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Il conto alla rovescia
per l'e-day, ovvero il 1° gennaio 2002 quando comincerà a circolare
l'euro, è già iniziato e non riguarda solo le banche, la grande
distribuzione e i cittadini europei. Ad essere coinvolto è anche
il Nucleo contro le falsificazioni dell'Arma dei Carabinieri,
diretto dal colonnello Carlo Mori, che Grandi Notizie ha
intervistato per capire quali sono le misure di prevenzione per
scoraggiare i falsari.
"Il periodo più pericoloso è quello immediatamente precedente
all'esordio della moneta unica e i due mesi di doppia circolazione
in cui si potrà pagare sia in lire, sia in euro. E', infatti,
molto probabile che in questo arco di tempo i falsari tirino fuori
le scorte di banconote della lira contraffatte, quelle con più
difetti. Ma che nella bagarre generale potrebbero passare inosservate.
Per questo invito tutti, soprattutto gli anziani, a stare attenti".
Ma quali sono i requisiti da controllare: in altri termini
come si distingue una banconota falsa da una vera?
"Bisogna prima di tutto confrontarle, controllare che ci sia la
filigrana, l'inchiostro con il doppio effetto di colore - che
solo il poligrafico dello Stato è in grado di stampare - e il
filo di sicurezza".
Lo stesso discorso vale anche per l'euro?
"Sì, in linea di massima. Anche perché la composizione della carta
con cui vengono fatte le banconote in euro è sostanzialmente la
stessa di quella che si usa per le lire".
E per le monete?
"Finora, secondo la mia esperienza - Mori è alla guida del Nucleo
contro le falsificazioni dal '92 (ndr) - la contraffazione
in Italia ha riguardato, soprattutto, le banconote e non le monete
perché queste hanno poco valore. Con l'euro, però, il discorso
cambia perché un euro ad esempio corrisponde già a duemila lire.
In questo caso si deve fare attenzione al peso delle monete, più
in particolare bisogna verificare il rapporto fra diametro e peso
specifico".
Bankitalia ha predisposto un piano di sicurezza, voi che misure
state adottando?
"Non posso entrare nel merito dei provvedimenti che per ovvi motivi
devono rimanere segreti. Posso solo dire che abbiamo predisposto
una serie d'interventi con l'Europol (l'Ufficio europeo di polizia)
che ha il compito di coordinare i nuclei di sicurezza dei vari
Paesi. Attualmente, poi, è in discussione presso la Commissione
europea un regolamento finalizzato a creare omogeneità di tutela
fra i Quindici. Anche se ovviamente le pene sono diverse da stato
a stato: da noi per esempio per il reato di falsificazione delle
monete (art 453 c.p) si rischia al massimo 12 anni di carcere".
Quali sono le regioni che terrete maggiormente sotto controllo?
"In Italia ci sono ottimi falsari. La maggior parte delle contraffazioni
avvengono al Nord e in Campania. Oggi, occorrono macchinari sofisticati
e tecnologicamente avanzati, ma anche molto costosi. L'80 per
cento delle falsificazioni avviene con il rifacimento in quadricromia,
cioè riproducendo i quattro colori che caratterizzano le banconote;
il 10 per cento vengono riprodotte mediante la tecnica del rifacimento
al tratto; il restante 10 per cento attraverso scanner e fotocopiatrici
a colori".
Qual è stato il sequestro di banconote false maggiore che ha
compiuto?
"Nel '97 sequestrammo a Tarquinia 36 milioni di dollari (circa
70 miliardi di lire) falsi. E' l'operazione più grande mai effettuata
finora".
Elisabetta Tanini/Grandinotizie. it/ 29 maggio
ore 18:10
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