Gianfranco Fini

Gianfranco Fini
Politico, nato il 3 gennaio 1952 a Bologna
 
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Laureato in psicologia all'università "La Sapienza" di Roma, è giornalista professionista dal 1979.

La sua carriera politica inizia nel 1971, quando trasferitosi a Roma si iscrive all'Msi, durante questo periodo conosce Giorgio Almirante, figura storica del partito, determinante per la sua carriera politica. Nel '77 diventa segretario nazionale del Fronte della Gioventù.

Nel 1983 viene eletto per la prima volta deputato. Quattro anni dopo assume l'incarico di segretario del Msi, ma nel 1990 al Congresso di Rimini viene sconfitto da Pino Rauti. Un anno dopo riconquista il ruolo di segretario.

Nel novembre '93 si presenta come candidato sindaco per Roma, lo sfidante è Francesco Rutelli. Fini gode dell'appoggio di Silvio Belusconi, non ancora entrato in politica, che afferma: "Tra Rutelli e Fini scelgo quest'ultimo". Al ballottaggio vince Rutelli, ma lui è "sdoganato".

Nel 1994, alla vigilia dell'elezioni, Fini decide di trasformare l'Msi e, rinunciando alla vecchia ideologia missina, fonda An che si allea a Forza Italia, il nuovo partito di Berlusconi. Il successo è superiore alle aspettative: dal 5,4 per cento del '92 An arriva al 13,5. E con la vittoria del Polo per la prima volta un partito post fascista sale al governo.

Caduto l'esecutivo di Berlusconi, Fini dà l'astensione al governo tecnico di Dini. Alle politiche del '96 si ripresenta con il Polo, ma perde. Risultato deludente anche alle europee del '98, quando nel tentativo di sfondare al centro si allea con Mario Segni: An non va oltre il 10 per cento. Con quest'ultimo conduce anche la battaglia dei referendum per le riforme istituzionali che, però, non ottengono il quorum. Alle regionali del 2000 An alleata sempre con il Polo ottiene dei buoni risultati portando due candidati, Francesco Storace e Giovanni Pace, rispettivamente alla presidenza del Lazio e dell'Abruzzo. Alle politiche del 2001 si presenta con la Casa delle libertà. Il 13 maggio la larga affermazione del centrodestra gli vale il ruolo di vicepremier nel secondo governo Berlusconi, nonostante An esca un po' ridimensionata dalle elezioni.

Con le dimissioni da ministro degli esteri di Renato Ruggiero (gennaio 2002) viene candidato da più parti a prenderne il posto. A questo proposito il presidente del condiglio Berlusconi dichiara: "Una personalità come il vice presidente del consiglio è assolutamente candidabile".

Nel gennaio 2002 viene intervistato da Enrico Lucci, giornalista del programma Le Iene. Gli viene chiesto se conferma una sua dichiarazione del 1994, in cui definiva Benito Mussolini il più grande statista del Novecento. Il vice premier risponde: "Oggi non lo direi più. Non direi quello che dissi all'epoca. E difatti, non l'ho più detto". Al posto del Duce, ora i più grandi statisti sono "Einaudi o De Gasperi, visto quello che hanno fatto nel dopoguerra. Nel corso del secolo il ruolo di Giolitti è stato molto importante. Ma lasciamo queste cose agli storici...". Le sue parole provocano un acceso dibattito all'interno del partito di Alleanza Nazionale. Alessandra Mussolini commenta: "Ormai mi aspetto di tutto. E' un partito che non si sa... Adesso lui (Fini ndr) ha questa fase di partito popolare europeo, la fase liberale, dopodomani avrà la fase socialista, poi quella comunista... non si capisce che cos'è: carne, pesce? Che è Fini?".

Il 23 gennaio 2002 il premier Silvio Berlusconi candida Fini come rappresentare dell'Italia alla Convenzione Ue per le riforme istituzionali.

Abile comunicatore, Fini vuole dare alla destra italiana un'immagine più moderna ed europea, ispirata più alla politica di Chirac che a quella di Le Pen. Leale, viene stimato per la sua correttezza anche dagli avversari.

  Grandinotizie.it/ 25/gennaio/2002