|
Pomodori perfettamente
sferici, mele che sembrano uscite dalla fiaba di Biancaneve, fragole
che giungono completamente intatte al consumatore. Belle a vedersi…ma
gli Ogm (Organismi geneticamente modificati) saranno altrettanto
buoni per la nostra salute? Di certo il processo di ingegneria
genetica che è all'origine di questi organismi rappresenta una
delle conquiste scientifiche più importanti degli ultimi vent'anni.
Gli Ogm risalgono infatti alla fine degli anni '70 quando vennero
ottenuti il primo vegetale - una pianta di tabacco modificata
mediante un batterio - e il primo animale transgenico - il cosiddetto
"supertopo", nato dall'inserimento di ormoni umani della crescita
in un topo. Gli Ogm, organismi creati attraverso l'introduzione
di un gene estraneo, hanno dunque un patrimonio genetico alterato
rispetto a quello della propria specie.
Forse non tutti sanno che gli Ogm sono presenti nel 60 per
cento di tutti prodotti alimentari in vendita in Europa e
nella maggior parte dei mangimi utilizzati nella nutrizione degli
animali da allevamento. Infatti seppure in Italia la coltivazione
di questi organismi sia vietata, secondo uno studio condotto dal
laboratorio della Camera di commercio di Torino, la maggior parte
dei prodotti importati dagli Stati Uniti e dal Canada contenenti
mais e soia hanno tracce di organismi modificati.
Latte, gelato, pane e yogurt alla soia, corn flakes e tortilla,
per citarne solo alcuni nascondono quindi un ben più inquietante
apporto nutrizionale di quel che si pensa.
Ma gli Ogm, sono davvero nocivi per l'uomo? Ancora non
si sa con esattezza. L'anno scorso ad una conferenza sugli Ogm
a Edimburgo, il presidente chiese ai 400 esperti presenti se potessero
provare scientificamente la nocività di questi organismi. Ebbene
nessuno degli scienziati fu in grado di rispondere.
In materia ci sono parecchie opinioni discordanti. Secondo Corrado
Fogher, docente di Manipolazione degli organismi di interesse
agricolo presso l'Università Cattolica di Piacenza, gli ipotetici
rischi legati al consumo di Ogm sono nettamente inferiori ai possibili
benefici. Secondo lo studioso: "I benefici sono tanti, sia dal
punto di vista ambientale, sia medico. Le pratiche agricole sviluppate
negli ultimi anni '70 hanno modificato l'ambiente (con concimi,
pesticidi, diserbanti) per adattarlo alle esigenze delle piante
con tutte le conseguenze di inquinamento che ben conosciamo mentre
con gli Ogm si modificano le piante per adattarle all'ambiente".
In questo modo è dunque possibile "selezionare" quei vegetali
per migliorane le proprietà nutrizionali e renderle più adatte
e resistenti all'ambiente circostante.
A pensarla diversamente è Marcello Buratti, docente di
Genetica all'Università di Firenze. Più che di rischi secondo
Buratti bisogna parlare di imprevedibilità. "L'introduzione di
un gene estraneo - che sta alla base degli Ogm - dà luogo a reazioni
spesso imprevedibili - spiega lo scienziato -. Dato che ogni Ogm
è il primo del suo tipo bisognerà sperimentare cosa succede".
Buratti sottolinea il potenziale pericolo per la salute umana.
Al primo posto dei rischi legati al consumo di Ogm sono le allergie
alimentari. Ogni gene estraneo introdotto nell'alimento infatti
codifica una proteina che può scatenare la reazione allergica
in persone ignare della sua presenza. Episodi di reazioni allergiche
- con tanto di vomito e shock anafilattico - si sono già verificati
negli Stati Uniti ed hanno portato al ritiro dal mercato del prodotto
sotto accusa e a diverse inchieste federali.
Inoltre mentre è molto facile provare la tossicità di un alimento
è molto difficile accertarne il potere allergenico in quanto questo
varia da uomo a uomo.
Grandinotizie.it/27 agosto 2001
|