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Che il biologico
costasse di più c'era da aspettarselo. Innanzitutto gli allevamenti
e le colture biologiche richiedono una maggiore mano d'opera e
al contempo uno scarto maggiore di prodotto dovuto al divieto
di usare conservanti chimici. Ma non è solo questo. La diffusione
del biologico in Italia è nelle mani di pochi distributori che
determinano il prezzo di vendita del prodotto. Basti pensare che
negli altri paesi europei dove il biologico è maggiormente diffuso
- come l'Austria, la Germania e l'Olanda - i prezzi dei prodotti
sono notevolmente più bassi.
C'è da dire che la diffusione di grandi catene alimentari che
vendono anche prodotti biologici, come Esselunga e Coop, sta modificando
la situazione e i prezzi di costo stanno scendendo. Ma quanto
costa fare una spesa "biologica"? I numeri ci dicono che dipende
dal prodotto e dal negozio. Secondo Coldiretti il prezzo del biologico
è in media superiore del 10 per cento rispetto a quello convenzionale.
Tuttavia tale differenza aumenta drasticamente toccando picchi
del 200 per cento nei negozi specializzati.
Prendiamo qualche alimento che acquistiamo comunemente e confrontiamo
il prezzo con l'equivalente biologico. Secondo un'indagine promossa
dall'assessorato all'Agricoltura del Piemonte se un chilogrammo
di pasta costa circa 2.500 lire in un supermercato, l'equivalente
biologico in un negozio specializzato costerà sulle 5.000 lire,
quindi il doppio. Lo stesso vale per la verdura e per i succhi
di frutta. In media un chilogrammo di zucchine (peraltro un ortaggio
molto comune e facile da coltivare) lo paghiamo intorno alle 2.500-3.000
lire. Nella versione biologica pagheremmo sempre circa il doppio.
Questa differenza sale drasticamente con i prodotti da forno,
pane e dolci, e con le confetture di marmellate.
Dunque prima di convertirsi al biologico conviene farsi due conti
e individuare un supermercato vicino casa che vende questo tipo
di prodotti. La differenza nella spesa sarà del 10-15 per cento,
ma certamente la salute ne gioverà. Inoltre l'agricoltura biologica,
in linea di principio, evita lo sfruttamento dei lavoratori e
l'impiego di pesticidi e conservanti che abbassano sostanzialmente
i costi di produzione ma possono essere dannosi per la salute.
Infine i prodotti bio provengono da cooperative specializzate
piuttosto che da multinazionali.
Grandinotizie.it/1 settembre 2001
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