Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi
Politico, critico e storico dell'arte, nato a Ferrara l'8 maggio 1952
 
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Vittorio Sgarbi si definisce un polemista e, infatti, tutta la sua attività culturale e politica è caratterizzata da una forte vena critica, dal gusto della provocazione intelligente, da una dialettica serrata e brillante.

Laureato in Filosofia, deputato del Parlamento italiano dall'aprile del 1992, era già noto come critico d'arte negli anni precedenti alla sua elezione. Specialista di Arte antica e contemporanea con una predilezione per la pittura veneziana ed emiliana del Quattrocento e del Cinquecento, nel 1979 commenta in videocassetta alcune opere di celebri pittori, ed è autore di saggi e libri come Carpaccio (1979), I capolavori della pittura antica (1948), La stanza dipinta (1989), Onorevoli fantasmi (1994), Lezioni private (1995), Lezioni private 2 (1996). Ma viene scoperto dal grande pubblico soprattutto grazie al Maurizio Costanzo Show, dove, all'inizio degli anni Novanta, suscita curiosità per l'irruenza con cui critica il mondo politico e non. Mediaset gli mette a disposizione, su Canale 5, uno spazio per Sgarbi quotidiani, una sua striscia di commento culturale e politico.

Nel '90 viene nominato assessore al Comune di San Severino Marche, cittadina di cui diventa sindaco, peraltro molto contestato, nel 1992-'93. Nel '92, eletto deputato per la lista del partito Liberale italiano, è membro della Commissione cultura, scienze ed educazione. Nel '94, viene riconfermato parlamentare nelle fila di Forza Italia. Collabora, con quotidiani e periodici come Il Corriere della sera, il Resto del Carlino, FMR, L'Europeo, L'Espresso, Grazia, e, a partire dal 1999, conduce La casa dell'anima, una trasmissione culturale su Canale 5.

L'11 giugno 2001, riceve l'incarico di sottosegretario ai Beni e attività culturali del secondo governo Berlusconi.

Nella sua autobiografia, La mia vita, Sgarbi racconta gli anni della sua formazione, anni duri, ma "tra i più avvincenti" della sua esistenza. A 13 anni, i genitori lo mandano in collegio perché a casa si alzava sempre tardi, dopo notti insonni passate a leggere. Ma il "vizio" della lettura notturna, il giovane Vittorio non lo perse nemmeno in collegio, il Liceo Manfredini dei padri Salesiani di Este, a quaranta chilometri da Ro, la sua città. Recintato il suo letto con una tenda fatta di coperte, continuò a leggere, alla luce di una pila elettrica, i versi di Ungaretti, Quasimodo, Montale, Cardarelli, Baudelaire, Apollinaire, e a schivare la censura sui volumi messi all'indice dai preti, leggendo "perfino" Senilità di Svevo.

Uscito dal collegio, Sgarbi si iscrive all'Università a Bologna e si laurea in Filosofia. Poi l'inizio della carriera, l'attività di critico d'arte, l'ingresso in politica, gli incarichi parlamentari e ministeriali. Sempre e soprattutto nelle vesti di polemista.

Dicono di lui
Alberto Bevilacqua: "A Giovanna d'Arco il suo inquisitore domandava: "Cosa dicono le voci?" E lei: "Di rispondere sempre arditamente". Così fa Sgarbi, la più audace controinformazione che si possa trovare oggi in Italia".

Oliviero Toscani: "Un vero incendiario, un demolitore"

Vittorio Feltri: "La sua università universale, la Tv"

Norberto Bobbio: "Sgarbi è sempre Sgarbi, ovunque si trovi. In Tv, per strada, con una donna, nella vasca da bagno"

E Vittorio Sgarbi dice di sé: "Tanto mi diverte avere dei nemici, quanto mi annoia parlarne".

  Grandinotizie.it/ 02/ottobre/2001