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Giovedì 24 gennaio 2002
Il direttore dell'Fbi Robert Mueller ha dichiarato che "le informazioni ottenute dagli interrogatori con i membri di Al Qaeda detenuti in Afghanistan insieme a quelle raccolte dai documenti trovati hanno impedito che venissero compiuti altri attacchi contro edifici americani in tutto il mondo". Intanto John Walker, l'americano che ha combattuto insieme ai Talebani, è arrivato negli Usa. Si trova in un carcere nel Nord della Virginia. Il 25 gennaio comparirà di fronte al giudice Curtis Sewell che gli contesterà il reato di favoreggiamento al terrorismo che potrebbe costargli l'ergastolo. Potrà avvalersi dei servizi di un avvocato scelto dalla sua famiglia, oppure scegliere la difesa d'ufficio.
Mercoledì 23 gennaio 2002
John Walker, l'americano che ha combattuto insieme ai Talebani, ha iniziato il viaggio alla volta degli Stati Uniti. Walker è stato catturato a novembre dalle truppe statunitensi dopo la sanguinosa rivolta al carcere-fortezza vicino a Mazar-i-Sharif, in cui ha perso la vita anche l'agente della Cia Johnny Spann. Da allora Walker è stato incarcerato a bordo della nave Bataan della marina americana nel Mare arabico, dove è stato interrogato dagli investigatori americani. La scorsa settimana il dipartimento della Giustizia Usa ha incriminato Walker per alcuni capi di imputazione, che non comportano comunque la pena capitale, tra cui complotto volto a uccidere cittadini Usa all'estero e appoggio materiale fornito a organizzazioni terroristiche. Il ministro della Giustizia John Ashcroft ha dichiarato che le indagini continuano e potrebbero essere formulate nuove accuse.
Martedì 22 gennaio 2002
Si e conclusa a Tokyo la conferenza per la ricostruzione dell'Afghanistan. Nel 2002, ai 25 milioni di afghani e al governo provvisorio di Hamid Karzai arriveranno 1,8 miliardi di dollari che diventano 4,5 miliardi dollari comprendendo impegni pluriennali fino al 2006. Per quest'anno l'Ue ha assicurato 550 milioni di dollari, gli Usa 296, il Giappone 250 e l'Arabia Saudita 40. L'Italia ha donato 45 milioni di euro in aiuti ed è intenzionata ad offrirne altri 45 nel 2002. Pienamnete soddisfatti tutti i partecipanti alla conferenza.
Lunedì 21 gennaio 2002
Si è aperto a Tokyo il vertice per la ricostruzione dell' Afghanistan. Partecipano 57 Paesi e 22 organizzazioni internazionali, sotto la copresidenza di Giappone, Usa, Ue e Arabia Saudita. Per il 2002 l'Unione europea ha assicurato 550 milioni di euro, gli Stati Uniti 296 milioni di dollari, il Giappone 250 e l'Arabia Saudita 40.
Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha ribadito che l'Afghanistan ha bisogno di 10 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni e "subito, pena il disastro" di 1,3 miliardi di dollari. Il primo ministro ad interim afghano Hamid Karzai è intervenuto per tracciare un bilancio della situazione economica e sociale del suo Paese.
Domenica 20 gennaio 2002
Al lavoro i militari italiani in missione a Kabul. I servizi segreti britannici parlano di un "rischio molto alto" di attentati sucidi contro le postazioni militari della "Forza militare di sicurezza per l Afghanistan".
Sabato 19 gennaio 2002
Salgono a 144 i prigionieri (Talebani e membri di Al Qaeda) catturati dagli Usa in Afghanistan e trasferiti nella base cubana di Guantanamo. Le primi immagini delle celle suscitano polemiche in tutto il mondo. Per Amnesty International sono "la degradazione della condizione umana". Il ministro della Difesa Usa Donald Rumsfeld afferma: "I prigionieri sono combattenti e noi non gestiamo un circolo ricreativo. Non provo la minima preoccupazione per il loro trattamento. Stanno comunque meglio di come stavano quando li abbiamo presi".
Venerdì 18 gennaio 2002
Il governo Usa ha trasmesso un video in cui cinque potenziali terroristi kamikaze di Al Qaeda che potrebbero essere già negli Usa e pronti a colpire negli. Il video è costituito da cinque spezzoni di 30 secondi, uno per ogni uomo ed è stato trovato dagli americani in Afghanistan nell'abitazione distrutta di Muhammed Atef, uno degli uomini più vicini ad Osama Bin Laden, ucciso a novembre durante un bombardamento. I giovani kamikaze pronunciano un discorso in cui si dicono pronti al martirio. Il ministro della Giustizia Usa John Ashcroft ha dichiarato di non avere idea di dove si trovino al momento i cinque uomini, e di non sapere se siano ancora vivi. Secondo gli investigatori i cinque presunti kamikaze "potrebbero trovarsi in qualsiasi parte del mondo" e "potrebbero essere stati addestrati e preparati a compiere altri attacchi suicidi". Intanto un gruppo di rappresentanti della Croce Rossa internazionale è arrivato nella base di Guantanamo Bay, a Cuba, dove gli Stati Uniti detengono 80 tra Talebani e membri di Al Qaeda catturati in guerra. I membri della Croce Rossa potranno avere colloqui individuali con ciascuno degli 80 detenuti, cui rivolgeranno domande sul trattamento ricevuto nella prigione cubana e sulle condizioni del viaggio transoceanico che li ha condotti a Guantanamo.
Giovedì 17 gennaio 2002
Il segretario di Stato Usa Colin Powell è arrivato oggi a Kabul dove ha incontrato il premier Hamid Karzai. E' il primo viaggio di un sottosegretario di Stato Usa nel Paese dopo la visita di Henry Kissinger nel 1976. Powell ha promesso il sostegno politico ed economico alla riscostruzione dell'Afghanistan. La cifra precisa degli aiuti anericani sarà resa nota durante la conferenza dei donatori che si terrà a Tokyo la prossima settimana. Un esponenete di spicco di Al Qaeda si è consegnato alle forze statunitensi all'aeroporto di Kandahar. Lo hanno reso noto fonti militari americane sottolineando che l'uomo era il "finanziere" delle rete terroristica di Osama Bin Laden e che potrebbe ora fornire informazioni utili alla cattura dello sceicco saudita.
