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Meno ignoranti,
ma più spaventati. E' questa la fotografia che emerge da un sondaggio
della Nielsen sugli italiani e l'euro. Secondo infatti i dati
raccolti dalla società di ricerche su un campione di 5mila intervistati,
il 45 per cento è molto preoccupato dall'arrivo della moneta unica.
In pratica un italiano su due teme i disagi causati dal cambio
della valuta nazionale con quella europea.
In particolare il 73,1 per cento del campione ritiene che la circolazione
della doppia moneta (la lira e l'euro) nel periodo che va dal
1° gennaio al 28 febbraio 2002, provocherà caos e problemi ai
consumatori.
Mentre solo il 30,8 per cento degli intervistati, dunque uno su
tre si considera poco informato. Segno che le campagne d'informazione
stanno facendo effetto, così la procedura di segnalare i prezzi
della merce con una doppia valutazione in euro e in lire.
E la paura degli italiani aumenta con l'avvicinarsi dell' e-day,
ovvero del giorno in cui ci sarà il changeover, la commutazione
in euro di 2,4 miliardi di banconote e 40mila tonnellate di monete.
Una sindrome simile a quella che si era verificata per il Millennium
Bug confermata anche da un'altra indagine del Cirm che riguarda,
però solo i cittadini della capitale. Stando, infatti, alla ricerca
commissionata dalla Camera di commercio di Roma oltre il 70 per
cento dei romani è convinto che l'euro complicherà la vita e il
61 per cento sa qual è il valore, ma non conta i centesimi. "Il
resto di un caffè se uno paga con un euro è di 23 centesimi -
spiega Aldo Poli commissario della Confcommercio - che
molti lasceranno come mancia, non rendendosi conto che sono 500
lire". E questo in alcuni casi rischia di generare speculazione
più che semplice confusione.
Il 71, 6 per cento dei romani ha dichiarato di non conoscere i
criteri di arrotondamento e i problemi maggiori si presentano
soprattutto per gli anziani: "Il mondo delle imprese - dichiara
Andrea Mondello presidente della Camera di commercio di
Roma - è pronto per l'ingresso dell'euro. Esprimo, invece, qualche
preoccupazione per le persone anziane e di cultura medio bassa
che, senza la lira, potrebbero sentire la mancanza di un punto
di riferimento storico".
Grandinotizie.it/ 3 maggio 2001 ore 15:30
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