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Gli accesi dibattiti
che nei Paesi europei contrappongono gli schieramenti politici
sul tema dell'immigrazione, soprattutto quella dei cittadini extracomunitari,
dimostrano la difficoltà dei governi nazionali ad affrontare una
materia così complessa e delicata.
La creazione di uno "spazio di libertà, sicurezza e giustizia"
è un dei tasselli fondamentali per l'edificazione dell'Europa
del futuro. Nel 1999, i Trattati di Amsterdam e di Tampere
hanno confermato questo ambizioso obiettivo e la volontà di perseguirlo,
nonostante i molti ostacoli in campo. Primo fra tutti, la criminalità
importata attraverso l'immigrazione clandestina; ma anche il disordine
pubblico e i disagi provocati dai milioni di disperati che dai
Paesi più poveri, soprattutto dell'Est, si spostano in cerca di
lavoro negli Stati più ricchi. Non ultima, l'ondata xenofoba e
razzista che da alcuni anni sta montando in alcuni Stati membri,
con gravi fenomeni di intolleranza e violenza.
La creazione di un mercato economico europeo, ha comportato l'abbattimento
delle frontiere fra gli Stati per favorire la circolazione di
merci, capitali e servizi e persone. Ma l'eliminazione di
filtri di controllo non deve essere a discapito della sicurezza
e la serenità dei cittadini, che guardano con crescente apprensione
il dilagare dei traffici della droga, della prostituzione, anche
infantile, e del commercio di organi.
La cooperazione tra i partner europei in materia di Giustizia
e affari sociali (Gai) coinvolge i ministeri della Giustizia
e quelli dell'Interno in un'azione coordinata per le questioni
che attengono la libera circolazione delle persone, l'emigrazione,
l'asilo, i permessi, i casi di responsabilità civile e penale
degli immigrati.
Fin ora, la difficoltà di conciliare la cultura politica, giuridica
e dei sistemi amministrativi dei singoli Stati ha ritardato l'attuazione
di un sistema di regole unico e condiviso da tutti.
Tuttavia, sono stati fatti molti passi avanti, a partire dal 1996
quando è stato istituito un gruppo di esperti per mettere a punto
un programma di azione per la prevenzione e la repressione
della criminalità organizzata, attraverso le polizie e le amministrazioni
giudiziarie e doganali dei Quindici.
Tre anni dopo,veniva istituito l'Ufficio europeo di polizia
(Europol) con sede all'Aja nei Paesi Bassi, per la cooperazione
delle polizie nazionali e la raccolta, lo scambio e l' analisi
di informazioni su scala europea.
In assenza di barriere interne, ogni Stato che sorveglia i propri
confini con un territorio extracomunitario, è responsabile anche
nei confronti degli altri partner dell'Unione, che possono essere
raggiunti dagli immigrati attraversando il Paese d'ingresso. Per
questo è indispensabile rafforzare il controllo delle frontiere
esterne. Alcuni capi di governo hanno proposto di presidiare
i confini con le forze multinazionali, e di istituire una intelligence
comune, una sorta di Fbi europeo, per la sorveglianza dei confini
esterni.
Lo scorso aprile 2001 la Commissione europea ha adottato una proposta
di direttiva che stabilisce norme minime per l'accoglienza di
chi richiede asilo. Tutti gli Stati sono tenuti a garantire
un tenore di vita dignitoso ai richiedenti e a fornire sostegno
ai più bisognosi, mentre un sistema reciproco di controlli
garantirà che ognuno assolva a questi compiti.
Sono disposizioni in linea con il Programma di azione comunitaria
di lotta contro la discriminazione, che impegna l'Unione europea,
per il quinquennio 2001-2006, a combattere le discriminazioni
fondate sul sesso, la razza, l'origine etnica, la religione, le
convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.
La cooperazione tra i Quindici per limitare i pericoli legati
alla libera circolazione delle persone dovrà assumere forme di
responsabilità collettiva sempre più consapevoli e impegnative.
Ma certo le istituzioni comunitarie non potranno intervenire con
azioni di prevenzione o repressione senza tenere fede ai principi
di democrazia, tolleranza, libertà e rispetto delle minoranze
che, all'indomani del secondo conflitto mondiale, ispirarono i
padri fondatori dell'Europa unita.
Grandinotizie.it/17 maggio 2001 ore 16.15
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