Mercoledì 16 gennaio 2002
John Walker, l'americano che ha combattuto al fianco dei Talebani, sarà processato da un tibunale civile e rischia la condanna all'ergastolo, ma non alla pena di morte. Lo ha detto il ministro della giustizia Usa John Ashcroft, sottolineando che Walker ha compiuto consapevolmente le sue scelte, sapendo che gli attentati dell'11 settembre erano costati la vita a migliaia di cittadini americani. Secondo il Pentagono Osama Bin Laden potrebbe essere fuggito dall'Afghanistan a dicembre, subito dopo aver registrato l'ultimo messaggio televisivo trasmesso da Al Jazeera. Sarebbe passato in Pakistan per fuggire poi via mare verso una destinazione ignota.
Martedì 15 gennaio 2002
Il Pentagono sostiene di aver concluso l'azione militare nell'Afghanistan orientale. Dopo tre giorni di bombardamenti è stato completamente distrutto il complesso di Zawar Kili, uno dei campi di addestramenti più importanti di Al Qaeda. Nelle settimane scorse le forze Usa avevano incontato diverse sacche di resistenza nella zona. A Kabul è tornato il beltempo èed è finalmente partito dall'Oman il primo C-130 con i militari italiani destinati alla missione in Afghanistan. I cieli dell'Asia centrale sono oggi intasati dal traffico aereo sbloccatosi dopo tre giorni di maltempo.
Lunedì 14 gennaio 2002
Riprendono i raid Usa sull'Afghanistan. I caccia bombardieri americani tornano in azione su Zhawar Kili, a ridosso del confine con il Pakistan, dove si sospetta siano raggruppati ancora alcuni seguaci di Osama Bin Laden. Verranno consegnati agli Usa alcuni video sull'addestramento di terroristi acquisiti, e parzialmente trasmessi, dalla Tv australiana Abc. Nelle immagini, si vedono uomini di Al Qaeda che si addestrano alla preparazione di attentati. Trovati dall'Alleanza del Nord in Afghanistan, i video saranno esaminati dalla Defense Intelligence Agency (Dia).
Domenica 13 gennaio 2002
Caos delle operazioni di trasferimento della froza internazionale in Afghanistan. Una tempesta di neve impedisce l'arrivo del contingenete italiano che rimane bloccato in Oman. In Afghanistan l'unico scalo disponibile è quello di Bagram, ad un'ora di auto da Kabul. Ha una sola pista e non diposne delle apparecchiature elettroniche necessarie per guidare il pilota nella fase di atterraggio. Nenache gli aerei militari tedeschi sono riusciti ad atterrare a Bagram.
Sabato 12 gennaio 2002
Haji Mohammad Mohaqiq, ministro della pianificazione afghano, ha quantificato la cifra che occorrerà per la ricostruzioe dell'Afghanistan: 45 miliardi di dollari per i prossimi dieci anni. Le necessità immediate per i prossimi due anni si aggirano sui 15 miliardi di dollari. La conferenza di Tokyo sulla ricostruzione del Paese è prvista per il 21 e 22 gennaio.
Intanto, sono stati ritovati resti umani che risalgono probabilmente a una strage compiuta dai Talebani nel 1999. La regione è quella di Herat in Afghanistan occidentale. Lo riferisce il giornale pakistano Frontier Post. Secondo alcuni estimoni locali, si tratta di 72 persone accusate ingiustamente di aver organizzato una rivolta di matrice sciita per ordine dell'ex regime fondamentalista.
Negli Usa la rete televisiva Cbs ha mandato in onda le immagini di 20 prigionieri talebani e di Al Qaeda che salivano su un aereo militare diretto alla base di Guantanamo Bay a Cuba. In tutto dieci secondi di filmato. Questo nonostante il divieto da parte del Pentagono. Un dirigente del network si è giustificato dicendo che, a suo giudizio, "quella del Pentagono era da considerarsi una richiesta, ma che la messa in onda "responsabile" delle immagini non rappresentava alcuna minaccia alla sicurezza nazionale".
Venerdì 11 gennaio 2002
A causa di una bufera di neve non è potuto atterrare a Kabul il C-130 partito da Pisa con a bordo i primi militari italiani diretti in Afghanistan. Ora si trova in Oman. Il ministro della Difesa Antonio Martino ha precisato che si tratta di "tre mesi a rischio" per i 350 militari italiani. Martino ha comunque aggiunto che non ci sarà nessuna operazione per i Tornado. I primi prigionieri degli Usa (Talebani e uomini di Al Qaeda) sono stati deportati nella base militari di Guantanamo, a Cuba. Durante il volo sono stati impiegati cani, fucili elettrici e massicce dosi di valium per tenerli sotto controllo. Saranno imprigionati in celle individuali, con tetto di metallo, all'aria aperta. Verranno processati da giudici militari americani. Intanto il presidente Usa Geroge W. Bush ha ammonito l'Iran: "Non tenti di destabilizzare il governo di Kabul e ricordi: chi non è con noi è contro di noi".
Giovedì 10 gennaio 2002
E' la zona orientale dell'Afghanistan, al confine con il Pakistan, quella dove proseguono i raid aerei e le azioni di terra degli americani. Secondo le informazioni dei militari Usa, i militanti di Al Qaeda sfuggiti alla cattura si stanno riorganizzando. La strategia per stanarli ha previsto una prima fase di bombardamenti seguito dall'intervento di circa 50 soldati a terra. La ricerca, portata in collaborazione con le forze di Islamabad, si estende anche in territorio pakistano. I ricercati principali sono il leader terrorista Osama Bin Laden, segnalato da più fonti in questa zona, e il mullah Omar. In Pakistan cade un aereo americano C-130 mentre era in fase di atterraggio: sette i marines morti, tra i quali anche una donna. L'incidente, le cui cause restano ancora incerte, è il peggiore che coinvolga soldati Usa dall'inizio del conflitto in Afghanistan.
Mercoledì 9 gennaio 2002
Osama Bin Laden e il Mullah Omar potrebbero essere ancora in Afghanistan. Lo afferma il ministro degli Esteri del governo provvisorio di Kabul, Abdullah Abdullah, precisando che l'amministrazione non ha ulteriori informazioni in proposito. "Prima o poi si saprà, ma al momento non abbiamo notizie certe su dove si trovino. Molto probabilmente si trovano in Afghanistan", ha precisato il ministro degli Esteri di Kabul. Quel che resta del regime dei Talebani continua a perdere pezzi: secondo Khalid Pashtoon, portavoce del governatore di Kandahar Gul Agha, tre ex ministri del governo degli studenti coranici si sono arresi alle autorità della nuova amministrazione afghana. Si tratta dell'ex ministro della Difesa, Mullah Ubai Dullah, di quello della Giustizia, Mullah Turabi, e dell'Industria, Mullah Saadudin. Gli americani sono decisi a continuare i bombardamenti aerei contro le ultime sacche di resistenza dei Talebani e di Al Qaeda. Lo dichiara da Kabul Zalmay Khalilzad, l'inviato speciale per l'Afghanistan del presidente americano George Bush. Precisa che questa linea ha "l'appoggio totale e completo" del governo di Kabul. Secondo l'inviato di Bush, la fine prematura delle azioni militari potrebbe permettere ai Talebani ed Al Qaeda, i cui leader Mullah Omar e Osama Bin Laden sono ancora in libertà, di raggrupparsi e di minacciare il nuovo governo afghano. Il Pentagono ha intenzione di avviare il trasferimento dei prigionieri Talebani e di Al Qaeda dalla base aerea di Bagram, a nord di Kabul - dove sono stati trattenuti finora - alla base navale di Guantanamo, sull'isola di Cuba.
