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Accanto alla tradizionale
azienda agrituristica si stanno affermando in maniera sempre più
forte gli agriturismo biologici. La differenza è nel tipo di coltivazione.
Niente additivi chimici o quant'altro possa minacciare la "naturalità"
dei prodotti e no all'inquinamento, al degrado degli habitat e
all'erosione del suolo.
Una severa disciplina regolamenta la struttura, con una serie
di requisiti obbligatori, come quello di praticare esclusivamente
l'agricoltura biologica. Può ottenere il riconoscimento anche
chi decide di abbandonare la coltivazione tradizionale e passa
al bio.
Nella Guida agli agriturismo biologici redatta dall'Associazione
italiana per l'agricoltura biologica (Aiab, www.aiab.it)
vengono presentate le aziende bio-ecologiche selezionate e certificate
e i suggerimenti utili al "turista curioso". Ma un'altra guida
è reperibile anche all'indirizzo Internet www.greensite.it.
A livello nazionale, l'Aiab ha recentemente rilevato che la concentrazione
più alta (48 per cento) delle aziende agrituristiche bio-ecologiche
si trova in collina (300-600 metri). Segue la pianura (40 per
cento) e poi la montagna (12 per cento). Questo dato, però, varia
notevolmente da regione a regione. Infatti, se in Umbria e in
Toscana l'agriturismo preferisce la collina (rispettivamente 75
e 57 per cento), in Calabria e in Sicilia la pianura diventa protagonista
(88 e 70 per cento).
Stando ai dati dell'Aiab, la superficie totale media dell'agriturismo
bio-ecologico è 71 ettari dei quali 37 destinati alla coltivazione,
sebbene in alcune regioni come la Sardegna, dove cento aziende
si estendono per più di cinquanta ettari, le cifre siano ben più
alte. In Umbria, Toscana, Calabria e Sardegna la quasi totalità
degli agriturismo bio-ecologici offre anche la possibilità di
soggiorno, mentre in altre regioni come il Veneto il 70 per cento
delle aziende non dispone di posti letto. La media nazionale è
di diciassette e la maggior parte degli agriturismo bio-ecologici
ne possiede dai 20 ai 30.
Anche in riferimento all'offerta di servizi ristorativi le medie
cambiano da una parte all'altra della Penisola. In Toscana, ad
esempio, il 79 per cento degli agriturismo bio-ecologici ha un
punto ristoro, in Calabria il 100 per cento, invece in Lombardia
solo il 33 per cento come il Veneto, fermo al 30.
Nuovi progetti di "fattorie d'animazione" - ovvero specializzate
in determinate produzioni e meta per questo di turisti interessati
o anche di gite scolastiche - si stanno affermando nel Nord Italia
sulla base di quelle diffusissime nel Centro-Nord d'Europa. Gli
agriturismo bio-ecologici sono particolarmente adatti a questo
tipo di turismo proprio perché conservando metodi naturali di
lavorazione della terra possono diventare testimonianza di un
corretto rapporto tra uomo e natura.
Grandinotizie.it/2 settembre 2001
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