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Domenica 7 ottobre 2001, due ore dopo l'inizio dei raid angloamericani sull'Afghanistan tutto il mondo ha assistito al filmato trasmesso dall'emittente del Qatar Al Jazeera in cui Osama Bin Laden e i vertici di Al Qaeda chiamano i musulmani alla guerra santa contro gli Usa.

Tutti si sono soffermati sul discorso di Bin Laden (leggilo qui nella versione integrale). Un discorso politico contro gli Stati Uniti e i Paesi arabi moderati. Diverso il discorso del numero due di Al Qaeda Ayman Al-Zawahiri. Il medico egiziano parla prima di Osama. Il suo è più un sermone che un comizio. Zawahiri è il vero ideologo della rete guidata dal miliardario saudita. E' il capo della Jihad egiziana, la formazione integralista che intende rovesciare Hosni Mubarak per creare uno Stato islamico. Condannato a morte in contumacia nell'aprile 1999, Zawahiri è oggi il capo delle milizie talebane impegnate contro le forze Usa. Un leader a tutti gli effetti. Il suo discorso del 7 ottobre vola più in alto rispetto a quello di Osama. E' una sorta di premessa filosofica, ricca di riferimenti ad avvenimenti chiave nella storia dell'Islam. Per questo vale analizzarne i passaggi più importanti.

Oh gente dell'Islam, questo è un appello rivolto a voi in questi momenti cruciali e difficili, nel corso dei quali i sinceri sono preferiti agli esitanti. La gente della miscredenza si è giù riunita contro il gruppo dei musulmani, dei mujahedin, dei murabitin.

Per mujahedin intende genericamente i combattenti della jihad. I murabitin sono i monaci guerrieri del Maghreb del Medioevo. Murabitin è di fatto un sinonimo di santo. In questo modo Zawahiri presenta i musulmani come i puri attaccati dagli occidentali empi.

Prima di iniziare il mio discorso desidero rivolgere una domanda al popolo americano, che il suo stesso governo ha mobilitato contro di noi, contro il gruppo dei musulmani murabitin e mujahedin.
Oh popolo americano, ti sei chiesto il motivo di questa ostilità contro l'America e contro Israele? Perché tutto quest'odio nel cuore dei musulmani contro l'America?
La risposta è chiara e semplice. L'America ha commesso crimini contro la comunità dei musulmani che nessuno può sopportare, figuriamoci un musulmano mujahid! L'America è il leader dei criminali per aver commesso il crimine della nascita di Israele, che continua e si ripete da cinquant'anni. la comunità dell'Islam non può continuamente sopportare quel crimine. E' il vostro governo che assedia i bambini dell'Iraq e li uccide. E' il vostro governo che sostiene i governi senza merito dei nostri Paesi, che li aiuta e li riconferma.


E' il passaggio più esplicito e più forte. Gli Usa (chiamati sempre "America") sono accusati innanzitutto di aver creato lo stato israeliano, usurpatore della terra palestinese. Poi di sostenere "i governi senza merito dei nostri Paesi". Cioè i governi moderati di Arabia Saudita, Egitto, e Giordania. Zawahiri riprende l'interpretazione coranica del teologo medievale siriano Ibn Taymiya, secondo il quale contro l'empietà dei governanti la guerra è un obbligo individuale di ogni buon musulmano.

Oh, americani il vostro governo vi arruola in una nuova guerra già perduta. E ricordatevi che il vostro governo è stato sconfitto in Vietnam, è fuggito terrificato dal Libano, è uscito scappando via dalla Somalia ed ha subito uno smacco ad Aden. Invero, il vostro governo vi guida in una nuova guerra perduta, nella quale perderete i figli e i vostri averi!