Martedì 8 gennaio 2002
Il capo spirituale dei Talebani, il Mullah Omar, non avrebbe lasciato l'Afghanistan. Sembra si trovi ancora nella provincia di Helmand, dove le forze antitalebane e i reparti speciali dell'esercito Usa gli hanno dato la caccia per settimane. Lo sostiene un portavoce del governo della provincia di Helmand. Oggi Tony Blair, primo leader occidentale a raggiungere l'Afghanistan dopo la caduta del regime dei Talebani, incontrerà il premier Karzai. Il premier inglese ha promesso un impegno a lunga scadenza per assistere la ricostruzione del paese. Il vero cognome del kamikaze quindicenne che si è schiantato a bordo di un bimotore sabato scorso, è Bishara e non Bishop, come si era creduto in un primo momento. Il padre infatti, è di origini straniere. Infine ad uccidere venerdì scorso il sergente Nathan Ross Chapman, sarebbe stato un ragazzino di quattordici anni. Lo rivelano fonti afghane a Miranshah, città pakistana di frontiera.
Lunedì 7 gennaio 2002
Per tutta la notte e anche questa mattina sono continuati i bombardamenti Usa nell'Afghanistan orientale. Secondo la Cnn, gli obiettivi sono campi di addestramento di terroristi ed ultime "sacche" di Al Qaeda. Caverna per caverna, si cerca Osama Bin Laden e il Mullah Omar, apparentemente sempre a un passo dall'essere catturato, prima di svanire altrettanto sistematicamente nel nulla. Le incurisioni dei caccia e degli elicotteri da combattimento statunitensi sono state almeno sei.
Domenica 6 gennaio 2002
Il 15enne Charles Bishop sabato pomeriggio ha rubato un aereo da turismo e lo ha portato a schiantarsi contro un grattacielo di Tampa. Il ragazzo è riuscito a superare indisturbato lo spazio aereo della Base MacDill, sede del comando centrale dell'operazione Enduring Freedom. Ha agito da solo e con intenzioni suicide. Lo scontro con il grattacielo, che ospitava una banca, ha causato solo la morte del ragazzo. Anche i danni materiali sono limitati. Bishop ha lasciato ai familiari un messaggio d'ammirazione per Osama Bin Laden, e di condivisione degli attentati dell'11 settembre.
Sabato 5 gennaio 2002
Il Mullah Omar sarebbe scappato dal suo rifugio tra le montagne dell'Afghanistan, a bordo di una motocicletta. La notizia viene data da un ufficiale afghano alla BBC. Omar, che si era rifugiato con circa 1500 fedelissimi in un'area montagnosa e di difficile accesso, avrebbe trovato una via di fuga con quattro fedelissimi a bordo di motociclette. E' stato intanto consegnato alle nuove autorità afghane l'ex ambasciatore Talebano in Pakistan: Abdul Salam Zaif. Era stato preso in custodia un paio di giorni fa dai servizi segreti pachistani. Zaif è stato nei primi tempi del conflitto in Afghanistan l'unico portavoce del regime taleban a disposizione dei media internazionali. Il Pentagono ha identificato venerdì il primo militare ucciso in Afghanistan dal fuoco nemico: è il sergente di prima classe Nathan Ross Chapman, caduto in una imboscata mentre dava la caccia ai membri di Al Qaeda.
Venerdì 4 gennaio 2002
Voci contrastanti sul Mullah Omar. Il ministro della ricostruzione dell'Afghanistan Mohammed Amin Farhang ha dichirato ad una tv tedesca che il leader dei Talebani sarebbe stato già arrestato. Altre voci sostengono invece che il mullah è ancora libero ma starebbe per essere catturato. Gruppi di mujaheddin appoggiati da truppe americane avrebbero infatti preso posizione attorno ad un villaggio che potrebbe essere il rifugio del leader dei Talebani. Negli ultimi giorni si era parlato di una trattativa: fine dei bombardamenti Usa in cambio della consegna del mullah. Ma anche oggi gli aerei americani sono tornati a colpire l'Afghanistan. Colpita la zona di Zhawar, dove si ritiene che sia arroccato un capo degli studenti del Corano. Mullah che comunque sarebbe intenzionato a combattere fino alla fine. Un giornale di Peshawar (Pakistan) in lingua pashtun ha pubblicato un suio appello in cui si afferma che ogni afghano che non sia disposto a uccidere per la causa dei fratelli arabi deve essere giustiziato. Il messaggio autorizza i miliziani di Al Qaeda a eseguire sentenze di morte contro chi abbia intenzione di arrendersi al nemico. Il messaggio sarebbe partito dal villaggio di Omar sotto assedio.
Giovedì 3 gennaio 2002
Gli Usa hanno ucciso il capo dei servizi segreti dei Talebani Qari Ahmadullah. Il Pentagono si è detto preoccupato della possibile riorganizzazione di Al Qaeda. Cellule minori del network di Osama Bin Laden si starebbero preparando in Afghanistan per riemergere in forze più avanti. L'ammiraglio americano John Stufflebeem, vice direttore delle operazioni dello stato maggiore della Difesa, ha anche lanciato un avvertimento: "Siamo convinti che quei gruppi pericolosi siano ancora in Afghanistan". Continua la caccia al Mullah Omar. Le trattative in corso tra le autorità afghane e i capi tribali della provincia di Bagram potrebbero presto portare alla consegna del leader spirituale dei Talebani, sfuggito ai marines. Ma gli Usa insistono per avere loro il mullah. Un terremoto di magnitudo 6 della scala Richter ha colpito la regione del Kashmir, l'Afghanistan e il Pakistan. Epicentro, la catena montuosa dell'Hindukush, nell'Afghanistran centrale. Al momento non sono segnalate vittime. Negli Usa il sospetto terrorista Zacarias Moussaoui ha affrontato la prima udienza davanti a una corte federale statunitense. Il cittadino francese di origine marocchina è l'unico arrestato fino ad ora con l'accusa di avere preparato gli attentati dell'11 settembre. Si è dichiarato innocente. La data di inizio del processo è stata fissata per il 14 ottobre.
