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Gli italiani si
sentono più europei. Ma ora temono l'allargamento ad Est. Soprattutto
per i riflessi che questo può avere sul lavoro e sugli aiuti comunitari.
E' quanto emerge dall'ultima edizione di Eurobarometro, il sondaggio
semestrale condotto su 16 mila persone dei quindici Paesi europei
fra cui anche l'Italia.
Il 44 per cento degli intervistati è favorevole all'entrata nell'Ue
anche degli Stati come la Turchia, Cipro e Malta, contrari sono
il 35 per cento. Ma è importante sottolineare che il 66 per cento
del campione è convinto che un allargamento porterebbe all'Europa
maggiore rilevanza politica e più garanzia per la pace e la sicurezza.
Quello che, invece, preoccupa il 54 per cento degli italiani è
il problema dell'occupazione: un eventuale incremento del numero
dei Paesi europei non porterà nuovo lavoro, ma anzi rischia di
farlo diminuire. Inoltre, molti interpellati pensano che una volta
che altri Stati saranno entrati nell'Ue il loro Paese avrà minori
aiuti comunitari.
Ma i giovani italiani sono i più "eurofili" del Continente. A
sostenerlo è un'altra ricerca questa volta del Times. Secondo
la prestigiosa rivista britannica due italiani su cinque, con
un'età compresa fra i 18 e i 35 anni, antepongono la loro identità
europea a quella nazionale. Anche se sempre dallo stesso rapporto
emerge un dato in contraddizione: tre intervistati su cinque sono
convinti che il potere decisionale debba rimanere nelle mani dei
governi nazionali, invece di essere trasferito alle istituzioni
europee.
Chi non vuol sentire parlare d'Europa sono i giovani sudditi di
Elisabetta, i più scettici di tutti nei confronti dell'Ue. Sempre
secondo il Times, infatti, il 75 per cento degli inglesi
tra i 18 e i 35 anni si sente molto più britannico che europeo.
E questo dato la dice lunga sul rifiuto del Regno Unito di entrare
nell'area dell'euro.
Grandinotizie.it/16 maggio ore 17
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