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Oltre14,5 miliardi
di banconote e 49,6 miliardi di monete per un valore totale di
circa 664 miliardi di euro. Questa la scorta di moneta contante
inizialmente decisa dalla Bce.
Una cifra enorme che deve essere pronta entro il 1° gennaio 2002,
ma che è stata ritenuta insufficiente. Il 15 marzo scorso, infatti,
la Banca centrale europea ha deciso di aumentare del 10 per cento
la produzione di banconote, per costituire una riserva a livello
centrale che faciliti il periodo di transizione dalle monete nazionali
all'euro.
Nel nostro Paese dovranno essere prodotte 2,3 miliardi di banconote
e 9,5 miliardi di monete. Finora, la Banca d'Italia ha già sfornato
quasi un miliardo di banconote e anche la Zecca è a metà nel conio,
a un ritmo di 15 milioni di monete al giorno. L'euro comincerà
ad essere distribuito da giugno secondo un piano che vede coinvolti
prima la grande distribuzione (le catene di supermercati), poi
gli uffici postali e per ultime le banche. Per trasportare la
valuta dall'officina "Carta e valori" della Banca d'Italia (in
via Tuscolana a Roma) alle filiali provinciali, sempre della stessa
Banca centrale, si sta definendo un piano di sicurezza, con scorte
armate e soste limitate. Inoltre, gli oltre 1500 tir e furgoni
porta valori che verranno utilizzati viaggeranno solo di giorno.
In realtà, i primi a toccare l'euro saranno i non vedenti, perché
la Bce ha deciso di far arrivare, nelle sedi delle associazioni
di cechi dei 12 paesi dell'area euro, 28 mila kit di banconote
e monete. L'obiettivo e quello di abituare alla nuova moneta quasi
900 mila ciechi in tutta Europa, di cui 370 mila in Italia. Si
tratta di campioni del tutto simili alle banconote e alle monete:
hanno le stesse dimensioni, lo stesso tipo di carta, colore e
sensazione al tatto. Ma saranno adottate alcune precauzioni contro
i falsari. Le banconote, ad esempio, avranno la scritta "fac-simile",
saranno numerate una per una e non potranno essere portate fuori
dalle sedi delle associazioni.
Anche se per il processo di conversione si punta, soprattutto,
sui supermercati che saranno i primi a ricevere pagamenti in lire,
dando il resto in euro.
Ma che fine farà la lira?
Dal primo gennaio 2002 cominceranno ad essere ritirate circa 3
miliardi di banconote. Queste saranno cambiate in euro presso
banche e poste, che a loro volta le invieranno alla Banca d'Italia.
Qui verranno letteralmente incenerite. Secondo le stime di Bankitalia,
però, circa 250 milioni di biglietti mancheranno all'appello,
perché in mano ai collezionisti o dimenticati nei cassetti.
Più difficile il discorso per 15 miliardi di monete coniate negli
ultimi 45 anni. Non potranno, infatti, essere squagliate e poi
fuse nuovamente, perché l'operazione sarebbe troppo costosa. Inoltre,
è ancora più probabile che molte non verranno restituite: secondo
le previsioni rientreranno solo 5,5 miliardi di pezzi. Il dato
trova conferma nella recente esperienza delle micro-monete da
50 e 100 lire, che hanno perso valore legale il 16 ottobre scorso.
Di queste monete erano stati messi in circolazione 800 milioni
di pezzi: ne sono tornati indietro solo 50 milioni. Una parte
se la sono tenuta i turisti, altre sono andate perse, altre sono
ancora nei salvadanai di casa. E da dicembre quasi 50 mila salvadanai
saranno installati in banche, uffici postali, grandi magazzini
e piccoli negozi di tutto il Paese. Si cercherà di recuperare
gli spiccioli devolvendoli poi all'Airc, l'associazione italiana
per la ricerca sul cancro.
Elisabetta Tanini/grandinotizie.it/7 maggio
2001
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