Mercoledì 2 gennaio 2002
Secondo il New York Times i marines starebbero per catturare il Mullah Omar. Il capo spirituale dei Talebani, secondo i servizi segreti Usa, sarebbe nascosto sulle montagne nei pressi di Baghram, 160 chilometri a Nord-Ovest di Kandahar. Almeno duecento marines e numerosi soldati dell'Alleanza del Nord starebbero setacciando le montagne, mentre le forze speciali Usa sono pronte a unirsi alle truppe in zona per preparare un possibile attacco aereo. Ad Alexandria in Virginia (Usa) cominciano le udienze del processo a Zacarias Moussaoui , sospetto complice di Mohamed Atta negli attentati dell'11 settembre e probabile kamikaze mancato lui stesso. Cittadino francese di madre marocchina, Moussaoui deve affrontare sei capi d'imputazione: strage di cittadini americani, cospirazione finalizzata al dirottamento e alla distruzione di aerei civili, cospirazione finalizzata all'uso di armi di distruzione di massa, cospirazione finalizzata all'omicidio di funzionari del governo degli Stati Uniti, cospirazione finalizzata alla distruzione di proprietà federali. In molti sono sicuri della sua condanna alla pena di morte.
Martedì 1° gennaio 2002
Primo Capodanno in Afghanistan dopo la caduta del regime dei Talebani. Voci non confermate dal Pentagono parlano di un'imminente cattura del Mullah Omar da parte dei soldati Usa. Il Ministero della Difesa italiano ha annunciato che in Afghanistan sarrano impegnati in tutto saranno 350 fra ufficiali e soldati del nostro Esercito. Il contingente comprende una compagnia del Genio e un plotone Nbc, specialisti contro il rischio nucleare-chimico-batteriologico. Assieme a loro, per la sicurezza della missione di pace, un gruppo di carabinieri-paracadutisti e un plotone di uomini dell'Aeronautica con un C130 per i collegamenti. A New York mezzo milione di persone festeggia l'arrivo dell'anno nuovo e cerca di lasciarsi alle spalle la tragedia dell'11 settembre.
Lunedì 31 dicembre 2001
Alle 4,30 italiane (le 8,30 locali) sulla nostra ambasciata a Kabul torna a sventolare il tricolore a 10 anni dalla chiusura. Sono intanto arrivate in Afghanistan le avanguardie del contingente italiano della forza di pace dell' Onu. Ne fanno parte 280 militari con mezzi ruotati protetti ed un C-130 da trasporto. I servizi segreti afghani rivelano di aver trovato nuovi video nei nascondigli dell'organizzazione di Osama Bin Laden: conterrebbero piani per altri attacchi terroristici. Secondo gli abitanti di un villaggio dell'Afghanistan orientale, nell'ultimo bombardamento americano sarebbero morti 107 civili, 10 i feriti. Nessuna conferma dal Pentagono.
Domenica 30 dicembre 2001
L'aereo che trasporta i soldati italiani in Afghanistan è costretto a fermarsi in Oman per un guasto tecnico. Sul C-130 dell'aeronautica militare viaggiano anche i funzionari del ministero degli Esteri che dovranno riaprire l'ambasciata italiana, chiusa dal 1992, e il sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi, in Afghanistan per verificare i danni al patrimonio artistico e in particolare la possibilità di ricostruire i Buddha di Bamyan, distrutti in febbraio dai Talebani. Il governo afghano dà l'ok al proseguimento dei raid Usa. I bombardamenti continueranno fino all'eliminazione totale della resistenza dei Talebani e degli uomini di Al Qaeda.
Sabato 29 dicembre 2001
Prende corpo l'ipotesi che Osama Bin Laden si sia nascosto Pakistan, sotto la protezione di una delle fazioni integraliste più attive di quel Paese. Il governo di Islamabad non lo esclude e autorizza l'ingresso di circa trenta marines Usa che cominciano a setacciare l'area intorno alla città di Peshawar.
Venerdì 28 dicembre 2001
Al Jazeera ha trasmesso la versione integrale del nuovo video di Osama Bin Laden. I dirigenti della tv affermano che che la videocassetta è arrivata alla loro sede in Qatar mercoledì, via posta, inviata da una località in Pakistan. Lo sceicco saudita si è scagliato contro l'America e contro i due Bush, padre e figlio, accusandoli di aver provocato la morte di un milione di bambini iracheni. Bin Laden afferma: "Gli eventi dell'11 settembre sono stati soltanto una reazione alla continua ingiustizia contro i nostri figli in Palestina, in Iraq, in Somalia, nel Sudan meridionale, in Kashmir". E aggiunge: "Hanno scosso il trono dell'America, hanno colpito duramente il cuore dell'economia americana, hanno colpito al cuore la più grande potenza militare della terra". Il governo dell'Afghanistan ha intanto chiesto agli Stati Uniti di fermare i bombardamenti non appena verranno definitivamente distrutti le ultime basi dei Talebani e di Al Qaeda.
Giovedì 27 dicembre 2001
Nuovo video di Osama Bin Laden. Al Jazeera ne ha trasmesso solo uno spezzone ed ha annunciato che manderà in onda la versione integrale giovedì 27 dicembre quando in Italia saranno le 19:05. Il nuovo video dovrebbe durare circa trenta minuti. Osama è seduto davanti ad una tenda marrone. Come sempre indossa una divisa mimetica ed ha il kalashnikov al fianco. Sembra stanco e smagrito. Non si sa quando il filmato sia stato registrato, ma alcuni indizi fanno pensare alla metà di dicembre. In un passaggio Bin Laden afferma: "Alcuni giorni orsono gli americani hanno cominciato a bombardare la base di Al Qaeda a Khost e una bomba è finita su una moschea mentre alcuni anziani stavano pregando". Il Comando centrale delle forze armate americane aveva riferito di una moschea danneggiata durante un bombardamento su Khost il 16 novembre. Il capo di Al Qaeda ha definito "benedetti" gli attacchi contro gli Stati Uniti ed ha accusato l'Occidente di odiare l'Islam: "Tre mesi dopo il nostro attacco benedetto contro il principale infedele l'Occidente, specialmente contro l'America, e due mesi dopo gli attacchi dell'infedele contro l'Islam vorremmo parlare di alcune implicazioni di quegli incidenti. Questi eventi hanno rivelato molte questioni importanti ai musulmani. E' molto chiaro che l'Occidente in generale e l'America in particolare hanno un odio inesprimibile per l'Islam".
