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Vedi anche: Il Fatto: tutte le missioni italiane all'estero


18 marzo 2002: il rientro a Taranto

Tornano a Taranto le quattro unità navali italiane che hanno partecipato all'operazione "Enduring Freedom". Sono la "Portaerei" Garibaldi, la fregata Zeffiro, il pattugliatore Aviere e la nave rifornitrice Etna. La Garibaldi viene ormeggiata al molo Chiapparo nella base della Marina Militare, nel Mar Grande. Le altre 3 raggiungono la base del Mar Piccolo. Nella zona delle operazioni, nel golfo Persico, restano ancora il cacciatorpediniere "Luigi Durand De La Penne" e la fregata "Maestrale".


12-20 gennaio 2002: il contingente italiano in Afghanistan

12 gennaio.
Arrivano a Kabul i primi ottanta soldati italiani della forza di pace in Afghanistan. Si tratta di due plotoni, circa 80 effettivi, appartenenti a diversi reparti.

19 gennaio.
Arriva un team di nove ufficiali e sottufficiali partiti il 9 gennaio da Pisa che, a causa del maltempo, ha dovuto fare una sosta forzata in Oman.

20 gennaio
Il contingente è al completo. E' composto complessivamente da 350 militari.

Il ministro sull'operazione
Il ministro della Difesa Antonio Martino precisa che si tratta di "tre mesi a rischio" per i 350 militari italiani. E aggiunge che non ci saranno operazioni per i Tornado. All'interno della forza di pace (Isaf) gli italiani sono impegnati essenzialmente in compiti di sicurezza e ricostruzione.

Tuscania e Folgore
Della protezione del comando Isaf si occupano i carabinieri del reggimento Tuscania ed effettivi dell'esercito (parà della Folgore, in particolare del nono Col Moschin, e militari del reggimento Cavalleggeri 'Guide' di Salerno).

Genio
L'altra componente importante è costituito da soldati del Genio, del reggimento 'Guastatori' di Cremona. Il lavoro del Genio si svolge su due fronti: quello della ricostruzione di strade, ponti e altre infrastrutture e quello della bonifica di territori minati, un settore nel quale gli italiani sono grandi esperti e potrebbero anche servire per addestrare personale locale. Del contingente italiano fa poi parte un plotone Nbc, proveniente dal settimo reggimento di Civitavecchia: specialisti nel rilevamento e nella bonifica di eventuali aggressivi chimici, biologici e radiologici.

Tornado
Sono otto i nostri Tornado impegnati in Afghanistan. La base operativa per i nostri aerei è in Tagikistan presso l'aereoporto di Kulob. Cinquanta tra ufficiali e sottoufficiali dell'areonautica italiana presiedono l'area. Quello di Kulob è un vecchio aeroporto militare nel cuore di una zona montuosa, vicino al confine afghano.
In ambienti militari si fa notare come in Bosnia la missione di pace sia cominciata nel 1995 e sia ancora in atto: i nostri aerei volano ancora al di là dell’Adriatico per evitare brutte sorprese. Così come in Eritrea dove i piloti dell’Aeronautica italiana dovevano rientrare a casa, secondo i piani dell'Onu, nel giugno 2001 e rimarranno invece operativi laggiù.


18 novembre 2001: operazione al via

I costi effettivi
Tra i 90 e i 100 miliardi al mese per la nostra flotta in Oriente. Lo dichiara il Ministro della difesa Antonio Martino che parlando della missione dice: "non sarà né breve, né facile. Si tratterà, di sicuro, di un lavoro impegnativo".

La partenza
La prima unità a lasciare il porto di Taranto è Aviere. Subito dopo la seguono la fregata Zeffiro e la nave rifornitrice Etna. Poi salpa anche la nostra ammiraglia, la portaereomobili Garibaldi.

Il comandante, gli uomini, i mezzi
Al comando della flotta il controammiraglio Maurizio Germignani. Prendono il largo con la portaeromobile Garibaldi otto velivoli a decollo verticale Harriers AV8B e quattro elicotteri SH3D e complessivamente 1475 uomini imbarcati.

La rappresentanza politica
Ci sono le massime autorità a salutare i nostri in partenza: il vicepremier Gianfranco Fini, il capo di Stato maggiore della Difesa, Rolando Mosca Moschini, il capo di Stato maggiore della Marina, Marcello De Donno e lo stesso Martino. Fini legge un messaggio del premier Silvio Berlusconi: "Voi rappresentate l'avanguardia dei soldati della libertà che l'Italia mette in campo...So che farete del vostro meglio per tenere alto il nostro onore. Ne sono certo non solo per l'efficienza dei vostri mezzi e per la perizia dei vostri comandanti, ma anche per sapervi, ciascuno di voi, in possesso della forza d'animo che scaturisce dalla consapevolezza di agire per la difesa della libertà e per il raggiungimento di una pace giusta e di avere il sostegno di un Paese unito".

