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Le istituzioni e le leggi in Italia
In difesa dei bimbi
Le ultime iniziative per tutelare i diritti dei minori

Solo nell'ultimo decennio in Italia sono stati improntati piani organici di intervento per la tutela dei minori. Sono stati creati centri di studio e istituti pubblici per radiografare le condizioni di vita dei bambini soprattutto nelle aree svantaggiate del territorio; sono state introdotte le norme per contenere e punire fenomeni di abuso e sfruttamento.

Il concetto di diritto all'infanzia si è fatto strada nelle istituzioni e nell'opinione pubblica, anche grazie alla partecipazione del nostro Paese alla dimensione globale dell'informazione, e al più incisivo ruolo assunto dalle scienze sociali. Con la legge n. 269 del 3 agosto 1998, lo sfruttamento del lavoro minorile è stato ricondotto ad una forma di schiavitù, al pari della pornografia, del turismo sessuale e della tratta dei minori. Tutti abusi condannati come reati contro la libertà personale e puntiti con una pena proporzionale al grado di coinvolgimento.

L'età professionale è oggi fissata dal decreto legislativo del 4 agosto 1999, n. 345, che ha modificato l'ultima legge in materia, la 977 del 1967, adeguandola alla Direttiva comunitaria 94/33 del 1994 sul lavoro dei giovani. Come in gran parte degli altri Stati europei, 15 anni è l'età minima di ingresso nel mondo del lavoro, mentre 18 anni sono richiesti per mansioni faticose, pericolose e insalubri. L'ammissione al lavoro è subordinata all'adempimento dell'obbligo scolastico. Inoltre, il decreto impone visite mediche e controlli periodici per i minori lavoratori, impedisce a chi non è ancora maggiorenne di svolgere attività notturna e stabilisce due giorni di riposo settimanale.

E' stato proposto di istituire un marchio di qualità per il lavoro alle imprese che negli ultimi cinque anni non hanno ricevuto condanne per la violazione della legislazione nazionale sul lavoro minorile.

Durante le riunioni dell'Ipec (International Programme on the Elimination of Child Labour) , un programma ideato dall'Organizzazione internazionale del Lavoro (Oil) , i rappresentanti del Governo italiano hanno ribadito la necessità di coinvolgere le famiglie, i sindacati, i datori di lavoro, gli organismi locali, i centri di aggregazione giovanile, nel dialogo e nello sforzo comune per affrontare il problema.

Su questa linea, a livello nazionale, Governo e parti sociali hanno adottato la Carta degli impegni per la lotta contro lo sfruttamento della manodopera minorile, che attraverso specifiche politiche, leggi e risorse economiche, impegna la scuola in un piano di rinnovamento e arricchimento dei programmi e dei metodi. L'abbandono precoce dei corsi di studio è considerato una delle cause principali del lavoro dei bambini e, dunque, alla scuola viene chiesto di porsi come "centro di promozione culturale e sociale nel territorio".

Allargando l'iniziativa sul piano internazionale, la Carta di impegni auspica una nuova Convenzione dell'Oil sulle forme più intollerabili di sfruttamento e propone di innalzare progressivamente l'età di ingresso nel mondo del lavoro.

Nel 1997 è stato istituito, con la legge 28 agosto 1997, n. 285, un Fondo Nazionale per interventi nazionali, regionali e locali, a tutela dei bambini e a garanzia delle opportunità di crescita e realizzazione degli adolescenti.

Dopo anni di dibattiti e polemiche, nel 1997 sono stati istituiti, con la legge del 23 dicembre n 451, la Commissione parlamentare per l'infanzia e l'Osservatorio nazionale per l'infanzia. La Commissione ha compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione sui diritti e lo sviluppo degli individui in età evolutiva. Riferisce annualmente alle Camere i risultati dell'attività svolta. L'Osservatorio predispone il piano nazionale di interventi e progetti di cooperazione internazionale a favore dell'infanzia; si avvale di un Centro di documentazione e di analisi che raccoglie la normativa sul settore ed elabora progetti-pilota di assistenza bambini e madri.

Sono in discussione altri piani e disegni di legge che mirano alla repressione penale dello sfruttamento dei minori e all'istituzione di un organo di vigilanza. E' stata presentata una proposta per istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno, dotata di poteri d'inchiesta, informazione e indagine.

Grandinotizie.it/3 gennaio 2002


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