Emanuele Filiberto di Savoia

Emanuele Filiberto di Savoia
Principe di Venezia e Piemonte, nato a Ginevra il 22 giugno 1972
 
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E' figlio di Vittorio Emanuele di Savoia e di Marina di Savoia. Boy scout da adolescente, studia presso il Collegio Rosey di Losanna (equiparabile al nostro Liceo Scientifico). All'università frequenta Architettura al Politecnico di Losanna e Scienze politiche a Ginevra. Approfondisce la sua preparazione professionale con uno stage di sei mesi nella sede svizzera di una banca americana. Conosce molte lingue, l'italiano, il francese, l'inglese e lo spagnolo. Attualmente è un collaboratore finanziario per una banca internazionale: si occupa di fondi di investimento e dei rapporti con i grandi clienti.

Ha molti hobby e passioni artistiche. I suoi pittori e scultori preferiti sono: Warhol, Liechtestein, Oldenburgh, Rauschenberg, Fontana, Balthus e Pomodoro. Pratica vari sport tra cui il golf, il polo, lo sci nautico, lo sci invernale, l'automobilismo e il calcio. E' anche un tifoso di calcio. La sua squadra del cuore è la Juventus, tanto da aver partecipato come cronista televisivo ad alcune puntate della trasmissione di Fabio Fazio "Quelli che il calcio…", nel campionato '95-'96. Si intende di Formula Uno e tifa per la Ferrari. Il cinema è un altro interesse che lo lega al nostro paese, visto che tra tutti i registi predilige soprattutto Visconti, Comencini e Bertolucci. Anche tra i comici la sua scelta ricade su due italiani, Totò e Benigni.

Il suo cruccio maggiore è quello di non poter entrare in Italia: secondo la XIII norma transitoria e definitiva della Costituzione italiana i discendenti maschi non possono mettere piede sul territorio italiano. Emanuele Filiberto a questo riguardo ha dichiarato che giurerebbe senza tentennamenti sulla Costituzione italiana anche se non ne comprende la necessità. "Io personalmente non ho assolutamente nulla contro il giurare fedeltà, quindi lo farei adesso. Però non vedo perché mio padre ed io dovremmo farlo. Facendoci giurare fedeltà ci danno troppa importanza, non ci considerano certo come il signor Rossi. E' come se avessero paura di noi. E dove dovremmo giurare? In Parlamento? Forse al Quirinale: magari, mi sentirei molto importante! Se ce lo chiedono non vedo perché no. Oggi la Repubblica c'è, è una Repubblica forte. Chi ha paura dei Savoia? Credo nessuno. Se questa è la condizione, lo farei" (La Repubblica, 31 gennaio 2001).

  Grandinotizie.it/ 17/luglio/2001