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Nel 2015 i bambini lavoratori
in Africa potrebbero essere cento milioni. Oggi, secondo l'Organizzazione internazionale
del lavoro, sono già ottanta.
Il Continente nero ha la più alta incidenza di lavoro infantile nel mondo, con
il 41 per cento dei bambini tra i cinque e i quattordici anni coinvolti nelle
attività produttive. In Asia sono il 21 per cento e in America Latina il 17.
Lo sfruttamento dei minori si estende su tutto il territorio africano, ma è concentrato
soprattutto nelle zone più povere subsahariane, quelle più devastate dalle malattie
infettive e dal flagello dell'Aids. Indeboliti dalle carestie, spesso malati e
privi di assistenza medica e sanitaria, i bambini guidano pesanti e rudimentali
arnesi per smuovere le zolle dei campi, maneggiano le spazzole per strigliare
le poche, malconce bestie da soma, usano asce affilate per falciare le sterpaglie.
In questa regione, infatti, l'unica fonte di sussistenza è l'agricoltura e quasi
tutti i minori sono impegnati in questo settore. Nel Benin lavora il 27 per cento
della popolazione infantile, in Burkina Faso il 51, in Burundi il 49. In Kenya,
Etiopia, Nigeria e Uganda dal 40 al 46 per cento, nel Mali il 54, in Costa d'avorio,
in Nigeria e nello Zimbawe le stime sono tra il 20 e il 30 per cento.
L'impiego delle bambine in Africa è maggiore che in ogni altro Paese in via di
sviluppo. Il 37 per cento delle bimbe è coinvolto in attività lavorative, rispetto
al 20 registrato in Asia e all'11 in America Latina. Su di loro gravano anche
le occupazioni domestiche, in famiglia e presso terzi. Solo poche riescono ad
andare a scuola.
Negli ultimi anni il numero di iscrizioni ai corsi di studio è aumentato, tuttavia
quaranta milioni di minori, tra i sei e gli undici anni, abbandonano la scuola
o non iniziano nemmeno a frequentarla. Un terzo sono bambine.
L'Organizzazione internazionale del Lavoro ha calcolato che, nel prossimo ventennio,
400 mila piccoli dell'Africa subsahariana potrebbero rimanere analfabeti andando
ad ingrossare le fila dei baby-lavoratori che, solo in questa regione, sono attualmente
200 mila.
La sovrappopolazione, il deterioramento del livello di vita, la crescita economica
quasi azzerata, sono i motivi che lasciano prevedere un forte aumento dello sfruttamento
minorile nei prossimi quindici anni. Ma l'incapacità del sistema educativo di
prendersi cura dei bambini e di impartire loro un livello minimo di istruzione
potrebbe rivelarsi la sciagura più grave per un Paese che ancora non riesce ad
immaginare il suo futuro.
Grandinotizie.it/3 gennaio 2002
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