienze politiche, materia che continua ad insegnare in inglese e in francese, pubblica un saggio a 29 anni, primo capitolo di un importante curriculum accademico e di pubblicazioni, come editorialista, su quotidiani nazionali come il Giornale, il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, Il Mondo e Il Sole 24 Ore.
Dal 1976 al 1988 fa parte del centro di studi della Confindustria. Già in quegli anni presiede e collabora attivamente a numerosi istituti di studio. Ottiene la cattedra di scienza della politica alla Bocconi di Milano. Allievo di Giovanni Spadolini e amico di Noberto Bobbio, diventa direttore scientifico del Centro Luigi Einaudi di Torino.
Nel 1996, rieletto nelle liste proporzionali di Forza Italia, elabora con Giulio Tremonti, un disegno di riforma del sistema elettorale con legge proporzionale alla tedesca, sbarramento al 5 per cento, sfiducia costruttiva e norme antiribaltone.
Nelle politiche del 2001, viene eletto nel maggioritario in Lombardia, nel collegio di Vimercate. L’11 giugno, Silvio Berlusconi, gli affida per la seconda volta, un incarico di governo, nominandolo ministro dei Beni culturali.
Giorgio Albertazzi ha detto di lui: “E’ una persona raffinata… un signore dotato di una certa ironia”
Noberto Bobbio, commentando l’incarico di Urbani ai Beni culturali, ha detto: "E’ stato mio allievo, lo conosco come persona colta e penso che potrà fare benissimo".
Vittorio Sgarbi (Sottosegretario ai Beni culturali) ha affermato: "Dopo aver eliminato me come ministro dei Beni culturali, non c’erano possibilità più alte di quella di Urbani".
Carlo Fontana, sovrintendente del teatro alla Scala di Milano, ha detto di lui: "E’ un personaggio di grande cultura e sensibilità". Eletto deputato per la prima volta nel marzo 1994 nelle liste di Forza Italia, Giuliano Urbani entra a far parte del primo governo Berlusconi come ministro per la Funzione pubblica e gli affari regionali. Aveva già elaborato il programma istituzionale di Forza Italia, prospettando un movimento saldamente ancorato al centro, ed era già molto stimato negli ambienti accademici e della cultura laica e liberale.
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