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  George W. Bush

George W. Bush
Politico, 43esimo presidente degli Stati Uniti d'America, nato il 6 luglio 1946 a New Haven, in Connecticut
 
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Figlio di George Bush senior, presidente degli Stati Uniti dal 1988 al 1992, e Barbara Bush, ha un fratello minore Jeb, attualmente governatore della Florida. Sposato con Laura Welch, che incontra il 17 luglio 1977, ex bibliotecaria, figlia di un costruttore edile del Midland e di una maestra. E' padre di due gemelle, Barbara e Jenna. Protestante di confessione metodista, si è laureato dal 1968 all'università di Yale, come il padre Bush senior. E' chiamato anche George Dubya, riproducendo il suono di una 'double u' pronunciata con accento texano, per distinguerlo dal padre. Non gli piace leggere i libri che raccontano la politica, soprattutto se ponderosi, come del resto non gli piacciono i politici in generale. E' appassionato di baseball.

Consegue nel 1975 un master in business administration all'università di Harvard e dal 1968 al 1973 è pilota della Guardia Nazionale Aerea del Texas. Nel 1975, prima di iniziare la carriera politica, lavora nella società petrolifera Spectrum Corporation nel Midland e fino al 1986 nell'industria energetica Harken Energy Corporation. Nel 1978 è candidato nel partito Repubblicano ed è eletto alla Camera dei rappresentanti del Texas. Nell'88 cura come consigliere la campagna elettorale per le presidenziali del padre. Nel 1989 acquista, con un gruppo di soci, la squadra di baseball dei Texas Rangers.

Il 13 dicembre 2000, dopo una campagna elettorale tra le più lunghe e incerte delle storia americana, George W. Bush viene eletto 43esimo presidente degli Stati Uniti d'America. Le votazioni si svolgono il 7 novembre, ma serviranno cinque settimane per la proclamazione ufficiale. I voti degli stati "tossup date" vengono infatti scrutinati più volte, anche a mano, a causa dello scarto troppo ridotto, solo il cinque per cento, tra lui e il candidato democratico Albert Gore. La Corte Suprema degli Stati Uniti, con sette voti favorevoli e due contrari, interviene alla fine dando la vittoria a Bush junior.

E' indubbio che Bush W. è il presidente eletto con il minimo scarto di voti da un secolo a questa parte. E' il primo governatore del Texas che diventa presidente, ed è il secondo presidente nella storia ad aver avuto un padre anch'egli presidente.

Durante il discorso nella sede della camera dei rappresentati del Texas, Bush dice di voler creare: "un' America che sia istruita, così che ogni bambino abbia le chiavi per poter realizzare quel sogno; e un'America che sia unita nelle nostre diversità e nei nostri valori condivisi che sono più grandi della razza o dell'appartenenza di parte. L'America - dice ancora - deve incoraggiare la stabilità da una posizione di forza, mettendo la sicurezza nazionale al primo posto e impegnandosi a sviluppare il sistema di difesa missilistico".

Il suo programma politico si basa sulla necessità di conquistare il "building consesus". Deve guadagnarsi il rispetto della popolazione americana che, secondo il voto popolare, avrebbe scelto Gore: il democratico ottiene infatti 50.158.094 voti, contro i 49.820.518 del repubblicano. Suo obiettivo immediato diventa quello di comportarsi da "conciliatore", riuscire ad ottenere il consenso pieno attorno alla sua leadership, dando il necessario rilievo alla politica dei democratici, che hanno governato per otto anni ed impedire che l'ala repubblicana più conservatrice ostacoli il suo programma politico.

Sul versante estero dichiara subito: linea dura con la Cina e con l'Iraq; incentivazione delle spese militari e utilizzo delle truppe solo nei casi in cui sia in gioco l'interesse nazionale. La sua parola d'ordine in politica è "conservatorismo compassionevole": mitigare i principi della politica conservatrice con i precetti liberali della carità cristiana. La sua strategia consiste nel portare sempre un accenno di interesse verso i sostenitori di una causa senza però prenderne apertamente le parti.

Di lui il presidente cubano Fidel Castro ha detto: "Spero che non sia così stupido come sembra né tanto mafioso come lo presentano". (Corriere della Sera, 26 gennaio 2001).

Il ministro degli Esteri israeliano Shlomo Ben Ami dichiara: "Sia noi che i palestinesi dubitiamo che Bush farà del Medio Oriente una questione centrale della sua politica estera" (la Repubblica - 14 dicembre 2000).

  Grandinotizie.it/ 15/aprile/2002
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