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Il più giovane presidente mai eletto. Di origini irlandesi, si laurea ad Harvard nel 1940. Nello stesso anno entra in marina. Di ritorno dalla guerra diventa uomo di fiducia dei democratici al Congresso. Nel 1953 entra nel Senato. Il 12 settembre del 1953 sposa Jacqueline Bouvier. Nel 1956 ottiene quasi la candidatura dei democratici alla vicepresidenza. Quattro anni più tardi si candida per le presidenziali: milioni di telespettatori seguono i dibattiti di Kennedy contro il candidato repubblicano Richard Nixon. Vince con un margine non molto ampio. Diventa il primo presidente cattolico nella storia degli Stati Uniti. Sul piano della politica interna, si impegna nella lotta alla disoccupazione con un ingente programma sociale di sussidi e aumenti salariali; vengono aumentati anche gli investimenti per la ricerca scientifica e per i programmi spaziali e le spese per la difesa militare, con il conseguente incremento delle commesse per le industrie belliche.
Sul piano della politica estera, invece, i primi mesi del 1961 sono contrassegnati da una serie di crisi internazionali: Kennedy è deciso a proseguire la politica di contenimento del comunismo, e con questo spirito approva un piano strategico preparato dall'amministrazione precedente che si proponeva di rovesciare il regime comunista cubano di Fidel Castro. L'operazione di sbarco alla baia dei Porci, però, fallisce clamorosamente e il presidente se ne assume la piena responsabilità.
Nel tentativo di avviare un dialogo con l'Unione Sovietica, nella primavera del 1961 incontra il premier sovietico Nikita Kruscev con il quale concorda la neutralizzazione del Laos, allora minacciato dai rivoluzionari comunisti, ma non riesce a raggiungere un'intesa che smorzi le tensioni in corso a Berlino. Quando, nell'agosto dello stesso anno, a Berlino viene eretto il muro, Kennedy risponde con l'invio di 1500 uomini nella città tedesca.
Le tensioni della guerra fredda si accentuano ulteriormente quando l'Unione Sovietica riprende gli esperimenti nucleari nell'atmosfera; la minaccia di un nuovo conflitto mondiale diviene pressante nell'autunno del 1962, con la crisi cubana dei missili. Alcuni aerei da ricognizione americani, sorvolando l'isola di Cuba, scoprono l'esistenza di basi missilistiche sovietiche: il presidente americano pone l'embargo all'isola, ordinando all'Unione Sovietica di smantellare le basi. Il 28 ottobre Kruscev accoglie la richiesta di Kennedy e il presidente degli Stati Uniti toglie l'embargo assicurando che l'isola non verrà invasa. La ritirata sovietica è per Kennedy un trionfo politico e personale.
Il clima internazionale si distende maggiormente nel 1963, quando Usa, Gran Bretagna e Urss riescono a raggiungere un accordo per la messa al bando degli esperimenti nucleari. Kennedy istituisce inoltre l'Alleanza per il progresso, un piano di aiuti per lo sviluppo economico dell'America latina. Tali successi sul piano internazionale sono tuttavia oscurati dall'aggravarsi della situazione in Vietnam, dove Kennedy ha inviato 17.000 uomini a sostegno di un regime instabile minacciato dalla corruzione e da una crescente rivolta comunista.
Nell'autunno del 1963 il presidente comincia a organizzare la campagna per la sua rielezione; l'impegno per favorire l'integrazione razziale e garantire il diritto di voto ai neri ha suscitato un crescente malcontento e gruppi di ispirazione razzista provocano gravi episodi di violenza. Il 22 novembre, mentre attraversa la città di Dallas a bordo di una limousine scoperta, Kennedy viene ferito con un proiettile alla testa e muore poche ore più tardi. La notizia del suo assassinio suscita un'immensa emozione sia nel paese sia nel mondo intero. Poche ore dopo la sua morte, viene arrestato un ex marine, Lee Harvey Oswald, che due giorni più tardi è a sua volta assassinato mentre viene trasferito da un carcere a un altro. Nel settembre del 1964 il presidente della Corte Suprema Earl Warren pone fine alle indagini stabilendo che il presidente è stato ucciso da Oswald, che ha agito da solo, ma la sentenza solleva molti dubbi, tuttora insoluti.
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