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  George Harrison

George Harrison
Chitarrista, nato il 25 febbraio 1943 a Liverpool, morto il 29 novembre 2001 a Los Angeles
 
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Vedi anche il Fatto Harrison, il Fatto Beatles e la galleria fotografica del quartetto di Liverpool.

Nasce dieci minuti dopo la mezzanotte del 25 febbraio 1943. La famiglia appartiene alla Liverpool proletaria: abitano in un affollato condominio di Wawertree, un quartiere popolare. Il padre Harold è un elettricista e la madre lavora in un negozio di drogheria. Contribuiscono all'acquisto della prima chitarra elettrica del figlio: comprano per poche sterline sui doks del porto di Liverpool una Gretsch modello Duo Jet.

George frequenta la Dovedale Primary School, nella quale studia anche John Lennon. Successivamente si trasferisce al Liverpool Institute, dove conosce Paul McCartney. Mostra la sua natura indipendente sin da giovane, presentandosi a scuola con capelli lunghi e indossando jeans. George e Paul prendono lo stesso autobus per andare a scuola e ben presto scoprono la stessa passione per la musica e la chitarra.

Ogni giorno passano parecchie ore a suonare insieme fino a quando, nel 1956, Paul presenta il quattordicenne George ai Quarry Men. Troppo giovane per far parte del gruppo, siede in un angolo della sala ad ascoltarli abbracciando la sua chitarra e partecipando di tanto in tanto quando il chitarrista titolare non è disponibile. Per pagarsi le spese lavora come elettricista. Gradatamente diviene componente fisso del gruppo, che da allora prende il nome di Johnny and the Moondogs. Continua a raffinare e modellare il suo stile ascoltando Duane Eddy, Chet Atkins, Buddy Holly, Eddie Cochran e perfino chitarristi classici come Andrés Segovia. Quando i Quarry Men diventano Beatles George è pronto a diventarne la chitarra solista.

La prima canzone scritta da George e che appare in un album dei Beatles è Don't bother me. Il 9 Febbraio 1964 George perde la più grande apparizione dei Beatles in America all'Ed Sullivan Show, a causa di una malattia alla gola. Nei mesi successivi, durante la registrazione del film A hard day's night, si innamora della modella Patty Boyd che sposa il 21 Gennaio 1966. Nel 1965 conosce David Crosby e Ravi Shankar, suo futuro insegnante di sitar. I due artisti cambiano il suo modo di comporre. George rimane colpito e affascinato da quei particolari suoni che scaturiscono da strumenti come il sitar, il sarod o la tampoura. Comincia a trascorrere molto tempo libero a leggere e studiare sanscriti ed i trattati religiosi indiani. La sua trasformazione musicale ed il suo nuovo modo di pensare, oltre a contagiare in parte John Lennon e Paul McCartney, influenza anche altri artisti. Molta della sua esperienza orientale (compreso l’uso degli allucinogeni per liberare la propria fantasia) si trovano nel capolavoro psichedelico Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, vero spartiacque della musica moderna.

Le composizioni che più rappresentano il cambiamento di George in questo periodo sono cronologicamente Love you to, già con il titolo provvisorio Granny Smith, Within you without you e The inner light la cui base musicale è registrata interamente a Bombay con musicisti del posto.

Con Abbey Road, l'ultimo album composto dai Beatles, George dimostra ancora una volta tutta la sua bravura e genialità‚ in brani come Something il loro brano più "coverizzato" insieme a Yesterday e Here Comes The Sun in cui viene usato per la prima volta dal quartetto il moog.

Nel 1971 organizza a New York un concerto di beneficenza con molte star della musica per raccogliere fondi per il Bangladesh. Il 1972 inizia bene per George, con la pubblicazione di un secondo triplo album in cofanetto: la registrazione del suo Concert for Bangladesh. Le sue buone intenzioni però vengono fiaccate quando il fisco statunitense pone delle tasse sui ricavi del disco, causando un ritardo nella destinazione dei fondi alla popolazione per la quale il concerto era stato organizzato.

Nonostante tutto, il cofanetto raggiunge il primo posto nella classifica britannica e vince un Grammy Award, e il "Karma" di George rimane integro, avendo agito in buona fede. George e Ravi Shankar ottengono un riconoscimento dall'Unicef per la raccolta di fondi a favore del Bangladesh.

Lo scioglimento dei Beatles, annunciato da Paul in un'autointervista inclusa nel suo primo album da solista, McCartney, pubblicato nell'aprile del 1970, costituisce per Harrison una rinascita artistica. Fonda una casa discografica nel 1974, la Dark Horse Records, e avvia collaborazioni con nomi di primo piano come Eric Clapton (che aveva registrato le chitarre di While My Guitar Gently Weeps) e Bob Dylan. Sempre nel '70 con Phil Spector produce il suo primo album dopo i Beatles, All Things Must Pass. George conferma di essere un talento fino ad allora rimasto parzialmente inespresso. Sia come autore, che come musicista ed anche come produttore.

