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Colin Powell
 
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E' Colin Powell lo stratega che suggerisce la linea a Bush

Se è vero che non si può fare la pace senza i falchi, non si va alla guerra senza le colombe. Così la pensa George W. Bush che sta seguendo i consigli di un veterano come il segretario di Stato Colin Powell.

Dentro l'amministrazione Usa, dietro l'apparente fronte compatto antiterroristi, si stagliano due linee contrapposte: da una parte i "falchi" - il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld e il consigliere per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice - pronti a colpire; dall'altra Powell e Bush Senior. Dick Cheney - combattuto tra i due fronti e più vicino ai falchi - si sente attratto dagli argomenti che Powell sta ripetendo da giorni durante gli incontri che si susseguono alla Casa Bianca con il presidente.

Ma cosa dice Powell? Sta legando i due Bush in un unico destino. Vuole ripetere il successo di dieci anni fa nel Golfo. Adesso che la presidenza ha recuperato un rapporto con l'opinione pubblica (e si sa quanto i sondaggi condizionino e guidino le scelte dei presidenti Usa), sta costruendo una vasta alleanza di Paesi Occidentali contro il terrorismo, sta recuperando un rapporto forte con i musulmani (da qui la visita di W. alla moschea) e con i Paesi arabi moderati. Sta attraendo nuovi preziosi alleati come il Pakistan e sta obbligando al dialogo palestinesi e israeliani.

Powell è un falco che sa fare la colomba. Ex capo di Stato maggiore delle Forze armate, nato nel Bronx - come ricorda nella sua autobiografia - ha vissuto sulla sua pelle gli anni della Guerra fredda (era di stanza in Germania), ha vissuto il dramma del Vietnam dove ha misurato le velleità di un esercito non preparato su un territorio infido, ha guidato l'America alla vittoria durante la guerra del Golfo. Sa quando è il momento di attaccare e quando è quello di dialogare. Una colomba che sa far vincere le guerre, sa porre condizioni chiare e obiettivi raggiungibili.

Oggi - ripete al Presidente - l'obiettivo primario è quello di mantenere il consenso dei Paesi islamici: una priorità maggiore del dare una risposta a tutti i costi, che sarebbe avventata e rischierebbe di far perdere all'America quel credito internazionale che ha conquistato l'11 settembre. Ecco anche perché c'è un nuovo clima in Medio Oriente.


Grandinotizie.it/18 settembre 2001


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