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Crescita stabile
e continua degli Stati membri, perseguimento di politiche comuni
nei settori chiave dell'economia, realizzazione di un mercato
unico europeo: sono questi gli obiettivi fondamentali dell' "Europa
a sei" (Belgio, Francia, Repubblica Federale di Germania, Italia,
Lussemburgo e Paesi Bassi) nata dal Trattato di Roma (1957).
Sebbene sia unanimamente riconosciuto che il perseguimento di
questa strada debba necessariamente passare attraverso la realizzazione
di una politica monetaria comune (la stabilità dei cambi
e dei prezzi interni sono condizioni essenziali per garantire
un'evoluzione stabile degli aggregati monetari di tutti gli Stati
in linea con gli obiettivi di crescita perseguiti dalla Comunità),
il Trattato di Roma lascia gli Stati fondatori della Comunità
economica europea privi di una direttiva di fondo.
Lo scarso rilievo assunto dalla "questione monetaria" nel Trattato
si spiega con la situazione di stabilità che gli accordi di Bretton
Woods del 1944 (parità fissa rispetto al dollaro) assicurano al
sistema monetario internazionale. Intorno alla fine degli anni
'60 il clima muta radicalmente. I persistenti deficit della bilancia
dei pagamenti statunitense, il conseguente indebolimento del dollaro,
strumento di pagamento e di riserva internazionale, incrinano
il sistema di cambi fissi instaurato a Bretton Woods. A creare
maggiore instabilità poi contribuiscono gli attacchi speculativi
su alcune monete europee: la sterlina è il primo bersaglio, il
franco e il marco quelli successivi.
L'accordo Smithsoniano (1971) prima e il Serpente monetario
(1972) dopo rappresentano i tentativi compiuti dalla Cee per
contenere i margini di oscillazione delle valute europee fra loro
e le rispettive fluttuazioni rispetto al dollaro. Entrambi i sistemi
monetari si rivelano inadeguati a garantire la stabilità del sistema
monetario.
Nell'aprile del 1978 prende corpo l'iniziativa franco-francese
(promossa dal cancelliere Helmut Schimidt e dal presidente
Giscard d'Estaing) per la creazione di un sistema di cambi
europeo. Nel 1979 entra in vigore lo Sme (Sistema monetario
europeo) e l'ecu (european currency unit) diventa la moneta unica
ufficiale della Comunità economica europea. Il suo valore rappresenta
il tasso di cambio di riferimento per le valute di tutti i Paesi
aderenti allo Sme.
L'ecu si definisce come un numerario basato su un "paniere
di monete" composto da quantità fisse delle monete dei vari
Stati membri. La sua composizione è tuttavia soggetta a un riesame
periodico ("ogni cinque anni o su richiesta se il peso di una
particolare valuta ha subìto variazioni del 25 per cento"). La
banda di oscillazione massima per ogni moneta è del 2,25 per cento
sopra o sotto il valore dell'ecu. Queste revisioni devono essere
accettate da tutti gli Stati membri e non modificare il valore
esterno del numerario.
Nel 1985 il Consiglio Europeo rilancia l'integrazione europea
attraverso la redazione di un Atto Unico. L'obiettivo è quello
di arrivare entro il 1992 alla libera circolazione di persone,
merci, servizi e capitali all'interno del Mercato Unico Europeo.
Nel 1989 il rapporto Delors propone la realizzazione dell'Unione
Economica e Monetaria (Uem), con la completa liberalizzazione
dei movimenti di capitali e la creazione della Moneta Unica.
Il 7 febbraio 1992 viene firmato il Trattato di Maastricht,
che trasforma la Comunità europea in Unione europea e istituisce
l'Unione economica e monetaria, introducendo l'euro, la moneta
unica europea. Il 2 maggio del 1998 vi aderiscono Belgio, Finlandia,
Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi,
Portogallo, Spagna. Nel giugno 2000 anche la Grecia è ammessa
all'Uem. Restano fuori la Svezia, il Regno Unito e la Danimarca
che ha recentemente deciso, con referendum, di non fare parte
dell'Uem.
Il 31 dicembre dello stesso anno viene fissato un tasso di conversione
fisso ed irrevocabile tra le valute dei Paesi aderenti all'Unione
economica e monetaria. Il tasso di cambio lira euro viene fissato
a 1936,27 lire.
Il 1° gennaio del 1999 prende avvio l'Uem con l'introduzione dell'euro.
Fino al 31 dicembre del 2001 la moneta unica europea viene utilizzata
nelle transazioni bancarie e finanziarie che non richiedono l'impiego
di contanti. Il 1° gennaio 2002 le banconote e le monete in
Euro entrano definitivamente nei portafogli dei cittadini dell'Unione
Europea.
Fino al 28 febbraio l'euro affianca le valute nazionali, ma il
1° marzo banconote e monete dei paesi che hanno adottato la moneta
unica cessano di avere corso legale e tutti i pagamenti dovranno
essere effettuati esclusivamente in euro.
Grandinotizie.it/23 maggio 2001 ore 17:25
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