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Israele e Palestina
sono d'accordo. Incredulità e condanna dell'atto terroristico
contro gli Stati Uniti.
Palestina
Il presidente palestinese Yasser Arafat ha biasimato l'attacco
aereo al World Trade Center a New York e al Pentagono,
a Washington. Interpellato dai giornalisti, dopo due minuti di
drammatico silenzio, ha detto: "Invio le condoglianze del popolo
palestinese al Presidente americano George Bush e al suo governo
e al popolo americano per questo terribile atto". Ha aggiunto
"condanno questa grave operazione, siamo sotto choc, è incredibile,
incredibile, incredibile".
Israele
Il ministro degli esteri israeliano Shimon Peres ha osservato:
"I nostri eserciti classici sono obsoleti di fronte ad eserciti
"inesistenti", di fronte a nemici senza volto e senza identità,
che sorvolano con facilità i confini. Questi paesi - ha aggiunto
Peres - devono essere messi subito di fronte alla scelta: smantellare
le infrastrutture terroristiche, oppure essere esposti a ritorsioni".
Intanto gli israeliani stanno evacuando le ambasciate sparse nel
mondo.
Barak ha lanciato un appello affinché tutti i paesi del
mondo si uniscano contro il terrorismo. In particolare contro
l'Irak e Iran. Barak ha tenuto a precisare che un attacco del
genere richiede un enorme dispendio di denaro e molti anni per
essere preparato.
A questi si sono uniti gli altri capi di stato della "mezza luna".
I commenti dei leader mediorientali.
Il presidente iraniano Mohammad Khatami condanna fermamente
gli attentati e dichiara: "In nome della nazione e del governo
iraniani condanno questa azione terroristica contro le città americane
che ha fatto molte vittime". Prosegue: "Condanniamo il terrorismo
e auspico che la comunità internazionale si unisca per eliminare
questo fenomeno dalla faccia del mondo. Faremo di tutto - ha concluso
Khatami - per aiutare ad estirpare le radici di questo fenomeno".
Il presidente egiziano Hosni Mubarak riferendosi al terrorismo
ha dichiarato: "Noi lo condanniamo in qualsiasi circostanza".
Più crudo il commento del responsabile della Jihad: "Attentati
come questi sono una diretta conseguenza della politica americana
in medioriente".
E mentre il mondo occidentale parla di "apocalisse", a Nablus
3000 profughi inneggiano ai "nuovi eroi perché l'America è la
testa del serpente". E decine di palestinesi scendono in strada
a Ramallah in Cisgiordania e a Gerusalemme est - occupata
da Israele nel 1967 - per inneggiare agli attacchi terroristici
negli Stati Uniti.
Valentina Venturi/ Grandinotizie.it/ 12 settembre
2001
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