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  Il duemiladue che vorremmo
Anno che viene...
Gli auspici per 12 mesi migliori di quelli appena trascorsi
 
  2001, dossier
 

E' difficile, come sempre, fare delle previsioni. Anche i maghi più esperti non avevano lontanamente ipotizzato quello che sarebbe successo l'11 settembre del 2001. E come avrebbe condizionato il nostro modo di essere e di pensare. Quindi, niente scenari, ma un bel po' di auspici.

Il primo, che i Bin Laden che riempiono il mondo con i loro proclami folli, vengano ridotti al silenzio. Anche solo mediatico. Non se ne può più di vederli tracotanti festeggiare l'uccisione di quattromila innocenti, disquisire sulle capacità dei loro stolti kamikaze, poi apparire su Al Jazeera a raccontare poesie inframezzate da apocalittici proclami del tipo "la fine dell'America è imminente, anche se io muoio". Propendiamo per la seconda ipotesi.

Ma l'auspicio ancora più grande, è che vengano davvero rimosse le cause che danno benzina ai folli integralisti. La condizione di povertà nella quale vivono i due terzi dell'umanità, la sordità dei governi occidentali (amministrazione Bush in testa) a dare risposte concrete sul debito dei Paesi del Terzo Mondo, l'irrisolta Questione Palestinese, i giochetti di geopolitica che spesso vengono mascherati da operazioni militari, tutto questo continuerà a produrre martiri e terrorismo. Israele vive da trent'anni blindata e non serve a niente: finché non risolverà - con il dialogo e non coi missili - il rapporto con palestinesi e Paesi arabi non avrà mai la pace. E noi con loro.

In casa nostra, l'auspicio è di diventare un Paese normale. Era un titolo di un libro dalemiano di qualche anno fa: è rimasto tale. Su giustizia, conflitto d'interessi, Rai, federalismo, riforma elettorale e costituzionale sembra non esistere margine di trattativa bipartisan tra maggioranza e opposizione. Si dice, finché Silvio Berlusconi sarà presidente del Consiglio e contemporaneamente miliardario padrone di mezza Italia non c'è la possibilità di fare alcun accordo. Molti non l'hanno ancora metabolizzato, ma un italiano su tre l'ha votato e la maggioranza vuole che un governo di centro-destra guidi il Paese. Piuttosto nel centro-sinistra si rifletta bene sugli errori che hanno portato alla defenestrazione di Romano Prodi, ai troppi governi che sono seguiti e alla sconfitta. Inevitabile.

Il nuovo governo annuncia e disegna riforme in tutti i settori della società: nella scuola, nella sanità, nella giustizia, nel mercato del lavoro, negli ammortizzatori sociali, nei rapporti con il sindacato, nell'architettura dello Stato. Tutto bene, ma non si butti - come si dice - il bambino con l'acqua sporca. Alcune conquiste sociali, fanno sì che l'Italia sia un Paese dove si vive bene (Vedi Identikit Italia 2001), c'è un equilibrio tra ricchezza e povertà (ancora troppa), con un gap tra Nord e Sud da colmare, ma una qualità della vita in qualche modo invidiabile. Trasformarla in una società americanizzata, senza garanzie se stai male, con servizi di serie A per chi può pagare e impresentabili per gli altri sarebbe un errore mortale. Del quale pagheremmo conseguenze per decenni. Mettendo a rischio quella pax sociale che ha portato, grazie alla politica della concertazione tra le parti, a traguardi insperabili solo qualche anno fa. A partire dall'Euro...

Eppoi l'auspicio che non spuntino altri Erika e Omar. Con il loro odio nichilista, la loro violenza, indifferenza e cinismo. Ma di questo - come del resto - non siamo sicuri. Si dice, stiamo diventando una società "matura" e sempre più complessa e di casi simili ne vedremo tanti altri. Sarà così, ma non è motivo di vanto.

E il 2002 è l'anno dei Mondiali di calcio, che si giocano dall'altra parte del mondo, in Giappone e Corea. La Nazionale italiana non vince da vent'anni, da quando nell'82 in Spagna Paolo Rossi e gli altri azzurri di Enzo Bearzot - contro tutto e tutti - stupirono e conquistarono gli italiani. Trapattoni può ripetere l'impresa, campioni non mancano, né la volontà.

Che sia un buon anno per tutti.

Stefano Saletti

 
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  Grandinotizie.it/ 03/gennaio/2002
 
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