Mercoledì 26 dicembre 2001
Si accavallano le ipotesi su Osama Bin Laden. Secondo alcuni sarebbe morto di infarto a Tora Bora. Per altri è al confine con l'Iran. Gli Usa proseguono la caccia.
Martedì 25 dicembre 2001
Primo Natale a Kabul dopo la caduta dei Talebani. Compare qualche albero per i pochi cristiani presenti nella capitale. I seguaci del mullah Omar avevano proibito qualsiasi festa non musulmana.
Lunedì 24 dicembre 2001
Catturato il vice capo dei servizi segreti dei Talebani, Abdul Haq Wasiq. La notizia è riportata dall'agenzia afghana islamica, l'Afghan islamic press. L'agenzia, che ha sede in Pakistan e viene considerata vicina al dissolto regime dei Talebani, precisa che i commando americani hanno catturato Wasiq a Maqur, nell'area della provincia di Ghanzi. Gli Stati Uniti nella guerra in Afghanistan utilizzeranno una nuova bomba: la termobarica. L'ordigno è concepito per creare una potente esplosione all'interno di un insieme di caverne, senza ostruirne l'entrata con le macerie. Le esplosioni che sono in grado di scatenare producono onde d'urto che possono essere dirette e amplificate in spazi ridotti, come edifici, tunnel o caverne. Quest'arma potrebbe fare la differenza nella guerra contro i Talebani e al Qaeda: il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld ha fatto sapere questa settimana che Osama Bin Laden potrebbe essere sepolto sotto le macerie di un tunnel bombardato.
Domenica 23 dicembre 2001
Giornata storica oggi a Kabul. Si è svolto il primo consiglio dei ministri del nuovo governo afghano. Sotto la presidenza di Hamid Karzai. Secondo un portavoce del neo primo ministro il consiglio deve affrontare "tutti i principali temi sul tappeto" per i prossimi sei mesi, al termine dei quali l'attuale governo cederà il posto ad un esecutivo di transizione che condurrà, entro due anni, il paese ad elezioni generali. Tra i temi al centro della riunione la ricostruzione dell'Afghanistan e la convocazione della loya jirga (l'assemblea tradizionale afghana).
Ci potrà essere spazio anche per le donne nell'esercito e nella
polizia del nuovo Afghanistan. L'intenzione costituisce un altro
segnale di apertura verso le donne dopo gli anni delle repressioni
e dei divieti ed è stata resa nota dallo scienziato afghano Abdullah
Kandahari, consigliere del nuovo premier, appena nominato
dal governo ad interim direttore del Centro di ricerche astronomiche
di Kabul. Un aereo dell'American Airlines (una delle due compagnie
coinvolte negli attentati dell'11 settembre) partito da Parigi
e diretto a Miami è stato protagonista di un mancato attentato
da parte di un Kamikaze.
Il volo 63, un Boeing 767), era decollato dall'aeroporto Charles
De Gaulle di Parigi: 185 passeggeri, 12 tra piloti, hostess e
steward a bordo. Dopo circa 5 ore di volo, una hostess ha sentito
uno strano odore di zolfo. Proveniva dalla fila 29. Un passeggero,
probabilmente di origine araba, stava tentando di dare fuoco alle
scarpe piene di esplosivo. La hostess, seguita poi da altri assistenti
di volo ed anche passeggeri, si è lanciato sull'individuo riuscendo
prima a fermarlo, nel suo intento omicida, poi a sedarlo con l'aiuto
di alcuni medici tra i passeggeri di bordo.
Sabato 22 dicembre 2001
E' il giorno del giuramento di Hamid Karzai. La cerimonia si svolge in una sala del ministero degli Interni a Kabul. Erano 2000 i leader tribali presenti. L'inviato dell'Onu Lakhdar Brahimi ha sottolineato che oggi "è un giorno speciale" per l'Afghanistan e l'Onu, in cui dopo anni di guerra il potere viene trasferito pacificamente con un accordo "accolto con calore" dal popolo afghano e dalla comunità internazionale.
Intanto il presidente del Pakistan Pevez Musharraf parlando alla televisione cinese afferma che è molto improbabile che Osama bin Laden sia fuggito nel suo paese e che anzi potrebbe essere morto. "Non è in Pakistan, di questo siamo abbastanza sicuri, anche se non possiamo esserlo al cento per cento, noi abbiamo comunque chiuso le frontiere. Forse è morto con tutte le operazioni effettuate (nella zona di Tora Bora) e i bombardamenti delle caverne - ha proseguito - vi è una buona probabilità che abbia perso la vita".
Venerdì 21 dicembre 2001
Sarebbero settemila i prigionieri Talebani e di Al Qaeda attualmente detenuti in Afghanistan dalle forze della coalizione antiterrorismo e delle milizie locali. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha autorizzato l'invio in Afghanistan della forza internazionale che dovrà vigilare sulla sicurezza a Kabul e dintorni. La missione di pace durerà sei mesi. Intanto in Somalia sono stati arrestati otto stranieri sospettati di appartenere alla rete terroristica di Osama Bin Laden.
Giovedì 20 dicembre 2001
Afghanistan: nessuna traccia di Osama Bin Laden. Secondo gli Usa potrebbe essersi tagliato la barba o essersi sottoposto ad una plastica facciale. Centinaia di militari pakistani stanno continuando la caccia ai sospetti combattenti di Al Qaeda evasi ieri dopo aver ucciso le loro guardie, sulle montagne di Mondan in Pakistan. 48 seguaci di Bin Laden sono scappati mentre venivano trasferiti con un autobus in una prigione locale. Secondo il ministro italiano Antonio Martino saranno circa seicento i militari italiani impegnati nella missione Onu in Afghanistan.
Mercoledì 19 dicembre 2001
Accordo raggiunto sul contingente di pace internazionale da inviare in Afghanistan. Il ministro della Difersa afghano Qassim Fahim ha precisato che i soldati saranno 3000 e non 5000 come concordato in un primo momento. La forza internazionale di pace sarà dispiegata a Kabul nel periodo del governo di transizione, cioè sei mesi a partire da sabato prossimo e non gestirà direttamente le questioni di sicurezza. Il ministro della difesa dell'Alleanza del Nord ha aggiunto che la forza sarà incaricata delle operazioni di ricostruzione. Cinque paesi Ue parteciperanno alla prima fase: Gran Bretagna, Spagna, Italia, Olanda e Germania. I primi militari italiani della forza Onu potrebbero arrivare in Afghanistan "dopo Natale''. Lo ha detto il ministro della Difesa italiano Antonio Martino. Un portavoce del governatore di Jalalabad ha dichiarato all'agenzia afghana (Aip) di essere ora sicuro che Osama Bin Laden non è più in territorio afghano. Intanto Talebani in rotta hanno attaccato la scorsa notte combattenti tribali vicino alla loro ex roccaforte di Kandahar. Le truppe speciali Usa penetrate nelle grotte di Tora Bora hanno trovato diversi nastri, ora analizzati dalla Cia. Tra i prigionieri degli americani a Kandahar ci sarebbero alcuni "pezzi grossi" di Al Qaeda.
