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Studia al West Hartpool College of Art e al London's Royal College of Art. All'inizio degli anni sessanta comincia a lavorare come scenografo alla British Broadcasting Company e, in seguito, dirige alcuni show dell'emittente inglese, come il serial poliziesco Z Cars. Abbandonata la Bbc, inizia una carriera da freelance: mette su una casa di produzione realizzando centinaia di spot pubblicitari, molti dei quali conquistano i premi e riconoscimenti.
Nel 1977, debutta come regista cinematografico con il film I duellanti, interpretato da Keith Carradine e Harvey Keitel: vince il premio per la migliore opera prima al Festival di Cannes. Il film successivo, Alien (1979), rivoluziona la tradizione della fantascienza: al centro dell'azione Scott mette una donna (Sigourney Weaver); l'alieno viene disegnato da H.R.Giger e le scenografie sono di Les Dilley e Roger Christian.
Con Blade Runner (1982), liberamente tratto dal romanzo di Philip K. Dick Il cacciatore di Androidi, propone una tenebrosa visione del futuro, poco attenuata dal finale consolatorio imposto dalla produzione. Gli altri film realizzati negli anni ottanta, Legend (1985), Chi protegge il testimone (1987) e Black Rain - Pioggia sporca (1989), sono certamente meno originali dei primi, ma nel 1991 Thelma & Louise è uno straordinario successo commerciale: ottiene sei nomination dell'Academy Award. Dopo il clamoroso flop di 1492 - La scoperta del paradiso (1992), Scott realizza opere che non raccolgono più i consensi di un tempo: Albatros - Oltre la tempesta (1996) e Soldato Jane (1997), uno spot militarista con Demi Moore.
Nel 2000, torna al successo con Il Gladiatore, interpretato da Russell Crowe, subito dopo realizza Hannibal (2001), con Anthony Hopkins e Julianne Moore, seguito de Il silenzio degli innocenti. Con Il Gladiatore vince cinque Oscar (edizione 2001), tra cui quello per il miglior film.
Il suo nuovo film è Black Hawk Down, la storia della sanguinosa battaglia combattuta dai militari Usa a Mogadiscio nel 1993. Partecipa alla 74esima edizione degli Oscar.
Secondo Russell Crowe, Ridley Scott è un regista un po' autoritario che non lascia assolutamente spazio al confronto con gli attori: "La persona più difficile con cui avere una discussione. Ma anche la persona più difficile alla quale tenere il muso, perché è così preso dalle cose che sta realizzando...".
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