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Bush, il discorso
"Gli Stati Uniti hanno lanciato l'attacco militare contro i Talebani e la rete terroristica di Al Qaida". Il Presidente in un messaggio trasmesso per televisione ha aggiunto: "Non abbiamo cercato questa guerra, ma la vinceremo".

Blair, il discorso
"Voglio fin dall'inizio dare onore alle nostre forze armate. Nessun Paese ama impegnare forze militari che vengono messe a rischio. Abbiamo però detto che se la responsabilità fosse stata chiara noi saremmo stati impegnati. Le prove contro Bin Laden sono certe. La rete terroristica è sostenuta dai Talebani. Abbiamo dato un ultimatum di due settimane: mettersi dalla parte della giustizia o del terrore. I Talebani hanno scelto. Noi anche". Così il primo ministro inglese Tony Blair. Il capo del governo inglese ha poi sottolineato come l'operazione inglese sia basata su tre punti: Militare diplomatico e umanitario. Ha poi proseguito: "Questa non è una guerra contro l'Islam. L'Islam è una religione pacifica. Loro, (i talebani con Bin Laden n.d.r.), sono solamente dei terroristi. Noi non vogliamo la guerra. Ma sappiamo che a volte per tutelare la pace bisogna combattere. Nella nostra storia è già successo. Noi ci impegnamo solamente se una causa è giusta e questa è una causa giusta. Non ci fermeremo e non ci riposeremo fino a quando non raggiungeremo i nostri obiettivi".

Parla Rumsfeld
"Osama Bin Laden e il Mullah Mohammad Omar non sono gli obiettivi dei primi attacchi contro l'Afghanistan". Lo ha spiegato in una intervista il ministro della Difesa Donald Rumsfeld. Rumsfeld ha aggiunto che l'attacco mosso da Usa e Gran Bretagna non è contro il popolo afghano, ma contro il suo governo. I Talebani hanno rifiutato di collaborare con gli Usa e si sono di fatto schierati con Osama Bin Laden. E' giusto che ora paghino le conseguenze delle loro azioni. Chi appoggia i terroristi è un terrorista a sua volta. Rumsfeld sostiene che gli Usa hanno il dovere di colpire "quei regimi aggressivi e pericolosi per gli altri Paesi". "L'Afghanistan viola i diritti umani del proprio popolo ed è complice di delitti in tutto il mondo". Ricorda l'intervento nel Golfo e in Kosovo e ringrazia i Paesi che hanno sostenuto questa operazione militare concedendo il proprio spazio aereo e fornendo informazioni di intelligence. Gli viene chiesto se si tratta di un'azione isolata, di un attacco "mordi e fuggi". Rumsfeld è chiaro: "Si tratta di un'azione continuativa, senza interruzioni". Bisogna innanzitutto distruggere la difesa antiaerea talebana, poi si potrà pensare ad "ulteriori azioni d'intervento". Ma la guerra iniziata dagli Usa non si limiterà all'Afghanistan e alla cattura di Bin Laden. E' una guerra con un obiettivo più ampio: la sconfitta del terrorismo internazionale di matrice islamica. "Ma questa non è assolutamente una guerra santa". Rumsfeld promette che presto gli Usa daranno inizio anche ad "atti umanitari" a sostegno della popolazione civile afghana".

Parla Berlusconi
"L'Italia esprime un appoggio incondizionato agli Stati Uniti, alle cui richieste non abbiamo mai messo limiti". Queste le prime considerazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, rilasciate alle 23 del 7 ottobre nella sala stampa di Palazzo Chigi. "Siamo pronti a partecipare alle operazioni militari. Il Paese darà prova di concordia e unità. Le forze dell'ordine presidiano gli obiettivi sensibili".


Immediato il commento di Rudy Giuliani. "Tutti i newyorkesi sostengono il presidente". Secondo il sindaco di New York, l'azione militare americana è tesa "ad assicurare alla giustizia quelli che hanno attaccato il World Trade Center e perchè non possano più compiere un'azione così terribile".

Il presidente francese Jacques Chirac dopo essere stato informato da Bush dell'attacco all'Afghanistan, ha precisato che "gli attacchi contro gli Usa riguardano tutte le democrazie. Faremo la nostra parte".

Il premier belga Guy Verhofstadt, in un discorso alla televisione, ha precisato: "La presidenza dell'Ue riafferma la sua piena solidarietà agli Stati Uniti, al Regno Unito e agli altri coinvolti nelle operazioni. Questa è una risposta legittima".

Il premier spagnolo Jose Maria Aznar sottolinea che "non si tratta in assoluto di un attacco contro il popolo dell'Afghanistan, si tratta di distruggere le basi terroristiche e l'appoggio che ricevono ed evitare che nel futuro possano prodursi attacchi terroristici in qualsiasi Paese". E' convinto che la lotta contro il terrorismo avrà successo.

Romano Prodi presidente della Commissione europea, ha dichiarato: "In questo momento solenne, difficile e drammatico, tutta l'Europa si sente unita con gli Usa e con gli altri alleati per portare a termine la lotta contro il terrorismo. Siamo uniti in questa battaglia che non è rivolta contro popoli o religioni, ma contro coloro che hanno così duramente colpito le fondamenta stesse della nostra convivenza civile".

Grandinotizie.it/8 ottobre 2001


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