Dwight D. Eisenhower

Dwight D. Eisenhower
Presidente degli Stati Uniti dal 1953 al 1961. Nato nel Texas nel 1890 e morto a Gettysburg il 28 marzo 1969
 
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Porta alla carica presidenziale il suo prestigio di comandante generale dell'esercito, vittorioso in Europa durante il secondo conflitto mondiale. Ottiene una tregua nella guerra di Corea e lavora senza sosta nei suoi due mandati per attenuare la tensione provocata dalla guerra fredda. Nato in Texas, cresce ad Abilene, Kansas. Terzo di sette figli, alla scuola superiore si distingue negli sport. Di guarnigione in Texas come luogotenente, incontra Mamie Geneva Doud, che sposa nel 1916. Nella sua carriera militare si distingue per l'abilità nell'assegnazione degli incarichi. Dopo Pearl Harbor, il generale George Marshall lo chiama a Washington per affidargli l'assegnazione dei progetti militari. E' a capo delle forze alleate nel Nord-africa nel novembre del 1942 mentre nel D-Day, 1944, è supremo comandante delle truppe che sbarcano in Normandia. Dopo la guerra diventa presidente della Columbia University ma si congeda da questo incarico per assumere il comando delle forze Nato, costituite nel 1951. Inviati repubblicani al suo quartier generale, nei pressi di Parigi, lo convincono a candidarsi alla presidenza nel 1952. Eisenhower vince con grande vantaggio. Negoziando con forza militare, tenta di ridurre le tensioni della guerra fredda. Nel 1953 ottiene la tregua nel conflitto coreano, alla quale segue una pace armata lungo il confine della Corea del Sud. La morte di Stalin, avvenuta nello stesso anno, provoca cambiamenti nelle relazioni con la Russia.

Nel frattempo sia la Russia che gli Stati Uniti sviluppano le armi atomiche: con la minaccia di tali forze distruttive, il presidente incontra i leader di Francia, Inghilterra e Russia a Ginevra, nel luglio del 1955. All'improvviso, nel settembre dello stesso anno, Eisenhower viene colpito da un attacco di cuore mentre si trova a Denver. Nel novembre del '56 viene eletto per la seconda volta. In politica interna persegue una linea che concilia il New Deal con il Fair Deal, cercando di arginare i bilanci.

Il presidente concentra i suoi sforzi perseguendo il mantenimento della pace nel mondo. Prima di lasciare il suo incarico, nel 1961, sottolinea la grave necessità di mantenere una adeguata forza militare, mettendo però in evidenza il rischio che tali e ingenti spese possono avere sulla economia americana. Muore dopo una lunga malattia.

  Grandinotizie.it/ 17/luglio/2001