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E' intervenuto subito, Don Fortunato
Di Noto, non appena, nei giorni scorsi, la Procura di Roma ha arrestato sei pedofili
e ha diffuso la notizia dell'esistenza di un Fronte di Liberazione Nazionale pedofili,
che teorizza la lotta armata contro magistrati, poliziotti, carabinieri e sacerdoti
impegnati sul fronte antipedofilia
Don Di Noto, presidente dell'Associazione Telefono Arcobaleno, nata nel 1996 per
combattere la pedofilia in rete e assisterne le piccole vittime, ha detto alla
stampa: "Noi avevamo denunciato da anni l'esistenza del Fronte di Liberazione
nazionale dei pedofili. Nessuno ci ascoltò".
Allora, Don Di Noto, come è andata?
"Dal 1997 noi abbiamo denunciato trentasette volte la presenza su Internet del
Fronte di Liberazione, eppure solo dopo cinque anni sono stati individuati alcuni
dei responsabili."
Se l'avessero ascoltata…
"…Quegli individui hanno continuato a violentare bambini, potevano essere fermati
molto prima"
Cosa o chi ha impedito che si indagasse su questa organizzazione terroristica
e sulle altre, pur note, che diffondono ideologie a sostegno della pedofila?
"Nessuno e niente in particolare, ma di certo, anche in Italia, c'è una lobby
culturale pedofila che rallenta o impedisce le iniziative per combattere il fenomeno"
A che livello agisce questa lobby: politico, giudiziario, sociale, psichiatrico?
"E' un atteggiamento di accoglienza, di accettazione, di giustificazionismo, che
cerca di spiegare le ragioni del sesso tra adulti e bambini facendole risalire
all'antichità, agli accoppiamenti degli antichi greci e romani con i ragazzini,.
E' la cultura del "perché no?", che entra nei pensieri e nei comportamenti a tutti
i livelli".
Perché, quando scoppia un caso di pedofilia, quasi sempre i giornali scrivono
di persone insospettabili e anche di nomi eccellenti coinvolti, ma poi di questi
nomi non si sente più parlare?
"Io credo che quando un giusto processo viene chiuso definitivamente, senza più
possibilità di ulteriori ricorsi in appello, allora i nomi andrebbero fatti."
In questi giorni qualcuno chiede a gran voce la tolleranza zero per chi abusa
o sfrutta sessualmente i bambini. Le pene attribuibili ai pedofili secondo le
norme in vigore sono troppo leggere?
"Non credo. Le pene per chi utilizza il minore per produrre materiale pornografico
arrivano anche a dodici anni di reclusione. Se venissero davvero applicate non
sarebbero lievi.
Gli esperti informatici di Telefono Arcobaleno setacciano la rete internet
per trovare siti pedopornografici. Quanti ne sono stati individuati?
"Dal 1996, anno di inizio della nostra attività, in tutto 33 mila siti. Dal 4
aprile ad oggi 503. Dall'inizio dell'anno, 1518.
Il ministro Veronesi afferma che i pedofili vanno curati farmacologicamente,
con il loro consenso, sottoponendoli a cure che attenuano l'aggressività sessuale.
"Non ci sono ancora risultati certi in campo medico. La comunità scientifica è
divisa tra chi dà per certa l'applicabilità e l'efficacia di queste cure e chi,
invece, ha molti dubbi. Io dico che bisogna creare un tavolo comune di studio
del fenomeno, con la partecipazione degli scienziati e di chi è impegnato su vari
fronti per contrastare il fenomeno. Se ne parla ogni volta, quando scatta un'emergenza,
ma non si è ancora fatto nulla".
Come possono essere aiutate i bambini vittime delle violenze?
"Devono essere aiutati anche attraverso la psicoterapia convenzionata. E vanno
pure aiutate le loro famiglie: bisogna istituire un fondo pubblico per l'assistenza
e l'accoglienza dei piccoli violati o a rischio. Dal 1996, noi dell'Associazione
Telefono Arcobaleno abbiamo istituito un nostro Fondo, che ci ha permesso di soccorrere
molte famiglie in grande difficoltà.
Telefono Arcobaleno ha attivato un sistema per segnalare i siti internet che
sfruttano il sesso infantile. Chi sono "i naviganti" della rete che vi inviano
le segnalazioni?
"Lo fanno in tanti, papà, mamme, scuole, e anche gli stessi bambini.".
Grandinotizie.it/3 gennaio 2002
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