Martedì 18 dicembre 2001
I vertici politici afghani hanno accettato in linea di principio che in Afghanistan sia dispiegata una forza di pace internazionale di cinquemila uomini. Lo ha affermato un responsabile del ministero della Difesa di Kabul. Il nuovo responsabile dei servizi segreti per Kandahar Haji Gullalai, ha annunciato che è prtita la caccia al mullah Omar, il leader supremo dei Talebani. Se verrà preso, ha detto Gullalai, "sarà impiccato". Intanto il premier provvisorio afghano (entrerà in carica sabato prossimo) Hamid Karzai è arrivato a Roma per incontrare l'ex re in esilio Mohammed Zahir Shah. La visita di Karzai è un chiaro tentativo di coinvolgere l'ex monarca nel futuro politico dell'Afghanistan.
Lunedì 17 dicembre 2001
Ancora bombe su Tora Bora. Attacchi ininterrotti durante la notte e al mattino. Per i mujaheddin le truppe di Al Qaeda sono allo sbando. Molti sono i feriti e molti si sono arresi. "La guerra è finita" dicono. Per gli Usa invece la guerra è tutt'altro che conclusa.
Domenica 16 dicembre 2001
Osama Bin Laden non è dove si pensava. Nonostante gli Americani abbiano rastrellato la zona montuosa dell'Afghanistan orientale nei pressi di Tora Bora, dello sceicco non c'è traccia. Lo ha dichiarato oggi uno dei comandanti locali anti taleban, Mohamed Zaman. Smantellato invece il grosso delle truppe di Al Qaeda. Sulle zone di guerra è arrivato il Segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld.
Sabato 15 dicembre 2001
Proseguono gli attacchi nella zona di Tora Bora. Sulla sorte di Osama Bin Laden ancora nulla. Tuttavia unità speciali americane avrebbero intercettato su una radio a corto raggio la voce dello sceicco che impartisce ordini alle sue truppe. Lo riferisce il Washington Times. Da un confronto con altre registrazioni sembra certo che la voce sia proprio quella di Bin Laden, così come sarebbe certo che si trovi ancora nelle vicinanze di Tora Bora. Dal fronte italiano invece arriva la notizia che la forza di pace che sarà in Afghanistan nei prossimi giorni, almeno per i primi tre mesi sarà costituita esclusivamente da unità dei Paesi europei. Lo riferisce il ministro della Difesa Antonio Martino.
Venerdì 14 dicembre 2001
Il Pentagono ha diffuso il video con Osama Bin Laden che commenta gli attentati dell'11 settembre. "Tutto ciò che i fratelli che hanno condotto la missione sapevano - dice Osama, a tratti ridendo - era che avevano un'operazione di martirio e noi abbiamo chiesto ad ognuno di loro di andare in America, ma non sapevano niente dell' operazione. Ma erano addestrati e abbiamo rivelato loro l'operazione subito prima che salissero sull'aereo. Quelli addestrati a volare non conoscevano gli altri, un gruppo non conosceva l'altro gruppo". Bin Laden dice anche che Mohamed Atta era al comando del gruppo. Intanto in Afghanistan è scaduto senza esito anche il secondo ultimatum per la resa ai combattenti di Al Qaeda. Gli Usa hanno intensificato i raid aerei sull'area di Tora Bora. Secondo la Cnn i mujaheddin avrebbero cirocndato Osama Bin Laden. Ma l'agenzia Afghan Islamic Press sostine che lo sceicco ha già abbandonato la regione da diversi giorni.
Giovedì 13 dicembre 2001
Gli Usa si preparano all'attacco di terra nei pressi di Tora Bora. Dopo i massicci bombardamenti seguiti alla scadenza dell'ultimatum dato agli uomini di Al Qaeda è imminente dunque una nuova fase dell'azione militare. Sulle possibilità di riuscita dell'impresa e soprattutto di cattura di Osama Bin Laden ci sono grossi interrogativi. Lo sceicco potrebbe essere fuggito e trovarsi probabilmente in Pakistan. Nessuna novità invece per il video. Era stato annunciato per ieri, ma Al Jazeera non lo ha trasmesso. Intanto gli Stati Uniti starebbero stringendo i tempi per la successiva azione in Somalia.
Mercoledì 12 dicembre 2001
Le milizie di Al Qaeda, assediate nei pressi di Tora Bora, pongono le condizioni per la resa. Intanto continuano i bombardamenti dei B 52 che stanno colpendo soprattutto il canyon di Spin Ghar dove si presume sia nascosta la maggioranza dei terroristi. Mentre continua l'offensiva sull'Afghanistan, si apre il fronte Somalia. Gli Stati Uniti avrebbero chiesto al vicino Kenya basi operative militari e supporto logistico. Lo riferisce il quotidiano keniano Nation.
Martedì 11 dicembre 2001
A tre mesi dall'11 settembre continua la guerra al terrorismo lanciata dagli Usa. In Afghanistan i mujaheddin hanno accerchiato le grotte vicino a Tora Bora dove &sarebbe nascosto Osama Bin Laden con almeno mille fedelissimi. L'amministrazione statunitense si dice certa della cattura dello sceicco terrorista. Da due giorni i B-52 martellano senza sosta le Montagne Bianche, sganciando anche la Daisy cutter, la superbomba capace di spianare con la sua onda d'urto un'area di 500 metri quadri. Intanto i marines avanzano su Kandahar per bloccare la fuga dei Talebani. Il presidente Bush ha dichiarato che verrà trasmesso mercoledì (domani) in tv il video trovato a Jalalabad che conterrebbe le prove della colpevolezza dello sceicco in merito agli attentati di New York e Washington. Intanto esperti militari americani sono volati in Somalia. Sembra ormai certa un'azione militare anche nel Corno d'Africa. Le navi italiane al largo nel mare Arabico sarebbero già in allerta.
