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La spinta del trattato di Maastricht
L'Europa è fatta
Vengono gettate le basi di una politica comune

Maastricht rappresenta una delle tappe fondamentali per la costruzione degli Stati Uniti d'Europa. Il trattato viene approvato, nei Paesi Bassi, dai 12 capi di governo della Comunità Europea, nel dicembre del 1991 e firmato il 7 febbraio del 1992.

Nell'accordo vengono definite le politiche estere e monetarie comuni, ma soprattutto viene creato l'ecu come base per la futura moneta europea, che poi diventerà l'euro. Inoltre i Dodici stabiliscono i criteri per la creazione di una Banca centrale europea (Bce), che diviene operativa il primo luglio del '98. In generale, il trattato nasce dall'intenzione dei Paesi europei di rendere più omogenea l'unione economica e monetaria e di rafforzare le politiche comuni riguardanti la difesa, la cittadinanza e la protezione dell'ambiente.

Maastricht rappresenta, inoltre, un po' il proseguimento del precedente trattato di Roma (1957), di cui però ne modifica l'organizzazione dando spazio ad altri Stati. Alcuni Paesi come Danimarca e Regno si dimostrarono riluttanti a dover rinunciare al controllo nazionale sulle proprie politiche monetarie. Di conseguenza, la realizzazione di alcuni progetti ambiziosi contenuti nel trattato viene momentaneamente sospesa e Danimarca e Regno Unito decidono di astenersi da alcuni aspetti del processo di unificazione.

In realtà la proposta di adottare un'unica moneta europea era già stata formalizzata al vertice di Hannover del giugno 1988. Durante quell'incontro i capi di stato e di governo europei diedero mandato all'allora presidente della Commissione europea Jacques Delors di redigere un progetto di Unione economica e monetaria (Uem), poi presentato al Consiglio europeo di Madrid del giugno 1989, data d'inizio dei lavori della Conferenza intergovernativa che preparò il trattato di Maastricht.

Quanto deciso a Maastricht viene integrato nel giugno del 1997 ad Amsterdam, durante il vertice dell'Unione Europea. Al termine del summit i primi ministri dei 15 paesi membri firmano il patto di stabilità monetaria, impegnandosi a raggiungere gli obiettivi posti con il trattato, per realizzare l'integrazione monetaria dell'Europa. E viene confermato il termine del 1° gennaio 1999 come data di avvio dell'euro. Vengono, inoltre, fissati i parametri economici obbligatori per tutti i Paesi che intendono aderire all'area dell'euro, questi sono: mantenimento del tasso d'inflazione sotto la soglia del 1,5%; diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine; mantenimento del tasso di cambio nei due anni precedenti l'avvio dell'Uem all'interno dei margini di fluttuazione dello Sme; il debito pubblico non deve superare il 60% del prodotto interno lordo (Pil); il rapporto percentuale tra deficit e Pil non deve eccedere il 3%.

Nel dicembre dello stesso anno i capi di governo della Ue si riuniscono nuovamente a Lussemburgo per ribadire le scadenze dell'unione monetaria, varare il Consiglio dell'euro e discutere sull'allargamento dell'Unione.

Grandinotizie.it/7 febbraio 2002


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