Il ruolo del contingente italiano
A proposito dell'incarico dei nostri militari in Afghanistan il ministro Martino dice: "Eventuali operazioni di mantenimento della pace devono essere fatte nel rispetto delle regole. Quando ci sarà un accordo tra le fazioni - ha proseguito - allora la forza multinazionale potrà intervenire per il mantenimento della pace, ma fino a che questo non accade, non si tratta di peace-keeping bensì di peace-enforcing e su questo non sono del tutto favorevole perché si corre il rischio di diventare il bersaglio di entrambi i contendenti".


7-13 novembre: l'Italia dice sì a "Enduring Freedom"

Mansioni e regole d'ingaggio
"I nostri soldati potranno attaccare, potranno fare anche rastrellamenti e colpi di mano". Così afferma Antonio Martino parlando al Parlamento. Chi pensava alla solita via italiana nel fare le cose si sbaglia, dunque. Dice ancora Martino: "Nessuno si illuda che la guerra al terrorismo possa essere breve, incruenta, limitata".
Cosa sono le regole d'ingaggio? Lo spiega Martino in Parlamento: "Sono quelle regole che limitano o autorizzano l'uso della forza nel rispetto del diritto internazionale. Qualora non vi sia piena rispondenza con la missione o con la legislazione italiana le regole d'ingaggio non potranno ovviamente essere accettate. Se queste regole sono fuori dalle nostre leggi il problema non si pone. Se invece sono fuori, anche solamente in parte, dalla missione, allora si pone l'eventuale problema di una modifica di questa e, senza alcun dubbio, ci sarà il passaggio parlamentare". Le regole d'ingaggio vengono indicate dal Comando Usa che dirige l'operazione e che al momento non ha dato disposizioni in merito.

Stima dei costi
Una nota ufficiale diffusa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ha dissipato le voci che volevano in preparazione una tassa speciale per finanziare l'operazione militare in Afghanistan. Non c'è "nessuna ipotesi in merito ad una possibile tassa ad hoc" dice il governo.
Ma quanto costerà mandare i nostri militari, gli aerei, le navi in guerra. La cifra dovrebbe aggirarsi tra i 2500 ed i 2700 miliardi. Un investimento considerevole che inevitabilmente peserà sulle casse dello stato. Il ministro Tremonti esprime una certa preoccupazione ma tutto è ancora da definire neidettagli e sarà proprio lui in collegamento con i ministeri chiamati in causa a esaminare la questione nei prossimi giorni.

Lo schieramento italiano
A decidere tempi e modi dell'intervento militare italiano in Afghanistan è il Comando generale delle operazioni statunitense di Tampa in Florida dove otto nostri ufficiali di collegamento sono già presenti da giorni.
La nostra formazione sarà capitanata da una nave comando, l'incrociatore portaereomobili Garibaldi. Oltre mille uomini dell'esercito attorno ad un reggimento blindato e oltre 1400 della marina le risorse umane complessivamente utilizzate in diversi scaglioni. Il tempo d'intervento operativo del nostro schieramento può variare da un minimo di 15 ad un massimo di 60 giorni.
Primi a partire gli uomini dell'aereonautica per bonificare il terreno dalle mine dei talebani, gli specialisti in difesa nucleare, biologica e chimica ed anche la nostra flotta capitanata, come detto, dalla Garibaldi con otto aerei a decollo verticale Harrier scortata da due fregate della classe Maestrale (la Zeffiro e la Aviere) con quattro elicotteri SH3D ed una nave appoggio da rifornimento classe Vesuvio, la Etna.
L'aereonautica schiera: tra i sei e gli otto Tornado un Boeing 707 Tanker che può rifornire in volo anche tre velivoli contemporaneamente, un HC 130 per trasporto.
L'esercito a sua volta mette a disposizione: quattro Mangusta elicotteri per "attività di esplorazione tattica" e missioni offensive, 800 paracadutisti della brigata Folgore, un reggimento blindato composto da due squadroni di 284 uomini e di una compagnia di fanteria di 106 uomini, quattro elicotteri A 129, una compagnia del Genio della consistenza di 122 uomini per il supporto al combattimento, un'unità per la bonifica degli ordigni esplosivi, che opera in nuclei di quattro specialisti, una compagnia di difesa Nbc (Nucleare, Batteriologica, Chimica), una compagnia di carabinieri paracadutisti del reggimento Tuscania della consistenza di 116 uomini per operazioni "rapide e spregiudicate" e di polizia militare, un'unità di supporto logistico.

