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Un secolo di leggi a favore dei minori
Punire la schiavitù
Dal 1919, la scheda dei diritti internazionali dei bambini

La prima Convenzione Internazionale sul Lavoro Minorile, firmata nel 1919, considerava i bambini lavoratori solo in termini di impiego di salariato nel settore manifatturiero ufficiale. In seguito, l'attenzione della società, dei politici e dei legislatori si è rivolta a tutti i lavori svolti dai bambini, fino a proibire qualsiasi tipo di occupazione dannosa, retribuita o no, e a stabilire misure di sicurezza e di tutela per i minori occupati in attività produttive.

Nel mondo, centonovantuno Stati hanno aderito alla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia dell'Onu, assumendo l'impegno a fissare un'età minima di ingresso nel mondo del lavoro. E numerosi altri accordi e convenzioni internazionali, dal 1919 ai nostri giorni, hanno segnato le tappe della progressiva maturazione di coscienza civile, su scala mondiale, in difesa e tutela dei bambini.

Seguiamone, in sintesi, la cronologia e i contenuti:

1919: Convenzione sull'età minima n. 5 (Industria).
Adottata in occasione della prima riunione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) e ratificata da 72 Paesi. Fissava a 14 anni l'età minimia per l'assunzione nell'industria. Rappresentava il primo sforzo a livello internazionale per regolamentare la partecipazione dei bambini nel mondo del lavoro. Seguirono numerosi documenti ufficiali dell'Ilo, da applicare anche ad altri settori economici.

1930: Convenzione dell'Ilo sul lavoro forzato n. 29.
Stabilisce l'abolizione di tutte le forme di lavoro forzato o coatto. La dizione "lavoro forzato o coatto" comprende tutti i lavori o i servizi imposti con la minaccia di punizioni e non svolti volontariamente.

1966: Accordo internazionale sui Diritti civili e politici.
Adottato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1966 ed entrato in vigore nel 1976. L'articolo 8 stabilisce che nessun individuo dovrebbe essere tenuto in condizione di schiavitù o di servitù, e che a nessuno dovrebbe essere richiesto di svolgere lavori forzati o coatti.

1966: Accordo internazionale sui Diritti economici, sociali e culturali.
Adottato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1966 ed entrato in vigore nel 1976. L'articolo 10 impone agli stati aderenti di tutelare i giovani dallo sfruttamento economico e dall'impiego in lavori che risultino dannosi alla moralità, alla salute o alla vita, oppure che possano ostacolarne il normale sviluppo. Inoltre, impegna gli Stati a fissare limiti di età al di sotto dei quali l'impiego dovrebbe essere proibito e punibile per legge.

1973: Convenzione dell'Ilo sull'età minima di ammissione al Lavoro n. 138.
Obbliga gli Stati aderenti a perseguire una politica nazionale che garantisca l'effettiva abolizione del lavoro minorile. Stabilisce che nessun bambino possa essere impiegato in alcun settore economico se di età inferiore a quella stabilita per il completamento dell'istruzione scolastica obbligatoria e, comunque, non prima che abbia compiuto i 15 anni. L'età minima per l'ammissione a qualsiasi lavoro che possa compromettere la salute, la sicurezza o la moralità di un individuo è 18 anni.

Raccomandazione sull'Età minima.
Richiede agli stati aderenti di innalzare l'età minima per l'impiego a 16 anni. Pur non essendo vincolante sul piano giuridico, è un forte richiamo all'intervento da parte degli Stati. La Convenzione n.138n e questa Raccomandazione sono considerati gli strumenti legali più completi a livello internazionale in materia di lavoro minorile.

1989: Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia.
Ingloba come interdipendenti e indivisibili, tutti i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali dei bambini, ritenendoli fondamentali per la loro sopravvivenza, il loro sviluppo, la loro tutela e la partecipazione alla vita sociale. Tutti gli articoli della Convenzione che affrontano i temi come l'istruzione, la salute e lo svago, la previdenza sociale e la responsabilità dei genitori, sono posti in relazione ai danni provocati dal lavoro minorile. Principio cardine della Convenzione è che i provvedimenti riguardanti i bambini dovrebbero garantire il loro massimo interesse. L'articolo 32 riconosce il diritto dei bambini ad essere difesi da forme di lavoro che comportino rischi e compromettano la salute, l'istruzione o lo sviluppo. Gli Stati aderenti sono obbligati a stabilire età minime di ammissione al lavoro e a regolamentare le condizioni lavorative.

1996: Proposta dell'Ilo per la discussione di una nuova convenzione sul lavoro minorile pericoloso o sull'eliminazione delle forme intollerabili di lavoro minorile

1999: Convenzione dell'Ilo per combattere le forme peggiori di lavoro, prestate in condizioni di schiavitù, prostituzione, illegalità e comunque tali da arrecare danno alla salute, moralità o sicurezza dei minori.
Si rivolge a tutti coloro che non hanno compiuto diciotto anni, senza distinzione tra fanciulli e adolescenti, come è d'uso nella legislazione nazionale italiana e comunitaria. Inoltre, in base al presunto legame tra scuola, formazione e lavoro, sottolinea l'importanza di un'istruzione di base gratuita e di una formazione professionale. L'Italia ha aderito alla Convenzione nel giugno del 2000. Gli Stati che ratificano il testo sono obbligati a adottare, con urgenza, le misure più idonee per eliminare tali forme di lavoro, improntando i mezzi per la riabilitazione e l'integrazione sociale dei minori e sanzionando la violazione di tali misure a livello penale, o comunque con pene appropriate.

Grandinotizie.it/3 gennaio 2002


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