Nel 1974 George occupa il primo posto delle classifiche sia con il singolo Give me love, che con l'album dal quale è tratto il 45 giri Living in a material world, ma è chiaro che è più interessato alla spiritualità che non all'aspetto musicale. Oltre a lavorare con Ringo Starr, lancia la sua nuova etichetta discografica, la Dark Horse, e si imbarca anche in un disastroso tour statunitense che viene stroncato dai critici. Di lì a poco lo lascia la moglie Patty Boyd, che si innamora dell'amico Eric Clapton. Nel 1975, alla fine di una causa che doveva definire i diritti del gruppo, i Beatles sono sciolti formalmente ad opera di un tribunale inglese.
Nel 1976 un tribunale americano stabilisce che il brano My sweet Lord è un plagio di He's so fine, una canzone portata al successo nel 1963 da un gruppo femminile statunitense, The Chiffons.

Sviluppa un nuovo interesse per il cinema attraverso la Hand Made Films. Produce film come Life of Brian e Time Bandits dei Monty Python. Appare in qualche film, incluso il cameo in una divertente parodia dei Beatles da parte dei Monty Python, The Rutles: All You Need Is Cash del 1978. Nell'ottobre del 1978 si sposa nuovamente, con Olivia Arias, da cui nasce il figlio Dhani. Trascorre gli ultimi anni del decennio seguendo una nuova passione: le gare dei Gran Premi di F1. Tra il 1976 e il 1981 pubblica un nuovo album. Come produttore della Apple promuove molti artisti come Billy Preston, Radna Krishna Temple Jackie Lomax, Doris Troy e Ronnie Spector.

Scrive un’autobiografia I Me Mine. Forma con Bob Dylan, Tom Petty, Jeff Lynne e Roy Orbison il supergruppo dei Travelling Wilburys. Per tutte queste attività riceve il Billboard’s Century Award, il premio per la migliore realizzazione artistica e creativa. Vanta, tra l’altro, sei Grammy e un premio Oscar, assieme ai suoi tre ex-compagni dei Beatles.

L’ultima collaborazione di George Harrison risale al 1994, proprio con i due ex-Beatles superstiti, Paul McCartney e Ringo Starr. La collaborazione riguarda una retrospettiva sui quattro di Liverpool, con un film-Tv e tre doppi Cd, l’Anthology, composta di materiale inedito. Alla fine del 1998 George si dedica alla produzione di un disco di Ravi Shankar, suo maestro di sitar.

Nel 1997 Harrison viene operato di un nodulo canceroso alla gola. La notte del 30 dicembre 1999 un esaltato si infila nella sua casa, mentre dorme insieme alla moglie Olivia. Accortosi della presenza dell'intruso, George affronta il ladro e rimane ferito da una coltellata, fortunatamente in maniera non grave. Ricoverato in un ospedale di Londra, è apparso davanti alle telecamere mostrando sufficiente spirito e tranquillizzando tutti i fan.

Il 3 maggio 2001 viene operato di cancro alla Mayo Clinic di Rochester in Minnesota. L'operazione è perfettamente riuscita. Il 23 luglio 2001 si teme per la sua vita. George Harrison stesso, due giorni dopo nega decisamente la notizia secondo cui sarebbe ormai rassegnato a morire per colpa di un cancro. Il chitarrista, insieme alla moglie Olivia, si dice "dispiaciuto e disgustato" dalle speculazioni sul suo stato di salute.

Voci che si ripetono a novembre 2001. Secondo il tabloid inglese Daily Mail, all'ex componente dei Beatles resterebbe un mese di vita. Questa volta starebbe lottando - in una clinica di New York - contro un cancro al cervello. E le sue condizioni di salute sarebbero davvero drammatiche. A seguirlo è uno specialista, Gil Lederman, un medico che cura tumori non operabili utilizzando massicce dosi di radiazioni, un metodo controverso e criticato da molti esperti. Il tabloid scrive inoltre che Harrison è entrato in ospedale sotto il nome di George Arias, usando il nome da non sposata della sua seconda moglie, Olivia, che è al suo fianco.

George Harrison muore a Los Angeles il 29 novembre 2001, all'età di di 58 anni. Era in casa di Gavin De Becker un amico di vecchia data, con la moglie Olivia e il figlio Dhani, di 23 anni. Combatteva contro un tumore alla gola dal 1997. Subito dopo averlo saputo, il primo commento fu: "Ti ricorda che può succedere di tutto".

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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