Zawahiri non accusa gli americani come popolo, ma il loro governo. Accomuna poi la storica sconfitta del Vietnam agli attentati subiti dalle forze Usa in Libano, Somalia e ad Aden (quest'ultimo attentato è attribuito dagli investigatori Usa proprio ad Al Qaeda). In questo modo cerca di mettere paura agli americani e allo stesso tempo legittima le azioni terroristiche mettendole sullo stesso piano di una guerra.

Che tu sappia, o popolo americano, e che sappia il mondo intero, che noi non accetteremo che si ripeta di nuovo la tragedia dell'Andalusia.

E' la citazione èpiù colta. Il riferimento è alla battaglia di Las Navas de Tolosa (1212), quando il re di Castiglia Alfonso VIII inflisse agli arabi una dura sconfitta, costringendo la dinastia degli Almohadi a ritirarsi nel Maghreb. E' un episodio decisivo della reconquista cristiana della Spagna.

E' meglio ed è più facile per noi, che questa comunità perisca tutta assieme piuttosto che vedere la moschea di al-Aqsa demolita o la Palestina giudeizzata e la sua gente buttata fuori.

La moschea di al-Aqsa a Gerusalemme è un luogo sacro dell'Islam. Nel settembre 2000 da Ariel Sharon si recò nella spianata antistante con mille soldati israeliani. Fu l'episodio che diede il via alla Nuova Intifada. Per tutti i musulmani si tratta di una ferita ancora aperta. Zawahiri si fa così paladino della causa palestinese in modo radicale: tutti noi siamo pronti al martirio per impedire la vittoria di Israele.

Oh voi musulmani, oggi è il giorno della verità, il giorno della nobile discendenza, il giorno della prova. Questo è il vostro giorno! Sono i nuovi coreisciti che si sono riuniti contro il gruppo dei musulmani pazienti, così come i vecchi coreisciti si erano riuniti con i loro alleati, la loro plebaglia e i loro abissini contro la comunità dell'Islam a Medina. Siate come erano i compagni del Profeta! E quando i credenti videro le tribù confederate dissero: "Questo è quanto ci ha promesso Iddio ed il Suo Profeta e quello che gli ha dato in più sono stati soltanto la fede e la salvezza".

Zawahiri teorizza l'idea dell'assedio all'Islam e paragona l'Afghanistan dei Talebani alla comunità del profeta Maometto negli anni della predicazione alla Mecca (612-622 d.C.). Gli Usa e i loro alleati sono come il clan dei coreisciti, l'oligarchia mercantile della Mecca pagana che prima tollera Maometto e poi gli dichiara guerra nel 627. E' un paragone perfetto, se calato nell'ottica di Zawahiri.

O giovani mujahedin, o dotti religiosi sinceri, o amati da Dio e dal Suo Profeta! Questa è una nuova sanguinosa battaglia tra le sanguinose battaglie dell'Islam, è una nuova lotta tra le lotte della fede, nella quale si ripetono le maggiori battaglie della storia dell'Islam, quali Hattin, 'Ayn Jalut e la conquista di Gerusalemme. Questa è la battaglia sanguinosa che nuovamente si ripete. Venite avanti verso la gloria del mondo e la vittoria dell'aldilà. venite avanti verso la nobiltà della jihad! Chiedo perdono a Dio per me e per voi. Preghi Iddio sul nostro Signore Maometto, sulla Sua famiglia e su tutti i suoi Compagni.

Zawahiri cita le battaglie più famose della storia dell'Islam. Ad Hattin nel 1187 il curdo Salah al-din (Saladino nella traduzione italiana) sconfigge gli eserciti croati e riconquista Gerusalemme. Nel 1260 sono i Mamelucchi egiziani a difendere i luoghi sacri dell'Islam dall'invasione mongola, sconfiggendo gli invasori ad 'Ayn Jalut, in Plaestina. Per ripetere quelle imprese è necessario il martirio. In cambio, la "gloria del mondo" e "la vittoria dell'aldilà".

Antonello Sacchetti/Grandinotizie.it/31 ottobre 2001


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