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Uno studio dell'Ue rivela le differenze
Facciamo la spesa
Italia e Spagna i paesi dove i prezzi sono più bassi

La Commissione europea fa i conti per capire quanto costa fare la spesa in uno dei quindici Paesi che aderiscono all'Ue. E arriva la prima sorpresa: l'Europa dal punto di vista dei prezzi è tutt'altro che unita.

Stando, infatti, ad uno studio sullo sviluppo del mercato interno, dopo oltre 40 anni (il Trattato di Roma è stato firmato nel 1958) continuano a sussistere tra i vari Paesi differenze di costi non più accettabili.

Ipotizziamo che una famiglia abbia bisogno di mezza dozzina di uova, formaggio, latte, yogurt, pancetta, carne di maiale, pesce e un po' di frutta: per questo paniere della spesa in Danimarca si spende 31 euro, cioè 64.024 l, in Spagna meno di 35 mila lire, e in Italia 44.534 lire: lo stesso in Germania e in Gran Bretagna.
Le differenze maggiori si hanno sui prodotti alimentari che in qualche caso presentano una forbice di tre a uno. Qualche esempio. Fatto uguale a cento il prezzo di un prodotto, il costo delle patate in Irlanda è a livello 56 (cioè più basso della media), mentre in Danimarca sale a 175. Il latte in Germania è a quota 76, mentre in Svezia balza a 160. Le arance a livello 51 in Spagna, a 141 in Gran Bretagna. Oltre che per le arance, la Spagna risulta fra i prezzi più bassi anche per banane, patate e salmone.

La ricerca della Ue rivela, inoltre, che non sempre il prodotto più caratteristico in un Paese è quello che poi ha il prezzo più basso. Il merluzzo costa meno in Italia che nelle nazioni del Nord Europa. Al contrario, l'Italia fa registrare i prezzi più elevati per i formaggi, nonostante ne abbiamo circa 400 tipi.
Ma perché ancora questa sperequazione fra i prezzi?. I motivi sono molteplici. La differenza tra le infrastrutture, per esempio. E poi le marche (lo studio dimostra che possono incidere più del 40 per cento), la pubblicità, i gusti dei consumatori e le condizioni dei mercati locali. Talvolta le differenze nascono dalle barriere che sussistono ancora alla libera circolazione delle merci e dei servizi. Fattori attinenti alla distribuzione (mancanza di concorrenza in molte aree), alle licenze che hanno ancora un impatto negativo sull'integrazione del mercato, proprio a causa dei differenti margini di guadagno.

Inoltre, ad influire sull' andamento dei prezzi sono anche altri fattori: il reddito nazionale di ogni Paese che si riflette sui prezzi al dettaglio; la presenza di distributori in concorrenza tra loro in mercati molto ampi e tali da permettere prezzi più bassi; il grado di concorrenza tra mercati nazionali, regionali e locali, i costi di distribuzione.

Secondo Bruxelles, l'avvento dell'euro dovrebbe consentire ai consumatori una più facile comparazione dei prezzi ed una più consistente circolazione delle merci in un mercato allargato. I cittadini capiranno così dove conviene di più comperare un auto o un computer.

Grandinotizie.it/7 giugno 2001 ore 18


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