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Atroce esecuzione
Giustiziato Pearl. Bush: "E' un atto di barbarie"

Rabbia e orrore si sostituiscono violentemente alla speranza: non c'è più niente da fare per Daniel Pearl. Il giornalista del New York Times, rapito da terroristi in Pakistan, è stato ucciso, il tutto secondo barbarie e rigorosamente registrato su cassetta. Ammesso il fatto di essere ebreo, nel video il giornalista viene sgozzato e poi decapitato. A fianco alla testa staccata dal corpo e deposta a terra, i rapitori leggono un messaggio in lingua urdu. Rivendicano la fine delle atrocità contro i musulmani sparsi in tutto il mondo e la liberazione dei prigionieri cubani, nella fortezza di Guantanamo. A ciò aggiungono anche un'ulteriore richiesta agli Stati Uniti: la consegna al Pakistan degli aerei da combattimento F-16 di cui l'America ha sospeso la fornitura. Dura la reazione del Presidente americano che, intanto, prosegue il suo viaggio in Cina. In Italia, a Milano, si conclude il processo alla prima cellula terroristica, legata ad Al Qaeda.

Sul Manifesto del 20, la nascita dell'Ufficio di influenza strategica, dopo la strage dell'11 settembre. Il suo compito è, come ha dichiarato il pentagono, quello di "diffondere notizie, possibilmente anche false, ai media stranieri nel quadro di un rinnovato sforzo per influenzare l'opinione pubblica e i politici sia nei paesi amici che in quelli ostili ". Qualcuno si ricorda il lancio delle prime operazioni di Libertà duratura, con la frase di Bush: Vi diremo poco e quel poco non è detto che sarà la verità? Il nuovo ufficio, a capo del quale è il generale Simon Worden, si è già messo al lavoro, conducendo campagne sia bianche, basate su notizie fondate, sia nere, basate espressamente sulla disinformazione. Esse saranno estese tra breve anche a Internet, inviando messaggi e-mail a giornalisti e leader politici. Alla domanda se sarà possibile identificarne il mittente, un funzionario del Pentagono ha detto che i messaggi avranno probabilmente l'estensione dot-com e non dot-mil, ossia risulteranno di origine commerciale e non militari".

Su Avvenire del 22, George W. Bush, a Pechino, esorta la Cina ad aprire un dialogo con la Chiesa di Roma e con il Dalai Lama, e chiede il rispetto dei diritti umani. "Parlando a una conferenza stampa congiunta, Bush ha anche ringraziato la Cina per la sua cooperazione nella lotta al terrorismo guidata dagli Stati Uniti, un argomento che ha contribuito a migliorare nettamente le relazioni tra le due potenze e che era in cima all'agenda del vertice. In realtà non è emersa nessuna novità sulle questioni legate alla lotta al terrorismo - proliferazione delle armi e vendita di tecnologia cinese a Stati pericolosi - ma il viaggio di Bush aveva principalmente uno scopo simbolico, essendo stato scelto esattamente il giorno in cui 30 anni fa l'allora presidente Richard Nixon arrivò in Cina per avviare la normalizzazione dei rapporti. Bush intendeva anche fornire un'immagine di stretta cooperazione e di rappporti cordiali con la Cina per mostrare al mondo la compattezza del fronte contro il terrorismo".

Sulla Stampa del 23" Sono ebreo e i miei genitori sono ebrei. I rapitori hanno obbligato Daniel Pearl a pronunciare queste parole di fronte alla telecamera prima di ucciderlo. Uno gli ha tirato i capelli facendo reclinare indietro il capo, l'altro si è fatto avanti con un´arma tagliente e gli ha tagliato la gola di netto. Subito dopo il cadavere è stato decapitato. E´ questa l´orrenda scena dell'esecuzione del trentottenne giornalista del Wall Street Journal, così com'è stata descritta da funzionari della polizia pakistana ad alcuni giornali locali e poi confermata dall'agenzia Ondine di Islamabad, che ha ricevuto una copia del video dell'esecuzione, della durata di circa tre minuti. Nei primi due Pearl appare calmo mentre viene obbligato a leggere una dichiarazione in inglese nella quale prima dice di avere i genitori ebrei, di essere lui stesso ebreo e di essersi recato in Israele, e poi aggiunge: I musulmani sono oppressi e sottoposti a violenze in Palestina, in Kashmir e in altre parti del mondo". La reazione del presidente americano è forte. Così commenta l'atroce assassinio: "Quanto avvenuto aumenta la nostra determinazione a batterci contro i terroristi".

Giovedì di questa settimana, a Milano, si è concluso il primo processo ai quattro integralisti tunisini, presunti fiancheggiatori di Al Qaeda, arrestati nel mese di aprile 2001. Sul Corriere del 23 si legge "Secondo l'accusa per la prima volta in Europa c'è una sentenza che riconosce l'esistenza di una cellula criminale collegata al Fronte islamico internazionale di Osama Bin Laden. Ma secondo la difesa questa non è una condanna per terrorismo, ma per una comune associazione a delinquere finalizzata soltanto al traffico di documenti falsi".

Su Repubblica del 23, Vittorio Zucconi scrive sull'orrenda morte del giornalista americano e riporta il commento del presidente americano George Bush. "Vorrei che chi lo ha ucciso sapesse che la loro barbarie rafforza la nostra volontà di ripulire il mondo". Sul giornale Vittorio Sgarbi , riflettendo sulla barbara esecuzione di Daniel Pearl, pone un interrogativo: "Con quale coraggio gli Eco, i Terzani e i Tabucchi diranno ora che la rabbia e l'orgoglio di Oriana Fallaci erano immotivati?".

Sul Corriere di domenica, l'attacco alle torri gemelli, un attentato riuscito per caso, secondo le indagini effettuate dal Massachusetts Institute of Technology e dall'Fbi, basato sia sulla traiettoria che sulla velocità dei due jet che hanno colpito il World Trade Center. "Dai dati emerge che il volo 175 aveva più probabilità di disintegrarsi prima di raggiungere l'obiettivo: con i suoi 943 chilometri orari, il 767 della United Airlines superava di 482 km/h il limite imposto dall'agenzia per l'aviazione civile a meno di 3.000 metri di altezza. Ma, soprattutto superava di gran lunga il limite strutturale stabilito dalla Boeing: volando a 450 metri di altezza a una velocità di oltre 666 chilometri l'ora, un aereo di quel tipo dovrebbe andare in pezzi a causa delle forze cui è sottoposto".


Cinzia Bianchino/Grandinotizie.it/24 febbraio 2002



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