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Si parte. E l'impressione è quella di trovarsi di fronte a un mostro tanto più grande di noi. La naturale analogia è quella con i dinosauri. Ma se non fosse stato per Jurassic Park di Chrichton e Spielberg che ha solleticato strane fantasie nel rivederli vivi e in azione, avremmo potuto ben dire che estinti ci facevano poca paura.
Il "mostro" Euro invece è vivo. E non sappiamo come prenderlo. Da quale parte sguiscerà e con quale mossa imprevedibile ci sbatterà a terra? Si è cercato di preventivare tutto. Si sono studiate tattiche per non rimanere chiusi in un angolo e vinti. Nel corpo a corpo abbiamo la certezza che laddove si arrotondasse in basso sarebbe un bene, ma - non fosse mai - cercasse di andare in alto il rimedio sarebbe la difesa. Meglio, l'immobilità.
Su questo punto tuttavia non è d'accordo il ministro per le Attività produttive Antonio Marzano che ha smosso mari e monti per evitare che i commercianti alzassero il tiro con la scusa della nuova moneta. La paralisi dei consumi non sarebbe un buon viatico per iniziare il 2002, disse illo tempore.
Allora, mentre noi studiamo piccoli accorgimenti per salvaguardare le nostre tasche - a ognuno interessa il proprio orto, è giusto -, l'economia nazionale che fortemente ha voluto l'abbraccio di tutta Europa ha esigenze forse diverse.
Serve dunque un po' di chiarezza. La svolta epocale non è tanto l'Euro in sé, quanto il passo verso la "globalizzazione monetaria". E questo è argomento non tanto immediato per piccoli risparmiatori, contribuenti, in una parola, cittadini.
A noi interessa un tariffario e qualche certezza.
Sappiamo che se, una volta usciti da una festa di Capodanno, volessimo salutare con un caffé gli amici che hanno condiviso con noi l'ebbrezza della notte più lunga, pagheremmo non con banconote ma con monetine. A seconda delle città, tra 62 e 77 centesimi. Come si può intuire, il mastodonte in fondo, se preso poco alla volta, è addomesticabile.
Se invece il 2 gennaio volessimo sapere qual è stato il Capodanno più stravagante del mondo e se - ahinoi - la polvere pirica di Osama ha fatto più danni dello storico Pallone di Maradona, un quotidiano inciderebbe solo pochi spiccioli (anche qui, 77 centesimi) sui nostri portamonete.
Attenzione: la novità potrebbe essere quella di una piccola spesa in più da fare. Accanto al tradizionale portafogli "a due piazze" per le banconote, dovremmo lasciare un po' di spazio proprio per un portamonete. Poco male: i giovani si adatteranno presto, gli anziani torneranno all'antico.
Ma il mostro ha mille risorse: una pericolosissima si chiama busta paga. Qui c'è poco da fare. Più basse, come le pensioni. Ma il potere d'acquisto non cambia, assicurano un po' tutti. Un brivido, un sudore freddo percorre la dorsale appenninica però...
Tuttavia in questa lotta che sembrava impari non siamo soli. L'"amica banca" ad esempio non ci farà patire le pene dell'inferno per capire i nostri conti. Tutto già fatto. Dal 2 gennaio già pronte le conversioni. E così per affitti, contratti, francobolli ecc.
In sostanza nell'immediato non cambierà praticamente nulla. In alcuni casi la spesa scende (gas, multe ecc.), in altri sale (al momento non è dato sapere).
Unica difficoltà concreta: ragionare in Euro. E' la storia dello straniero che all'inizio pensa nella sua lingua d'origine e poi traduce nella lingua adottiva. Ad un certo punto il pensiero e la parola parleranno lo stesso linguaggio, è matematico. Si tratta di aspettare, è solo questione di tempo. La vecchia lira tuttavia non ci lascerà in mezzo ad una strada. Per due mesi ci terrà ancora per mano e ci darà modo e tempo di accarezzare il nuovo cucciolo.
Il terribile "dinoseuro" potrebbe diventare, a poco a poco e con un minimo di accortezza, la più fedele e docile delle monete domestiche.
Del resto, se un nemico non lo puoi combattere fattelo amico...
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