Lunedì 10 dicembre 2001
Afghanistan: trenta carri armati statunitensi hanno puntato su Kandahar. I tanks Usa sono appoggiati da elicotteri. B-52 e caccia americani colpiscono senza sosta l' area delle Montagne Bianche di Tora Bora, dove ha trovato rifugio Osama Bin Laden con un centinaio di fedelissimi. Le forze dei Talebani hanno consegnato la provincia sudorientale afghana di Zabol a capi tribali. E' il crollo finale del regime degli "studenti coranici". L'intelligence americana ha trovato a Kabul quello che è ritenuto il laboratorio segreto di Ayman Al-Zawahiri, medico egiziano e numero due di Al Qaeda che potrebbe essere morto sotto i bombardamenti americani. Secondo il settimanale Newsweek, sono state rilevate tracce di antrace.Da alcuni interrogatori emergerebero legami tra Al Qaeda e scienziati russi impegnati in passato in ricerche sull'antrace.
Domenica 9 dicembre 2001
Gli Usa avrebbero la prova definitiva della responsabilità di Osama Bin Laden negli attentati dell'11 settembre. A Jalalabad (Afghanistan orientale) è stata ritrovata una videocassetta amatoriale in cui lo sceicco commenta gli attentati, dicendosi "sorpreso che le torri siano cadute completamente". Dick Cheney, il vice di Bush: "E' chiaro che Bin Laden dimostra una conoscenza significativa di ciò che è accaduto e non vi sono dubbi sulla sua responsabilità negli attacchi dell'11 settembre". Nel video Osama è a tavola e invita i compagni a brindare e afferma che sta per succedere dell'altro. Lo sceicco è divertito del fatto che alcuni dei 19 kamikaze pensassero di partecipare soltanto a un dirottamento. Gli Usa devono ancora decidere se rendere pubblico il video. Il timore è che contenga messaggi in codice per dare il via a nuovi attentati.
Sabato 8 dicembre 2001
Regna la più totale confusione sia sulla reale situazione a Kandahar sia sulla sorte del mullah Omar. Sono quattro le fazioni che si contendono il dominio della città persa dai Talebani. Hamid Karzai , il neoeletto capo del governo di transizione afghano, resta il più forte, grazie anche all'indiscusso sostegno internazionale, anche se altri gruppi tribali, che non hanno digerito del tutto l'accordo di resa raggiunto, lo attaccano. Ultima la voce che proprio lui avrebbe dato rifugio al Mullah Omar: pure fantasie che non contribuiscono però a distendere gli animi.
Il Time inglese ed anche la Bbc intanto affermano che il Mullah Omar sarebbe stato preso dal Mullah Naqib Ullah, l'ex muhajeddin al quale la milizia islamica ha consegnato ieri la città. Smentisce Karzai: "È ancora fuggitivo" e ribadisce che non ci sarà amnistia per Omar. Ed era stato proprio Khalid Pashtoon, portavoce del comandante Gul Agha Shirzai, rivale di Karzai a dare la notizia a dir poco singolare.
Intanto arrivano notizie di disordini nella città di Spin Boldak, in Afghanistan a pochi chilometri dalla frontiera. Dice una fonte vicina ai Talebani: "È una situazione molto incerta, non si sa cosa potrà succedere nelle prossime ore".
Nella zona di Tora Bora, intanto, nuovi bombardamenti da parte di B-52 americani, mentre continua la caccia a Osama Bin Laden.
Venerdì 7 dicembre 2001
Afghanistan: a Kandahar i Talebani hanno cominciato a consegnare le armi alle forze dell'Alleanza del Nord, dopo aver raggiunto con il premier designato Hamid Karzai un' intesa per un'amnistia dalla quale dovrebbero però sono rimasti esclusi tutti i mercenari stranieri di Al Qaeda. Gli stranieri hanno comunque lasciato Kandahar prime dell'ingresso delle truppe di Karzai. Le forze antitalebane si sono impadronite anche di Tora Bora, ma non hanno trovato traccia di Osama Bin Laden Secondo la rete televisiva americana Abc la Marina Usa è a caccia di 23 navi mercantili che apparterrebbero alla rete di Osama. Gli Stati Uniti hanno avvertito le varie compagnie armatrici, in particolare nel Golfo Persico, che per ispezionare navi sospette intendono utilizzare ogni mezzo disponibile. Osama sarebbe scaèppato via mare passando per il Pakistan. Intanto, a quasi tre mesi dagli attentati dell'11 settembre, il bilancio dei morti delle Torri Gemelle è salito a 3.900.
Giovedì 6 dicembre 2001
Afghanistan: il mullah Omar avrebbe ceduto la guida del movimento dei Talebani al mullah Mohammadi Baba ordinandogli di organizzare la resa di Kandahar alle tribu pashtun "che non si sono vednuti agli Usa". Proseguono intanto gli attacchi aerei e terrestri sulla zona montagnosa di Tora bora dove si trovano centinaia di combattenti stranieri fedeli a Osama bin Laden. Il futuro capo del governo provvisorio Hamid Karzai è rimasto ferito ieri dai bombardamenti Usa su Kandahar. Il generale uzbeko Rashid Dostum ha detto che boicotterà il nuovo governo afghano. Secondo Dostum, la sua fazione Uzbek Junbish-i-Milli, non è sufficientemente rappresentata. "Non andremo a Kabul finchè un governo adeguato non sarà in carica". Dostum aveva chiesto per la sua fazione (la più forte dal punto di vista militare) il ministero degli Esteri (andato ad Abdullah Abdullah) e si è visto invece assegnare il ministero dell'agricoltura.
Mercoledì 5 dicembre 2001
Dopo nove giorni di trattative la conferenza delle etnie afghane a Bonn ha prodotto un accordo. Il governo transitorio dell'Afghanistan sarà guidato dal leader pashtun Hamid Karzai. La data per l'entrata in carica della nuova amministrazione è il 22 dicembre. Il governo durerà in carica sei mesi fino alla convocazione della Loya Jirga, l'assemblea tradizionale dei capi etnia e tribù. Sarà questa a nominare poi un governo transitorio di due anni che si occuperà di redigere una nuova costituzione e di preparare elezioni generali. Ancora poca chiarezza sui nomi dell'esecutivo. Il ministro degli Esteri sarà sicuramente Abdallah Abdlallah. Mohammad Fahim sarà ministro della Difesa e Yunis Qanuni guiderà il dicastero dell'Interno. Tutti e tre hanno già ricoperto gli stessi incarichi all'interno dell'Alleanza del Nord. L'intesa prevede che il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dia mandato a una forza internazionale di garantire la sicurezza nella capitale Kabul.Continua la battaglia a Kandahar, l'ultima roccaforte dei Talebani. Il mullah Omar avrebbe chiesto l'amnistia in cambio della resa. L'Fbi punta sullo Yemen nelle indagini sugli attentati dell'11 settembre.
