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La politica estera
e di sicurezza dell'Unione europea (Pesc) non si avvale degli
strumenti usati dalle altre politiche comunitarie - agricola,
di tutela dell'ambiente, dei trasporti e della ricerca ecc - né
coinvolge in egual misura le istituzioni che intervengono nel
definire e attuare le stesse politiche. La complessità e la delicatezza
dei problemi relativi alle relazioni internazionali hanno suggerito,
infatti, di limitare i poteri della Commissione europea, del Parlamento
europeo e della Corte di giustizia, riservando maggior peso agli
Stati membri, al loro intervento propositivo e correttivo. Inoltre,
la Pesc non ricorre alle direttive e ai regolamenti, che sono
i principali strumenti giuridici usati dalle politiche comunitarie.
Gli attori della Pesc
Una posizione chiave è riservata al Consiglio europeo -
formato dai capi di Stato o di governo dei Quindici e dal presidente
della Commissione europea - che definisce i principi e gli
orientamenti generali, comprese le questioni che riguardano
la difesa, affidate all'Unione europea occidentale (Ueo - Trattato
di Bruxelles 1995).
In base al Trattato di Amsterdam, (2 ottobre 1997, in vigore dal
primo maggio '99), il Consiglio europeo decide le strategie comuni
nei settori di maggiore interesse degli Stati membri e può adottare
azioni e posizioni comuni a maggioranza qualificata.
Diversa è la composizione e la funzione del Consiglio dell'Unione
europea, formato dai rappresentanti di ciascuno Stato membro,
di solito i ministri degli Affari esteri. Adotta le decisioni
necessarie alla definizione e all'attuazione della Pesc in base
agli orientamenti generali definiti dal Consiglio europeo.
Ad un organo di Presidenza è affidato il ruolo di incentivazione
e di controllo del Consiglio europeo, del Consiglio dell'Unione
europea e degli organi incaricati della preparazione dei lavori.
La Presidenza è riservata, a turno ogni sei mesi, ad uno stato
membro dell'Ue.
Il Trattato di Amsterdam stabilisce che la Presidenza sia affiancata
nelle sue mansioni dall'Alto Rappresentante per la Pesc,
che è anche il Segretario Generale del Consiglio. Attualmente
l'Alto Rappresentante è Javier Solana Madariaga: "Una personalità
di alto profilo politico", secondo gli orientamenti del Consiglio
di Vienna del 1998.
Gli strumenti della Pesc
Dopo il Trattato di Amsterdam, la Pesc può avvalersi di due nuovi
strumenti, le strategie comuni e gli accordi internazionali,
che si aggiungono a quelli già assegnati dal Trattato di Maastricht,
le posizioni comuni, le azioni comuni e le dichiarazioni.
Le strategie comuni, decise dal Consiglio europeo su raccomandazione
del Consiglio dell'Ue, riguardano i settori di maggior interesse
di tutti gli Stati membri e precisano gli obiettivi, la durata
e i mezzi che dovranno essere impiegati dall'Unione europea e
dalle singole nazioni per il raggiungimento dell'obiettivo individuato.
La prima strategia comune, individuata dal Consiglio europeo di
Colonia nel giugno 1999, riguarda la Russia, altre, rivolte Balcani
e all'Ucraina, sono in fase di definizione.
Le posizioni comuni possono essere adottate dal Consiglio
dell'Ue e definiscono una posizione dell'Unione rispetto ad uno
Stato terzo. Per esempio quando, in occasione di una conferenza
internazionale, i Quindici provvedono ad uniformare le loro politiche
nazionali su un'unica linea di accordo. L'Unione ricorre di frequente
a questo strumento per argomenti rilevanti di natura geografica,
o per l'affermazione dei valori della democrazia, come è accaduto
nel 1998 con la posizione comune "sui diritti umani, i principi
democratici, lo Stato di diritto e il buon governo in Africa".
Le azioni comuni vengono adottate quando le situazioni
affrontate richiedono un intervento operativo dell'Ue, ed è necessario
stabilire gli obiettivi, la portata, i mezzi da impiegare, le
condizioni di attuazione e, se necessario, la durata dell'operazione.
Le conclusioni di accordi internazionali: la Presidenza
è autorizzata dal Consiglio ad avviare negoziati in materia di
politica estera e di sicurezza con uno o più Stati o organizzazioni
internazionali. Gli accordi sono, in seguito, conclusi dal Consiglio
dell'Ue che delibera all'unanimità, su raccomandazione della Presidenza.
Le dichiarazioni permettono all'Ue di esprimere rapidamente
la propria opinione in caso di incidenti o emergenze nel mondo,
o quando si richiede un parere rispetto ad un Paese terzo.
I contatti con i Paesi terzi avvengono tramite riunioni
di "dialogo politico" e "iniziative". Numerose sono le riunioni
nelle quali l'Ue - rappresentata dalla Presidenza, dalla Troika
o da tutti gli Stati membri - "dialoga" con i capi di Stato o
i ministri, o gli alti funzionari dei Paesi terzi. Le iniziative
nei confronti degli stessi Paesi terzi hanno invece carattere
riservato, di solito servono ad affrontare, con un singolo Stato,
questioni che riguardano i diritti dell'uomo, la democrazia, le
azioni umanitarie.
Grandinotizie.it/9 maggio 2001 ore 19
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