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Gianni Mattioli, ministro delle Politiche comunitarie
"Fanno più danno loro (i giornali italiani) con tutti quei titoloni piuttosto che un mediocre trafiletto su un giornale tedesco che non ha nessun potere di modificare le ordinazioni degli agricoltori italiani".
(Corriere della Sera) 11 maggio 2001

Giuliano Amato
"La pasta radioattiva? Non ci preoccupiamo, prendiamole con calma queste cose"
(La Repubblica) 11 maggio 2001

Franco Scaramuzzi, presidente Unasa
"I grani trattati con radiazioni ionizzanti e i prodotti da loro derivati, come gli spaghetti e altri tipi di pasta, non sono radioattivi e non contengono fattori di rischio per la salute umana. Le mutazioni esistono già in natura e quelle fatte con queste applicazioni sono un'accelerazione di quelle spontanee. E poi la radioattività del seme trattato scompare con la morte della pianta, invece si propaga la variazione genetica"
(La Repubblica) 11 maggio 2001


Ermete Realacci, presidente di Legambiente
"I numeri dei controlli effettuati dalla autorità sanitarie confermano che in Italia continua l'abuso di pesticidi e altri fitofarmaci… La normativa che fissa i limiti alla presenza di residui è vecchia di oltre 30 anni e dunque non tiene conto della grande quantità di studi e ricerche sul rischio sanitario legato alla presenza di pesticidi nei cibi. L'Italia continua ad utilizzare principi attivi dall'ormai accertato effetto cancerogeno e per questo praticamente messi al bando in altri Paesi".
(La Repubblica) 10 maggio 2001

Alfonso Pecoraro Scanio
"Non accettiamo il nuovo attacco tedesco"
(Il Corriere della Sera) 10 maggio 2001

Ermete Realacci
"L'allarme si basa esclusivamente sulla confusione generata da una informazione non corretta su alcuni procedimenti utilizzati da molti anni per assicurare certe caratteristiche qualitative alla pasta, che niente hanno a che vedere con la produzione degli alimenti transgenici".
(La Repubblica) 9 maggio 2001


Paolo Landi, presidente dell'Adiconsum, l'Associazione di tutela dei consumatori
"In Europa ci sono lobbies che non vogliono che vengano fatte differenze tra grano duro e grano tenero perché cercano di privilegiare prodotti del centro Europa"
(Corriere della Sera) 9 maggio 2001


Alfonso Pecoraro Scanio
A proposito dell'accusa da parte della stampa tedesca sugli alimenti italiani cancerogeni:"L'unica cosa manipolata in questa storia è l'informazione. La manipolazione però questa volta avrà delle conseguenze: ho dato incarico all'ufficio legale del ministero di fare i dovuti passi per tutelare i produttori italiani e la nostra economia nazionale".
(La Repubblica) 9 maggio 2001


Margareta Winberg,ministro dell'Agricoltura svedese
"Si sta pensando a come creare un Istituto europeo degli alimenti, in modo che in futuro si possano prevenire disastri come quelli che hanno caratterizzato gli ultimi tempi".
(Ansa) 8 maggio 2001


Alfonso Pecoraro Scanio
"La nuova normativa sul benessere degli animali detta le nuove regole che si devono seguire nelle attività zootecniche e negli allevamenti, intervenendo su aspetti particolarmente cruenti degli allevamenti intensivi e limitando le mutilazioni praticate negli allevamenti tradizionali".
(Ansa) 8 maggio 2001

Alfonso Pecoraro Scanio
A proposito del nuovo decreto ministeriale sull'allevamento biologico: "Un risultato storico che ci allinea a Paesi come Svezia, Olanda e Gran Bretagna".
(Ansa) 8 maggio 2001

Linio Nori, Presidente Fiao (Federazione italiana agricoltura biologica)
"I consumi del biologico sono triplicati dal 2 al 6 per cento. L'Italia è brava nell'esportazione ma meno nei consumi. Purtroppo intorno al biologico c'è ancora molta diffidenza, perché il biologico richiede un plus di formazione e di informazione. Perché va contro la coltivazione intensiva tout court, contro le multinazionali dei fitofarmaci: belli, sempre a disposizione, dalla durata eterna. Però intossicati".
(La Repubblica) 7 maggio 2001

Fabrizio Piva, vicepresidente del Consorzio di controllo dei prodotti biologici
"La mela di Biancaneve subisce tanti di quei trattamenti coi pesticidi da inquietare chiunque. In più, il biologico gode di norme cos' severe a lasciare pochissimi spazi alle truffe. Personalmente preferisco sempre compare frutta e verdura bio confezionate, a meno che il commerciante non sia a sua volta certificato, come prescrive la legge".
(La Repubblica) 7 maggio 2001


Grandinotizie.it 2001


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