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Mucca pazza, cibi
transgenici, ingegneria alimentare ed è boom di agricoltura alternativa.
Si calcola che dal 1993 al 1997 la superficie coltivata in questo
modo in Europa sia passata da quasi 900 mila a oltre due milioni
di ettari.
Il giro di affari della produzione biologica si aggira intorno
ai trentamila miliardi di lire l'anno. Ma cosa vuol dire agricoltura
biologica? In Italia questo tipo di coltivazione è stato ufficializzato
con l'introduzione del Regolamento Ue n. 2092/91 che ha fissato
le regole per la comunità europea sul metodo di produzione. Secondo
la normativa l'agricoltura biologica si riferisce a "prodotti
agricoli vegetali e animali non trasformati", cioè che non abbiano
subito trattamenti chimici di alcun tipo.
Rispetto per la natura e tecniche in armonia con l'ambiente sono
le parole d'ordine. Gli obiettivi dell'agricoltura biologica sono
la sostenibilità e la valorizzazione delle risorse naturali e
il mantenimento degli equilibri. La tecnica produttiva esclude
l'impiego di prodotti chimici di sintesi e predilige l'adozione
di sistemi di produzione meno "invadenti", in armonia con le caratteristiche
ambientali, che valorizzano al massimo le risorse territoriali,
ambientali e naturali.
Concimi, diserbanti, insetticidi, pesticidi e quant'altro sono
messi al bando; le colture vengono difese dagli agenti distruttivi
attraverso metodi preventivi - come ad esempio la selezione di
specie resistenti alle malattia - e attraverso tecniche di coltivazione
appropriate.
Le tecniche utilizzate sono la rotazione delle colture,
che da una parte ostacola l'insediamento di parassiti e dall'altra
garantisce interventi più razionali che risultano meno invadenti
e intensivi per le sostanze nutrienti del terreno; la pianturnazione
di siepi e alberi che protegge le coltivazioni da parassiti e
possibili agenti esterni; la consociazione, cioè la coltivazione
contemporanea di piante sgradite l'una ai parassiti dell'altra.
I fertilizzanti usati sono rigorosamente naturali, come il letame,
considerato in agricoltura biologica una ricchezza insostituibile.
Per curare gli animali è preferito l'uso di prodotti omeopatici
rispetto agli antibiotici.
I prodotti biologici, inoltre, devono essere certificati sulla
base di procedure stabilite dall'Unione Europea. Sull'etichetta
deve comparire la dizione "da agricoltura biologica" accanto alla
sigla o al bollo dell'organismo che controlla e certifica l'azienda
su mandato del ministero delle Politiche agricole. I prodotti
da trasformazione (dai biscotti alla pasta, dall'olio alle lasagne,
fino alla crema di nocciole) possono essere di due tipi: con oltre
il 95 per cento degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica
e il resto da prodotti permessi, in questo caso sull'etichetta
c'è scritto "da agricoltura biologica"; con oltre il 70 per cento
di ingredienti provenienti da agricoltura biologica e in questo
caso la dizione relativa al biologico è scritta accanto agli ingredienti
che hanno questa provenienza.
Grandinotizie.it/1 settembre 2001
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