Martedì 4 dicembre 2001
Afghanistan: bombardamenti senza sosta da parte dell'aviazione Usa su Jalalabad e sulle Montagne Bianche nella zona di Tora Bora, piene di caverne e bunker dove sarebbe nascosto con un centinaio di fedelissimi Osama Bin Laden. Nel Sud prosegue l'assedio al mullah Omar a Kandahar, ultima roccaforte dei Talebani. A cento chilometri da Kandahar sono pronti a intervenire 1.200 marines. Nell'assedio sono impegnate truppe anti Talebane dell'Alleanza del Nord e delle tribu' pashtun.
A Bonn è stato intanto raggiunto un accordo sul futuro del Paese. Le delegazioni afghane si sono l’intesa sul governo di transizione. L'intesa tra le quattro delegazioni afghane prevede l'installazione di un’amministrazione provvisoria, una specie di governo composto da 29 membri per una durata di sei mesi, oltre al dispiegamento di una forza multinazionale a Kabul e nei dintorni.
Lunedì
3 dicembre 2001
Il vertice di Bonn sull' Afghanistan
sembra arrivato alla conclusione. Le quattro delegazioni hanno
raggiunto un'intesa sulla transizione politica nel Paese. Nella
sesta giornata di negoziati i delegati hanno discusso per oltre
sei ore della bozza d'accordo presentata dall' Onu
avanzando "suggerimenti e osservazioni". La bozza prevede una
transizione di sei mesi con la creazione di 3 organismi base per
guidare il paese: un'amministrazione provvisoria (governo) di
20-30 persone, una Corte suprema per amministrare la giustizia,
e una commissione di 21 membri col compito di convocare la Loya
Jirga. Quest'ultima dovrà formare un governo transitorio
di due anni al termine dei quali verrebbe definita una nuova costituzione
con un esecutivo largamente rappresentativo. Nodo da risolvere
resta quello dei nomi di chi entrera' nella nuova struttura di
potere. In nottata,il ministro degli esteri dell'Alleanza
del Nord, Abdullah Abdullah, ha fatto sapere da
Kabul che l'Alleanza ha accettato che il premier provvisorio venga
dalle file dei monarchici dell'ex re Zahir
Shah. In Afghanistan continua l'assedio a Kandahar, ultima
roccaforte dei Talebani, verso cui si preparano a muovere anche
diversi reparti di marines insediati nel sud. Sulle montagne e
le grotte di Tora Bora, nella zona di Jalalabad piovono senza
sosta le bombe degli americani, decisi a stanare Osama
Bin Laden. Il ministro della difesa Usa Rumsfeld
ha dichirato che la fine della guerra "è ancora lontana".
La stampa britannica ha rivelato l'esistenza di un piano americano
per colpire Iraq
e Somalia.
Domenica 2 dicembre 2001
Continuano, secondo l'agenzia Aip vicina ai talebani, che
non precisa però né quando siano stati condotti,
né se vi siano state vittime civili, violenti bombardamenti
Usa nella zona di Tora Bora, nella provincia afghana di
Nangahar, là dove molte fonti vorrebbero nascosto
Osama
Bin Laden.
E' proprio l'area di Tora Bora che dispone di una fitta
rete di bunker sotterranei che potrebbe ospitare Osama e i suoi
fedelissimi di Al
Qaeda. Altre fonti vorrebbero invece i terroristi nascosto
nei pressi di Kandahar, l'ultima roccaforte dei talebani,
sotto assedio ormai da settimane.
Un ex agente del Kgb intervistato dal britannico Sunday
Times, afferma che Bin Laden non si arrenderà facilmente:
ora la lotta si svolge sul "suo" territorio e non esiterà
ad utilizzare anche armi chimiche e batteriologiche. "Riteniamo
che Bin Laden abbia usato armi batteriologiche contro di noi -
ha dichiarato Shestov, questo il nome dell'agente russo -. Mentre
ci avicinavamo alla regione molti uomini si ammalarono di epatite.
Adesso, Osama Bin Laden, potrebbe colpire con conseguenze veramente
mortali".
Sabato 1 dicembre 2001
Il capo della Cia, George Tenet, si trova in Pakistan
per consultare il suo omologo pachistano circa le operazioni antitalebani
e Osama
Bin Laden. In mattinata il portavoce dell'ex governatore
di Kandahar, Gul Agha Shirzai, dice che la situazione dei
combattimenti per la conquista della città è sostanzialmente
di stallo. In serata le Milizie anti-Talebani affermano di avere
assunto il controllo di una parte dell'aeroporto di Kandahar.
L'ex ambasciatore dei talebani in Pakistan, Abdul Salam Zaif,
citato dall'agenzia Aip, afferma che i talebani hanno abbattuto
un aereo Usa vicino all'aeroporto di Kandahar. Fonti militari
americane smentiscono immediatamente l'abbattimento dell'aereo.
L'agenzia Aip, vicina ai talebani, afferma che almeno 30 civili
sono rimasti uccisi dai bombardamenti Usa sulla strada da Kandahar
a Spin Boldak, presso la frontiera con il Pakistan.
Dopo aver continuato ad incontrarsi durante tutta la notte, nel
pomeriggio, le quattro delegazioni alla Conferenza di Bonn, tornano
a riunirsi in plenaria dopo il via libera del leader dell'Alleanza
del Nord Rabbani sui nomi delle future cariche istituzionali.
In serata il portavoce dell'Onu alla conferenza di Bonn rinvia
a tempo indeterminato una conferenza stampa annunciata per le
20:00 sulle conclusioni delle trattative. Per le 20 viene convocata
invece una nuova riunione plenaria. Il ministro degli esteri
dell'Alleanza
del Nord, Abdullah Abdullah, afferma di non ritenere
che Osama bin Laden si nasconda in un bunker sotterraneo
a Tora Bora. Abdullah dichiara anche che il futuro governo
ad interim in Afghanistan
"non sarà necessariamente" guidato dall'Alleanza del nord.
Il giornalista canadese Ken Hechtman, del quale si erano
perse le tracce nel sud dell'Afghanistan, viene consegnato da
miliziani dei Talebani alle guardie di frontiera di Chaman nel
Pakistan. Il ministro della Difesa italiano Antonio
Martino afferma che le quattro navi italiane mobilitate
per la guerra al terrorismo arriveranno il 4 dicembre nella zona
delle operazioni, davanti alle coste del Bahrain. La portaerei
nucleare francese Charles de Gaulle salpa da Tolone diretta
nell'Oceano Indiano. Intanto vengono riaperte le iscrizioni delle
donne all'università di Kabul.
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Grandinotizie.it/23 gennaio 2002
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