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Anche in vacanza
gli italiani fanno i conti. Soprattutto quelli che hanno investito
centinaia di milioni per aprire un'attività agrituristica, magari
anche grazie agli incentivi regionali concessi in base alla legge
quadro 730/85. E mentre l'Enit - Ente nazionale del turismo -
non ha ancora nessuna giurisdizione su questo nuovo modo di villeggiare,
la Confagricoltura ha trovato l'appoggio dell'associazione Agriturist
- la più vecchia in Italia, nata nel 1965 - per scoprire l'universo
dell'ospitalità rurale.
Oltre all'esaustiva guida omonima - in vendita in tutte le librerie
e anche su Internet nella sua venticinquesima edizione - e al
sito www.agriturist.it,
l'associazione è stata in grado di raccogliere le cifre dell'agriturismo
del Duemila e di stilare le previsioni per l'anno in corso.
Le aziende agrituristiche dislocate su tutto il territorio nazionale
sono, stando agli associati dell'Agriturist, 9.550 e diventeranno
10mila entro la fine del 2001 segnando così un incremento del
4,5 per cento. Di questi agriturismo la maggioranza - ovvero 8mila
l'anno scorso e 8.400 quest'anno - dispongono anche dell'offerta
di alloggio. I posti letto sono aumentati del 7,5 per cento. Infatti,
se nel 2000 erano 110mila, oggi sono 119mila, così che ogni azienda
ha ora 14,2 posti letto rispetto ai precedenti 13,7. Sono aumentati
del 10 per cento anche i giorni di apertura durante l'anno: se
nel 2000 gli agriturismo sono stati in media operativi per 99
giorni su 365, nel 2001 si prevede che arriveranno a 110.
Le aziende con ristorazione sono passate da 5.450 a 5.700 (più
5,5 per cento), quelle con agricampeggio da 840 a 850 (più 1,2)
e quelle con cavalli e maneggio da 1.360 a 1.400 (più 3).
Altissimo è l'incremento calcolato sugli arrivi dell'anno corrente.
L'Agriturist considera che 2.340.000 turisti sceglieranno nel
2001 l'agriturismo, il 19 per cento in più rispetto al 1.880.000
dell'anno scorso. Costanti fra questi invece gli stranieri, pari
ad un 25 per cento del totale. Cala però la durata media del soggiorno
che passa dal 5,8 per cento del 2000 al 5,6 del 2001, con un meno
3,6 per cento. Le presenze, calcolate in milioni di giornate,
hanno segnato un più 17 per cento, crescendo dal 10,9 al 13,1.
Questi dati lasciano intuire anche un aumento del giro d'affari.
Mentre nel 2000 si registrava un movimento di denaro pari a 100
miliardi, oggi, grazie ad una crescita del 20 per cento, l'Agriturist
suppone che si arriverà a 120 miliardi. E tutto ciò sebbene i
prezzi, ad esempio, delle camere vada dalle 25.000lire a notte
per persona fino a poco più di 60.000 lire. L'evoluzione economica
dell'agriturismo dal 1985 - anno del primo boom delle vacanze
verdi - a oggi è di buon auspicio. Se si prende come riferimento
l'anno appena concluso, il 2000, e lo si considera come unità
di misura pari al 100 per cento, si calcola che l'incremento economico
è passato dal 34,5 del 1985 al 65 del 1990 fino all'81 del 1999.
Grandinotizie.it/3 settembre 2001
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