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Ancora molto piccolo si stabilisce con la famiglia a Vergaio, paesino non lontano da quello natale ma nel Pratese. Nel 1972 a soli vent'anni si trasferisce a Roma, accompagnato dalla chitarra e tre fedelissimi amici: Silvano Ambrogi, Carlo Monni e Aldo Buti. Con loro debutta al teatro dei Satiri con la commedia I Burosauri di Silvano Ambrogi.
Dopo alcune apparizioni televisive in ruoli secondari, è Giuseppe Bertolucci a scoprirlo e nel 1975 scrive con lui il monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, messo in scena al teatro Alberichino di Roma, il teatro più off dell'epoca. Il successo immediato e crescente dello spettacolo lo porta in tournée per l'Italia. Il monologo viene ripreso e rielaborato da Bertolucci nel 1977 e trasposto sullo schermo nel film Berlinguer ti voglio bene. La pellicola viene accolta con freddezza dalla critica e boicottata, fino ad arrivare alla censura dalle sale. Il tempo darà però ragione Benigni: il film diventerà una vera e propria opera cult.
La grande popolarità arriva nel 1978 con il programma di Renzo Arbore L'altra domenica, nelle vesti di un bizzarro e particolare critico cinematografico. Segue poi l'interpretazione da protagonista del film di Marco Ferreri, Chiedo asilo. Nel 1980 presenta il Festival di Sanremo e nello stesso anno partecipa al film di Arbore Il Papocchio , seguìto l'anno dopo da Il Minestrone di Sergio Citti.
Benigni non ha ancora diretto film, solo spettacoli teatrali spesso svolti nelle piazze o ai festival dell'Unità. Nel 1983 esce Tu mi turbi che apre la strada al grande successo di Non ci resta che piangere, interpretato in coppia con Massimo Troisi. Nel 1986 ancora Bertolucci firma la regia di un lungometraggio dal titolo Tuttobenigni, un'antologia dal vivo delle esibizioni del comico condotte in varie piazze d'Italia. Ancora nell'86 si dedica ad una esperienza tutta americana: viene diretto da Jim Jarmusch in Daunbailò, al fianco di Tom Waits e John Lurie e poi in un episodio di Taxisti di notte insieme ad attori di fama internazionale come Gena Rowlands e Beatrice Dalle.
Nel 1988 Benigni manda in tilt i botteghini italiani con il film Il piccolo diavolo al fianco di Walter Matthau. L'anno dopo partecipa all'ultimo film di Federico Fellini, La voce della Luna. Accetta con entusiasmo il ruolo di voce recitante nella fiaba musicale di Sergey Prokofiev Pierino e il lupo, accompagnato dalla European Chamber Orchestra diretta da Claudio Abbado. E' il 1990. L'anno seguente esce sugli schermi Jhonny Stecchino, record di incassi del cinema italiano.
Nel 1993 interpreta il figlio segreto dell'ispettore Clouseau ne Il figlio della Pantera Rosa di Blake Edwards. Arriva poi Il mostro diretto, interpretato e prodotto dallo stesso Begnini. Nuovamente record d'incassi.
Nel 1998 Benigni firma un capolavoro: La vita è bella, film tragicomico sulla deportazione degli ebrei durante il secondo conflitto mondiale. All'edizione degli Oscar 1999 vince la statuetta non solo nella categoria "miglior film straniero" ma anche come miglior attore protagonista. Il film raccoglie anche il Gran Premio della Giuria al 51° Festival di Cannes. Trasmesso in Italia da Raiuno raccoglie l'ascolto record di 16 milioni ed 80 mila persone.
L'ultima interpretazione di Benigni è nel film francese Asterix e Obelix contro Cesare, accanto a Gerard Depardieu e Laetitia Casta.
Nell'agosto 2001 inizia la lavorazione di Pinocchio che uscirà nelle sale il prossimo anno.
Per il giornale francese Le Monde Benigni : "Guarda alla Shoah come un racconto il cui ottimismo deve uscire vincitore. Rifiutando di affrontare il reale, il film milita, con le sue goffaggini, a favore dell'oblii. Roberto Benigni - scrive Le Monde - appartiene a quei militanti forsennati della speranza, a quei dogmatici dell'ottimismo, fanatici del benessere, drogati di felicità, il cui solo sorriso tiene il posto di filosofia". Il film vuole essere un racconto dissociato accuratamente dal reale ma il problema di questo racconto risiede nella sua incapacità di mettersi alla prova".
Secondo Gabriele Salvatores: "Benigni è un attore europeo che non so se sia ripetibile. Ha una comicità diretta ed istintiva che uno o ha o non ha e l' Oscar premia una generazione di attori comici seri come Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e Alberto Sordi che non hanno mai potuto accedere a questo premio".
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