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Rassegna stampa dal 7 al 13 gennaio
Interviene il Vaticano
Le norme antipedofilia della Chiesa

Tra nuove indagini della polizia e nuovi arresti, ancora minori al centro di violenze e abusi fuori e dentro il mondo di internet. Il Vaticano affronta il tema degli ecclesiastici pedofili. Un motu-proprio, firmato dal Papa, detta le nuove competenze della Chiesa su abusi commessi da prelati.

Sul Messaggero dell'8, ancora un caso di abuso sui minori. "Un uomo di quarant'anni è stato arrestato per strada dai carabinieri. L'accusa nei suoi confronti è pesante (e ovviamente tutta da dimostrare, la cautela in queste vicende è quanto mai importante): abusi sessuali su minori. Secondo quanto trapela, avrebbe abusato sessualmente di una bambina - probabilmente una parente - di appena quattro anni. L'episodio - anche se non si sa se si tratta di un singolo evento o di una serie di abusi - si sarebbe verificato qualche mese fa, ma solo in queste ore l'inchiesta della magistratura è arrivata a una svolta. A quanto pare, l'indagine è partita dalla segnalazione di qualcuno che aveva notato qualcosa di strano e che ha deciso di chiedere aiuto alle autorità".

Sul Corriere della Sera del 9, la decisione del Vaticano di gestire in maniera diretta i casi di abusi sessuali e di violenza sui minori in cui siano coinvolti ecclesiastici. "Un Motu-proprio firmato da Giovanni Paolo II autorizza il cardinale Joseph Ratzinger ad avocare alla congregazione per la dottrina della fede tutte le competenze canoniche, naturalmente non quelle civili o penali. "L' istruzione chiede anzitutto il rispetto del segreto pontificio su qualsiasi caso scoperto o denunciato. Il segreto pontificio, dopo quello del confessionale, è il più rigido della Chiesa e violarlo comporta pene canoniche severissime fino alla scomunica, dalle quali si può essere assolti solo dal Papa. Le norme portano a 18 l' età dei minori vittime di abusi sessuali, in deroga al codice di diritto canonico che fissa a 16 la maggiore età. In certi casi i processi nei confronti dei sacerdoti accusati potranno venire celebrati nei tribunali diocesani locali invece che in Vaticano davanti ai giudici della congregazione per la dottrina, che rimarrà l' unica competente per l' appello. Le decisioni prese dal Vaticano e dai tribunali ecclesiastici non potranno impedire che gli eventuali responsabili vengano chiamati in causa dai tribunali civili".

Sul Messaggero del 9, in una lettera di Joseph Ratzinger ai vescovi, sulla decisione della Chiesa in merito alle accuse di pedofilia all'interno del clero, la volontà di "contribuire ad evitare un crimine ma anche proteggere con le necessarie sanzioni la santità del sacerdozio".

Sul Mattino di Sabato, una denuncia penale ad un genovese di 28 anni accusato di atti sessuali con una minore di 14 anni. "Secondo quanto accertato dalla polizia, i due si sono limitati a baci e carezze ma la legge proibisce gli atti sessuali (completi e non) con minori di 14 anni, anche consenzienti, quando ci sono più di tre anni di differenza fra i partner".

Sulla Nazione del 12, pedofilia on line. "Un ingente quantitativo di apparecchiature, compact disc, video e foto contenenti immagini pornografiche, anche con minori, è stato sequestrato dal Compartimento di polizia postale e delle comunicazioni a Firenze ed in altre città italiane. L' indagine, nella quale hanno operato anche agenti sotto copertura, era finalizzata a contrastare la pedofilia on line". Sei sono le persone denunciate e accusate di detenzione e cessione di materiale pedopornografico su bambini e bambine tra gli 8 e i 12 anni".

Sul Corriere di sabato "I bambini italiani continuano ad essere vittime dei pedofili e molti reati a sfondo sessuale vengono compiuti attraverso Internet. Per combattere il fenomeno, ha spiegato il Pg della Cassazione, sono in crescita per qualità e quantità le indagini condotte con mezzi informatici sofisticati. Sulla diffusione di immagini pornografiche di minori - ha detto Favara - ci sono stati casi di prove acquisite grazie a intercettazioni su Internet. Alcune delle organizzazioni criminali che mettono in Rete immagini di minori operano in Paesi orientali - ha spiegato il Pg - ma anche in Italia ci sono gruppi di persone che diffondono a pagamento foto di stupri su bambini. In base a una legge del '98 le forze dell'ordine usano identità informatiche di copertura, fingendo di voler comprare i prodotti offerti dai pedofili per incastrarli". E ancora i bambini nel mirino della violenza e degli abusi. "Furti in appartamento commissionati a donne minori e incinte, o con prole di meno di 3 anni, per evitare l'arresto. Utilizzo consolidato dei minori da parte della criminalità organizzata per attività strategicamente importanti come estorsioni e traffico di droga".

Cinzia Bianchino/Grandinotizie.it/13 gennaio 2002


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