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Assume la presidenza in un momento molto delicato per il paese, poiché si trova a dover affrontare le spiacevoli conseguenze del Watergate. Ford deve confrontarsi con impegni incommensurabili: vincere l'inflazione, dare nuova vita ad un'economia depressa, risolvere la cronica mancanza di energia e tentare di assicurare la pace nel mondo.
Nato nel Nebraska, cresce a Grand Rapids, nel Michigan. All'università del Michigan è leader della squadra di football. Prosegue gli studi all'università di Yale dove, parallelamente al corso di laurea in giurisprudenza, è assistente allenatore della squadra di calcio. Durante la seconda guerra mondiale è tenente comandante in marina. A conclusione del conflitto torna a Grand Rapids per cominciare la sua carriera forense. Entra nel partito repubblicano. Poche settimane prima della sua elezione al Congresso, nel 1948, sposa Elizabeth Bloomer. La reputazione di Ford quale uomo di elevata integrità e apertura mentale, lo rende popolare nei 25 anni di carriera congressuale. Diviene vice presidente in base alla disposizione del 25esimo emendamento. Assume la presidenza nel 1974, prestando giuramento il 9 agosto dello stesso anno. Come primo impegno cerca di sedare le controversie interne, accordando all'ex presidente Nixon la più completa comprensione. Gradualmente Ford seleziona una propria squadra di lavoro, a partire dalla nomina del vice presidente, l'ex governatore di NewYork Nelson Rockfeller. Il primo successo è il blocco dell'inflazione. Quando poi la recessione diventa il più serio problema del paese, Ford convoglia in questo settore tutte le risorse per stimolare l'economia. Temendo ancora l'inflazione, nei primi 14 mesi di governo, Ford pone il veto su un ingente numero di progetti di legge per stanziamenti non militari, che avrebbero potuto ulteriormente indebolire la già difficile situazione finanziaria. Un altro successo dell'amministrazione Ford consiste nell'aver favorito i traffici commerciali attraverso la riduzione delle tasse e la facilitazione dei controlli effettuata da apposite agenzie.
In politica estera il presidente agisce con vigore per mantenere la potenza e il prestigio degli Stati Uniti, anche dopo le disfatte in Cambogia e in Vietnam. Il principale obiettivo rimane quello di prevenire un nuovo conflitto in Medio Oriente: a questo fine gli Stati Uniti provvedono a fornire aiuti sia all'Egitto che Israele, persuadendo entrambi i paesi ad accettare un accordo di tregua. Continua la distensione nei rapporti con l'Unione Sovietica, tanto che il presidente americano e il leader russo Leonid I. Brezhnev introducono nuove limitazioni sulle armi nucleari. Nel 1976 ottiene la nomination repubblicana per le presidenziali, ma perde le elezioni contro il governatore della Georgia, il democratico Jimmy Carter.
Nel suo discorso di insediamento, Jimmy Carter afferma: "A nome di tutta la nazione voglio ringraziare il mio predecessore per tutto quello che ha fatto per sanare il paese".
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