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  Rudolph Giuliani

Rudolph Giuliani
Sindaco di New York, nato a Brooklyn nel 1944
 
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Rudolph Giuliani è nato a New York nel 1944, nipote di emigrati italiani residenti a Brooklyn. I nonni erano originari da Montecatini. Il padre faceva l'idraulico. Rudolph ha da subito le idee molto chiare. Vuole essere un avvocato. Si diploma al Bishop Loughlin Memorial di Brooklyn nel 1961. Nel 1965 ottiene una prima laurea (la bachelor degree) al Manhattan College, università comunale del Bronx. Nel 1968 si laurea in legge alla prestigiosa "Law School" della New York University. Nel 1970 Giuliani entra di prepotenza nell'ufficio del Procuratore Distrettuale di Manhattan. Tre anni dopo (appena ventinovenne) diventa capo del settore narcotici. Nel 1975 è nominato assistente del vice ministro della Giustizia e si trasferisce a Washington.

Nel 1977 torna a New York e lavora come avvocato presso un prestigioso studio legale. Nel 1981 è nominato Assistente del Ministro della Giustizia, la terza carica del dipartimento di Giustizia. Guida 30mila impiegati federali e gestisce un budget da un miliardo di dollari. Due anni dopo il presidente Ronald Reagan lo nomina Procuratore Federale del South District di New York. Qui si conquista il soprannome di "Procuratore di ferro", per la tenacia con cui conduce la lotta alla droga e al crimine organizzato. Ma è attento anche agli speculatori di Wall Street e alla corruzione degli apparati burocratici.

Lavora con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nelle indagini sulla mafia e il narcotraffico. Stabilisce un record di severità: 4.512 condanne e solo 25 assoluzioni. Nel 1989 abbandona la carica di procuratore e si candida per i repubblicani alla poltrona di sindaco di New York. Negli Usa il sindaco ha poteri enormi: è il capo della polizia, della magistratura (è una sua commissione che nomina i giudici sia amministrativi che penali), degli ospedali, della scuola. Al primo tentativo viene sconfitto per pochi voti (meno di 16 mila) dal democratico David Dinkins. Ma nel 1993 si prende la rivincita e Giuliani è sindaco della "Grande Mela". Governa con pugno di ferro una metropoli in piena emergenza criminalità. Durante il suo mandato sono dimezzati gli omicidi, ridotti al 30 per cento i principali reati e New York è scesa al trentaduesimo posto nella classifica delle città più violente d'America. Tutto all'insegna della teoria della "tolleranza zero" e delle "finestre rotte", cioè non accettare la benché minima infrazione, per evitare reati più gravi, "Perchè - sostiene Giuliani - la criminalità nasce dalla tolleranza dei peccati veniali, che in breve si trasformano in mortali". Certo, a volte, questa fermezza gli procura problemi. La polizia di New York viene spesso accusata di uso eccessivo della forza. Le squadre speciali anticrimine hanno il grilletto facile soprattutto contro i neri e gli ispanici. E' tristemente noto il caso di Amadou Diallo, crivellato da 41 proiettili mentre tentava di tirare fuori la carta d'identità dalla giacca. I cittadini di New York apprezzano comunque l'operato di Giuliani e lo rieleggono nel 1997. Durante il suo mandato i newyorkesi votano il term-limits, una norma che stabilisce che una carica elettiva non può più essere rinnovata, a livello statale, per più di due mandati. Nel 2000 è pronto a sfidare Hillary Clinton per il seggio del Senato lasciato libero dal democratico Daniel Patrick Moynihan. Ma scopre di avere un tumore e decide di rinunciare per onestà nei confronti degli elettori. Il gesto gli vale attestati di stima anche da parte dei democratici. Al suo posto corre il giovane Rick Lazio, sconfitto dalla first lady uscente.

Intanto Giuliani deve affrontare un altro problema. La moglie Donna Hanover, giornalista televisiva del programma della Fox Good Day New York, chiede il divorzio accusandolo di infedeltà. Giuliani ammette di aver avuto una lunga relazione con la sua assistente Crystie Lategano e si trasferisce in un grande appartamento di Manhattan dove vive insieme ad una coppia di amici gay. Attualmente è legato sentimentalmente a Judith Nathan.

Personaggio di grande carisma, ha anche un grande senso dell'umorismo. In diverse occasioni si è esibito in travestimenti eccentrici (Maryilin Monroe, John Travolta) e ha sfilato convinto al Gay Pride del 2000.

Dopo l'attentato dell'11 settembre 2001 Giuliani trascorre le sue giornate presso quello che resta del World Trade Center. Segue gli scavi, cerca di dare conforto ai parenti delle vittime, si erge a simbolo della New York che stringe i denti. Lui, lo "sceriffo" della zero tolerance predica il rispetto nei confronti degli arabi, per "fermare l'odio". Persino il New York Times, suo eterno bacchettatore, titola: "Giuliani è noi".

Time lo elegge personaggio dell'anno 2001,

Dice di lui Ed Koch (ex sindaco di New York, autore del libro L'uomo cattivo dedicato al suo "nemico" Giuliani): "Esistono persone sbagliate che, in tempi eccezionali , perdono tutti i loro difetti".

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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