Riassunto forze schierate
Truppe di terra:
1 Reggimento blindato: 390 uomini dotati di 30 mezzi Centauro.
1 Compagnia Carabinieri Paracadutisti, reggimento Tuscania: 150 uomini
1 Compagnia del Genio: 122 uomini
1 Compagnia di difesa NBC: 116 uomini
1 Unità per il sostegno logistico: 20 uomini
6 Unità Bonifica Ordigni Esplosivi: sono composte da 4 uomini ciascuna 4 Elicotteri Mangusta A-129 con equipaggi e personale di supporto
Totale 1000 uomini circa

Unità navali:
Portaeromobile: Garibaldi con 8 velivoli Harriers AV8B e 4 elicotteri SH3D)
Fregate: Zeffiro ed Aviere
Rifornitrice: Etna.
Circa 1400 gli uomini imbarcati.

Aeronautica
8 Tornado IDS da ricognizione e bombardamento
1 Boeing 707 per il rifornimento in volo
1 C-130 per il trasporto tattico e logistico Totale 300 uomini circa

Comando delle operazioni
E' il Capo di Stato maggiore della difesa a mantenere il comando dell'operazione, il generale Rolando Mosca Moschini. La delega operativa in area di guerra passerà invece al Capo delle forze nel teatro dell'operazioni, il Comandante dell'area centrale degli Stiti Uniti, a Tampa, in Florida, quando le nostre forze avranno raggiunto il teatro d'impiego.

Donne al fronte
Per la prima volta nella nostra storia anche le donne sono presenti al fronte. Saranno le professioniste inquadrate nel Reggimento blindato che è scelto come "nocciolo duro" del gruppo terrestre del contingente: circa 400 militari, dei quali 20/40 potrebbero essere donne. Il Reggimento in questione - viene sottolineato - è "in corso di individuazione", anche se è presumibile che la scelta sia già stata di fatto compiuta: dovrebbe essere comunque composto da due squadroni equipaggiati con 30 blindo Centauro ed una compagnia di fanteria. Maggiori informazioni sulle donne soldato


Dove sono già utilizzati militari italiani

I militari italiani impegnati all'estero sono già circa 8.500, quasi tutti schierati nei Balcani. In Kosovo, Bosnia, Albania e Macedonia sono infatti 8.000 e il loro numero potrebbe aumentare di alcune centinaia di unità. Il contingente più numeroso è quello della K-For, la Forza della Nato per il Kosovo. Complessivamente, ad oggi, si parla di circa 5.650 militari italiani, divisi in tre diverse aree: 4.300 in Kosovo, 200 in Macedonia (Fyrom) e 1.150 in Albania.

Consistente anche la presenza dei nostri soldati in Bosnia, nell'ambito dell'operazione Nato Sfor-Joint Force: in tutto sono circa 1.400 uomini, ai quali se ne devono aggiungere altri 35 che partecipano alla International police task force (20) e alla European union monitoring mission (15).

Per quanto riguarda la Macedonia, soldati italiani sono impegnati anche nella nuova operazione della Nato Amber Fox, che è sostanzialmente finalizzata a garantire sicurezza ai 120 osservatori Osce e Ue inviati dalla Comunità internazionale. I soldati italiani impegnati in questa operazione sono circa 160, mentre nella precedente missione, Essential Harvest, erano 800.

In Albania, tra la Die (Delegazione italiana esperti, 20 uomini), il 28/o Gruppo navale (280), il dispositivo d'altura (370) e l'operazione Albit (115), i militari delle forze armate italiane impegnati sono complessivamente poco meno di 800.

Soldati e osservatori italiani sono impegnati anche in molte altre aree, nell'ambito di missioni internazionali: dal Marocco a Malta, dalla Palestina all'Egitto, dall'Iraq al Kuwait, all'Etiopia, all'Eritrea. Sei osservatori sono presenti anche nella missione Unmogip, che interessa l'India e il Pakistan.

Grandinotizie.it/18 marzo 2002

Altre schede tecniche:
Parà del Tuscania
Tornado
"Portaerei" Garibaldi
Ac 130H
Airbus A-300
Portaerei Enterprise, Vinson, Roosvelt e Kitty Hawk
Satelliti spia
Cruise Missili intelligenti
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