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Dieta a punti,
dissociata, Beverly Hills, del minestrone… ma esiste davvero la
dieta dei miracoli? In realtà per dimagrire bisogna mangiare tutto.
Unico accorgimento: mangiare di meno e, soprattutto, muoversi
di più. A dirlo è il Professor Eugenio Del Toma, per anni
primario all'ospedale San Camillo di Roma, ora docente di dietologia
all'Università di Roma, La Sapienza.
Professor Del Toma, quali sono le regole base dell'alimentazione?
"L'alimentazione per l'uomo è la completezza di quei rifornimenti
che servono per l'attività fisica, per la manutenzione e per la
ricostruzione degli organi. Proprio come una macchina che funziona
ad olio, benzina ed acqua. Uno che non mangia la pasta e il pane
è come una macchina senza olio… prima o poi grippa. Ci sono delle
regole da cui non possiamo evadere a prescindere dall'età e dalla
situazione. Il 50 o anche il 60 per cento delle calorie deve venire
dai carboidrati - magari il cinese sceglie il riso, io la pasta,
un altro le patate - non cambia nulla perché entrano sempre come
glucosio. Poi, non più del 30 per cento delle restanti calorie
deve provenire dai grassi, non più del 10-20 per cento dalle proteine.
Fine dei giochi".
Non ci sono delle differenze a seconda dell'età?
"Vede questa ripartizione vale sia per il campione di sport che
per la signora anziana che sta a letto. L'unica differenza è che
il primo consumerà 5.000 calorie al giorno, per cui 2.500 di queste
deriveranno dai carboidrati. La signora anziana a letto ne consumerà
1.000 e 500 proverranno dai carboidrati. Ma la ripartizione è
la stessa. Conosco pensionati che consumano molto di più e che
fanno una vita molto più attiva di dieci anni prima, non è l'età
ma lo stile di vita che conta".
Dunque le varie diete in voga sono sbagliate?
"Le diete sono una sovrapposizione mercantile. Quando lei fa una
di queste diete - tipo la Beverly Hills o la Scarsdale - si allontana
dallo schema base di alimentazione che le ho detto. Quando fa
una di queste diete va in errore. Allora smette e poi ingrassa
di nuovo. Questa è la storia dell'80 per cento delle persone sprovvedute
che tentano di dimagrire".
Per fare una dieta è meglio rivolgersi ad un dietologo?
"Lei deve chiedersi perché si fa una dieta. E' un problema genetico
e di sistema di vita sbagliato. Le persone oggi passano 8 ore
al giorno sedute, a scuola o in ufficio. I consumi diminuiscono
a livelli insostenibili per il metabolismo. Ecco la stupidaggine
delle diete. E' lo stile di vita che conta. L'alimentazione è
diventata un rifugio. Si dà la colpa a tanti cibi che sono splendidi.
Mai l'umanità ha avuto a disposizione tanti alimenti sani come
adesso. E' il nostro stile di vita ad essere sbagliato".
I farmaci cosiddetti dimagranti in commercio funzionano?
"Non esisterà mai una medicina in grado di curare l'obesità, così
come non ci sarà mai una pillola per curare il cancro, perché
queste sono situazioni multifattoriali. C'è il lato fisiologico,
il lato psicologico, il lato calorico e della fisioterapia. Nessuno
neanche un bravo medico può promettere un dimagrimento superiore
al 15-20 per cento che c'è al momento della visita. Stiamo sovraccaricando
l'alimentazione con problemi che riguardano uno stile di vita
e una genetica. Oggi l'obesità è una situazione cronica, così
come l'ipertensione. Non si può dare una pasticca per curare l'ipertensione
o il diabete per esempio. Per dimagrire bisogna ridimensionare
lo stile di vita. Bisognerebbe camminare almeno 45 minuti al giorno".
Dunque cosa consiglia?
"Una medicina di dose. Mangiare tutto ma in dosi più piccole.
Non ci sono segreti nelle diete, anzi dove ci sono c'è mistificazione".
Grandinotizie.it/3 settembre 2001
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